Allo scadere della prima metà dell'XI secolo Azelino, ex monaco di Reims, nonché cappellano reale, cancelliere e vescovo di Hildesheim, realizza una rivisitazione letteraria di un testo anonimo in prosa, risalente ai primi secoli cristiani: la Cena Cypriani. Tramandataci frammentaria unicamente dal ms. Paris, BnF, lat. 5609, la Cena Azelini ci è solo parzialmente nota. Azelino propone una completa revisione del componimento originale, che si configura come un'irriverente parodia delle Sacre Scritture. Il protagonista dell'opera è un certo Gioele, re dell'Oriente, il quale organizza in Galilea un ricco convivium nuziale, i cui invitati sono numerosi personaggi biblici vetero e neotestamentari, che vengono descritti con le caratteristiche e gli atteggiamenti che sono loro propri nella Bibbia. L'intento che si prefigge l'autore, tramite questo enigmatico componimento, è quello di iniziare il discipulus allo studio della Rivelazione, presentando in forma accessibile e semplificata la storia sacra. La redazione del vescovo di Hildesheim si configura, dunque, come un'opera soprattutto didattica e mnemotecnica ad usum monachorum, che invita il lettore a nutrirsi spiritualmente dei divini contenuti delle Scritture.
La cena. Testo latino a fronte
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| Titolo | La cena. Testo latino a fronte |
| Autore | Azelino di Reims |
| Curatore | F. Santagostino |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Saturnalia, 82 |
| Editore | La Vita Felice |
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| Pagine | 216 |
| Pubblicazione | 2026 |
| ISBN | 9788893469807 |
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