Presente al Concilio di Nicea in qualità di diacono e futuro successore di Alessandro, vescovo di Alessandria, nel suo De decretis Nicaenae Synodi Atanasio riprende la discussione così come si è fissata nella sua memoria. Interessato soprattutto a difendere l'operato del Concilio e a mostrarne l'unanimità, non fa opera di storico, bensì rimane strettamente aderente al dibattito dottrinale, contrapponendo i padri conciliari al gruppo degli ariani-eusebiani. Di importanza fondamentale tra gli scritti antiariani di Atanasio, in esso per la prima volta difende apertamente l'homoousios niceno e ne dà l'interpretazione teologica. In questo modo segna un passo avanti nella riflessione trinitaria, fino ad allora espressa in un linguaggio approssimativo e con scarsa chiarezza concettuale, aprendo la strada alla piena formulazione concettuale e terminologica dei padri cappadoci, che affermeranno chiaramente l'unicità dell'ousia e la distinzione delle persone.
Il credo di Nicea
| Titolo | Il credo di Nicea |
| Autore | Atanasio (sant') |
| Curatore | E. Cattaneo |
| Argomento | Storia, Religione e Filosofia Religione |
| Collana | Testi patristici, 160 |
| Editore | Città Nuova |
| Formato |
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| Pagine | 152 |
| Pubblicazione | 2001 |
| ISBN | 9788831131605 |
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