fbevnts La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento - Lou Andreas-Salomé - Vanda Edizioni - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento

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La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento
Titolo La casa. Storia di una famiglia di fine Ottocento
Autore
Curatore
Argomento Narrativa Classici
Collana Biblioteca femminista
Editore Vanda Edizioni
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 340
Pubblicazione 2026
ISBN 9788868995898
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Scritto nei primi anni del Novecento e pubblicato nel 1921, "La casa" è una delle opere narrative più complesse di Lou Andreas-Salomé. Romanzo psicologico e familiare insieme, esplora i temi della libertà personale, della vocazione artistica e del ruolo della donna nella società di fine Ottocento. È la storia della famiglia Branhardt, che vive in una casa immersa nella quiete della campagna tedesca, sospesa tra raccoglimento e apertura sul mondo - Villa Loufried, presso Göttingen, dimora dell'autrice fino alla morte. Al centro del racconto vi è Annalisa, donna sensibile e intelligente che ha rinunciato alla propria vocazione di pianista per dedicarsi alla famiglia. Attorno a lei si muovono la figlia Gitta, inquieta e desiderosa di costruire una vita autonoma, e il figlio Balduin, giovane di straordinaria sensibilità, impegnato nella ricerca della propria identità creativa. Sullo sfondo, il marito Frank, affettuoso ma legato ai valori dell'ordine borghese e dell'autorità maschile tradizionale. Nel corso del romanzo, ciascuno di loro intraprende un percorso di crescita e di emancipazione, alla ricerca di quel «paese degli artisti» che per Andreas-Salomé rappresenta la possibilità di una realizzazione autentica di sé. Uno degli elementi più originali dell'opera - come rileva la curatrice Chiara Gianni nella Postfazione - è la metafora della casa come chiocciola. Salomé la trasforma nel simbolo di uno spazio dinamico e trasformativo, luogo di autonomia, elaborazione interiore e ridefinizione del femminile. Diversamente, Virginia Woolf la associa a un ripiegamento dell'io e concepisce la libertà femminile come un'uscita dagli spazi prescritti della domesticità. Annalisa, che vive la tensione tra protezione e costrizione nello spazio domestico, non si emancipa attraverso la fuga o la rottura, ma attraverso una lenta e creativa riappropriazione di sé, che avviene proprio all'interno della casa e grazie a una rielaborazione della maternità, sottratta alla sola dimensione biologica e intesa come funzione relazionale e simbolica capace di generare legami, cura e appartenenza. Parallelamente, Gitta e Balduin cercano ciascuno la propria strada, mettendo alla prova modelli familiari e aspettative sociali e mostrando come la felicità non nasca dal sacrificio dell'individualità, ma dalla possibilità di sviluppare pienamente la propria personalità. Con una prosa elegante e uno stile meditativo e stratificato, capace di fondere immagini poetiche e analisi concettuali, Andreas-Salomé anticipa sensibilità femministe e anti-riduzioniste, regalandoci un romanzo familiare e filosofico insieme, ancora oggi sorprendentemente attuale.
 

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