Manzoni indiscreto? Almeno quanto lo è la sua volontà di penetrare l'intimità dei suoi personaggi, di andare al "fondo del cuore umano" onde scoprirvi "i principi eterni della virtù". E almeno quanto la sua narrazione è volta a far confessare a Lucia ciò che la povera villana vorrebbe seppellire nel segreto della confessione. Ma non si tratta qui di fustigare chissà quali impertinenze autoriali. La questione è più complessa e riguarda il modo in cui "I promessi sposi" s'inseriscono nel solco di quella tradizione romanzesca europea che dalla metà del Settecento in poi pare caratterizzata da ciò che Gianni Celati ha definito la "vertigine dell'indiscrezione". Sorge così un inedito interesse verso le zone private dell'esistenza che va di pari passo con la formazione dell'individualità moderna la cui essenza, che pare giacere nelle imperscrutabili profondità del personaggio, attende solo di essere scoperta dallo sguardo indagatore dello scrittore (e con esso del lettore) moderno. Ma in che maniera questo processo di identificazione morale che I promessi sposi mettono sapientemente in scena si collega alla volontà di definire una cultura nazionale?
Il romanzo indiscreto
| Titolo | Il romanzo indiscreto |
| Sottotitolo | Epistemologia del privato nei «Promessi sposi» |
| Autore | Bosco Alessandro |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Quodlibet studio. Scienze della cultura |
| Editore | Quodlibet |
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| Pagine | 288 |
| Pubblicazione | 2013 |
| ISBN | 9788874625376 |
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