La parola, veicolo di conoscenza e informazione, sembra oggi aver perso il proprio potenziale critico e analitico, e la sua fondamentale funzione di sprone e stimolo. Negli ultimi vent'anni l'informazione giornalistica e la televisione l'hanno ridotta a puro strumento retorico, volto a creare consenso oppure a offrire slogan consolatori e di facile presa. Lo scrittore - sia egli letterato, giornalista o divulgatore - può ancora contribuire alla crescita di una coscienza democratica diffusa e matura? O siamo condannati a subire questo svuotamento di significato, e a rinunciare ad ogni desiderio di sapere? Antonio Pascale e Luca Rastello affrontano il difficile rapporto tra intellettuale e società, partendo da un assunto di base: l'impegno oggi più urgente è quello di allontanare la parola dalla retorica e dalla spettacolarizzazione, per fare in modo che si riappropri della propria natura di strumento descrittivo e conoscitivo.
Democrazia: cosa può fare uno scrittore?
| Titolo | Democrazia: cosa può fare uno scrittore? |
| Autori | Antonio Pascale, Luca Rastello |
| Argomento | Diritto, Economia e Politica Politica e attualità |
| Collana | I libri di Biennale Democrazia |
| Editore | Codice |
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| Pagine | 72 |
| Pubblicazione | 2011 |
| ISBN | 9788875781699 |
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