Per un volume di eccezione e di gusto come il suo c'è in Italia uno scarso pubblico", scriveva Piero Gobetti a uno sconosciuto poeta ventottenne che gli aveva fatto giungere una sua raccolta di versi. Quel poeta era Eugenio Montale, e la raccolta "Ossi di seppia", che sarebbe uscita nelle edizioni Gobetti il 15 giugno 1925 segnando la strada della poesia italiana del Novecento. È una storia fatta inizialmente anche di diffidenza; quindi di crescente stima reciproca, attesa febbrile del poeta, richieste tipografiche ("abbondanza di spazi e vuoti"), silenzi dell'editore ("Caro tiranno, mi lasci senza notizie. Che è avvenuto delle bozze?") accanto a improvvise accensioni d'entusiasmo: la storia insomma - qui ricostruita nell'accurata appendice di Alessia Pedio - di un esordio luminoso nel punto d'incontro di due giovinezze tra le più alte della cultura italiana.
Ossi di seppia
| Titolo | Ossi di seppia |
| Autore | Eugenio Montale |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Edizioni Gobettiane |
| Editore | Edizioni di Storia e Letteratura |
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| Pagine | 120 |
| Pubblicazione | 2015 |
| ISBN | 9788863727296 |
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