Era l'intento che contrassegnava l'opera letteraria di Giovanni Colombo: quello di ricercare e di perseguire tra le intime pieghe delle figure da lui delineate, e quasi cesellate con inimitabile finezza, le vicissitudini e i travagli della grazia, ossia la presenza di Cristo o la sua assenza o l' aspirazione a lui o la sua nostalgia. E, infatti, Colombo avvertiva tale presenza sotto una molteplice varietà di forme: da quella limpida e luminosa del suo celebrato e incantevole maestro di Università, Giulio Salvadori, a quella nelle trame contorte e ambigue dei romanzi di Mauriac, a quella inconsapevole nello stesso Virgilio e forse rintracciabile persino in Giosuè Carducci. 'Io sono persuaso - non esiterà a scrivere - che la Provvidenza ha suscitato sul confine del paganesimo il cigno mantovano perché sotto le sue ali purificasse tutta la poesia ellenica e romana, e la rendesse così degna del battesimo, quel battesimo che Dante le amministrerà per condurla nei regni ultramondani'. D'altra parte una tale presenza religiosa viene avvertita e fatta risaltare 'naturalmente', ossia non contorcendo o alterando i testi degli scrittori, ma leggendoli dall'interno, nello spirito che ne anima la lettera. Ecco perché riteniamo quello di Colombo un lascito prezioso nella tradizione letteraria religiosa, che è indice di intelligenza conservare e tramandare. (Inos Biffi)
Figure letterarie e peripezie della grazia
| Titolo | Figure letterarie e peripezie della grazia |
| Autore | Colombo Giovanni |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Saggi di letteratura |
| Editore | Jaca Book |
| Formato |
|
| Pagine | 256 |
| Pubblicazione | 2016 |
| ISBN | 9788816413658 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


