Cosa accade se muore o si indebolisce la società, tendenzialmente aperta, e trionfa la comunità, tendenzialmente chiusa? Se, in particolare, trionfa un comunitarismo tecnico? L'individuo perde la sua libertà e la sua privacy, la società si spacca in frammenti comunitari, viene uccisa la società civile quale critica dell'esistente e viene marginalizzato se non represso il conflitto di idee e di progettualità, moltiplicando al contrario gli scontri sociali. Su tutto, cresce il potere di connessione, di convergenza, di collaborazione indotta tra gli individui, imposto dalla nuova comunità tecnica. L'egemonia - in senso gramsciano -è oggi della tecnica, dei suoi modi di organizzare la vita (tecnica come biopotere) e di orientare i pensieri, i comportamenti e le azioni degli uomini (mediante apposite biopolitiche). È nato un nuovo "stato di minorità" (Kant) degli uomini, per loro pigrizia e per loro viltà. Con la rete quale nuovo "girello per bambini" (ancora Kant) che aiuta gli uomini a muoversi, ma anche a non crescere mai, avendone sempre bisogno per fare e per pensare, per dire e per comunicare. Sempre più dentro ad una condizione di minorità tecnica. Il volume parte da dove terminava Bio-Tecnica (2008) e propone una lettura critica dei saperi e dei poteri che oggi organizzano, dirigono, governamentalizzano la vita.
Società o comunità
| Titolo | Società o comunità |
| Sottotitolo | L'individuo, la libertà, il conflitto, l'empatia, la rete |
| Autore | Demichelis Lelio |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Collana | Biblioteca di testi e studi |
| Editore | Carocci |
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| Pagine | 246 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788843057474 |
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