Nonostante Petrarca non affidasse la propria gloria alle sue opere in volgare, egli raggiunse la fama in primo luogo per quelle "rime sparse" - in volgare appunto - che sono una sorta di autobiografia spirituale del poeta e un cardine fondamentale della letteratura italiana. E, in volgare, Petrarca scrisse anche i "Trionfi", che lo impegnarono quasi trent'anni, dal 1340 al 1370, ma rimasero incompiuti. L'opera è costituita da una serie di visioni mitiche e simboliche che raffigurano sentimenti ed eventi umani innalzati a moralità universale, sulla linea dei poemi allegorico-didascalici del tempo, di cui massima espressione fu la "Commedia" di Dante. Nel loro essere rimasti incompiuti però, i "Trionfi" mostrano come il mondo degli intellettuali fosse radicalmente cambiato nel corso dei circa cinquant'anni che dividono il capolavoro dantesco dall'opera di Petrarca: cinquant'anni che avevano visto il passaggio dal Medioevo all'Umanesimo, dalle certezze tomistiche al dubbio agostiniano, dall'ideale moralizzatore alla concentrazione sull'Io e sulle sue debolezze.
Trionfi
| Titolo | Trionfi |
| Autore | Francesco Petrarca |
| Curatore | G. Bezzola |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Bur classici, 470 |
| Editore | Rizzoli |
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| Pagine | 144 |
| Pubblicazione | 1984 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788817124706 |
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