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Lettera a Cristina di Lorena

Lettera a Cristina di Lorena
titolo Lettera a Cristina di Lorena
sottotitolo sui rapporti tra l’autorità della scrittura e la libertà della scienza
Autore
Argomento Storia, Religione e Filosofia Filosofia
Collana La Coda di Paglia
Editore La vita felice
Formato Libro
Pagine 112
Pubblicazione 2013
ISBN 9788877995148
 

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In appendice le lettere a Padre Castelli e a Monsignor Dini con una nota di Giovanni Gentile

 

La Lettera a Cristina di Lorena è una delle cosiddette “lettere copernicane”, ossia quelle scritte da Galilei per difendere il sistema copernicano e per chiarire la sua concezione della scienza. Le lettere sono quattro: una a padre Benedetto Castelli, due a monsignor Pietro Dini, una alla granduchessa madre Cristina di Lorena. Convinto della correttezza della cosmologia copernicana, Galileo naturalmente era ben consapevole che questa non si accordava con diverse affermazioni della Bibbia e dei Padri della Chiesa, che attestavano invece una concezione geocentrica dell’Universo. Galileo crede di poter risolvere il problema rovesciando la soluzione allora corrente: la teoria copernicana è vera, sono le Scritture a essere state scritte senza corrispondenza con la realtà, utilizzando un linguaggio che esprime un modello utile e comprensibile all’uomo. Tali lettere, pertanto, destarono preoccupazione negli ambienti conservatori per le idee innovative e per il carattere polemico e l’ardimento con cui lo scienziato consigliò che alcuni passi delle Sacre Scritture venissero reinterpretati alla luce del sistema copernicano.

 

«... Io scopersi pochi anni a dietro, come ben sa l’Altezza Vostra Serenissima, molti particolari nel cielo, stati invisibili sino a questa età; li quali, sì per la novità, sì per alcune conseguenze che da essi dependono, contrarianti ad alcune proposizioni naturali comunemente ricevute dalle scuole de i filosofi, mi eccitorno contro non piccol numero di tali professori; quasi che io di mia mano avessi tali cose collocate in cielo, per intorbidar la natura e le scienze. E scordatisi in certo modo, che la moltitudine de’ veri concorre all’investigazione, accrescimento e stabilimento delle discipline, e non alla diminuzione o destruzione, e dimostrandosi nell’istesso tempo più affezionati alle proprie opinioni che alle vere, scòrsero a negare e far prova d’annullare quelle novità, delle quali il senso istesso, quando avessero voluto con attenzione riguardarle, gli averebbe potuti render sicuri...»

 

Biografia dell'autore

Galileo Galilei

Galileo Galilei (Pisa, 15 febbraio 1564 – Arcetri, 8 gennaio 1642), fisico, filosofo, astronomo e matematico, è considerato il padre della scienza moderna. Il suo nome è associato a importanti contributi in dinamica e in astronomia e all’introduzione del metodo scientifico. Sospettato di eresia e accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu processato e condannato dal Sant’Uffizio, nonché costretto, il 22 giugno 1633, all’abiura delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa di Arcetri. Tra le sue opere: Sidereus Nuncius (1610); Il Saggiatore (1623); Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo (1632); Trattato della sfera (1656).

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