Le nuove istituzioni europee. Commento al trattato di Lisbona

Le nuove istituzioni europee. Commento al trattato di Lisbona
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Il Trattato di Lisbona sarà, di fatto, la nuova Costituzione dell'Europa, anche se non si chiamerà più così: sarà lo strumento per governare un'Unione allargata a 27 Stati (o a 26, se alla fine L'Irlanda resterà fuori). Consentirà anche di affrontare con successo i problemi della crescita economica e sociale, del governo della globalizzazione, dell'emergenza climatica, delle grandi migrazioni e delle società multietniche? I giudizi degli esperti non coincidono. Nelle pagine finali di questo libro Astrid ha raccolto le valutazioni di alcuni dei più autorevoli tra loro, da Amato a Frattini, da Schauble a Ziller, da Manzella a Micossi, da Tosato a Dastoli. Del nuovo Trattato emergono così, nitidamente, le luci e le ombre. Più un punto di partenza che un punto di arrivo, il Trattato è comunque un passo avanti importante. Deve essere compreso nelle sue implicazioni e potenziali sviluppi. Quale nuova architettura avrà l'Unione europea? Aumenterà la legittimazione democratica e la trasparenza delle sue istituzioni? Che effetti produrrà l'attribuzione di efficacia giuridica alla Carta dei diritti? Quali sviluppi avrà lo spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia? A queste e molte altre domande risponde il volume, scritto con rigore scientifico ma in forma agile dal gruppo di accademici ed esperti che, nell'ambito di Astrid, da tempo riflette sui problemi della riforma delle istituzioni europee.