Milano, 1956. La scrittrice austriaca Ingeborg Bachmann assiste al Teatro alla Scala alla prova generale di Traviata con la regia di Luchino Visconti, la direzione di Carlo Maria Giulini e Maria Callas nel ruolo di Violetta. Quell'esperienza la scuote al punto da farle scrivere: «Che cosa sia la grande arte, che cosa sia un'artista l'ho capito il giorno in cui ho ascoltato la cantante Maria Callas». Le parole che, a distanza di anni, la scrittrice dedica a quell'incontro testimoniano qualcosa che va oltre l'ammirazione per una grande interprete; in esse risuona un messaggio che tocca la vera natura dell'arte e la sua capacità di avvicinarsi all'assoluto, di incarnare qualsiasi esperienza. Ma cosa era successo quel pomeriggio? E cosa ci racconta, oggi, quell'incontro, di noi? Per comprenderlo, Laura Boella è andata a caccia delle due artiste che, dietro la maschera del mito - due "Divine", nei rispettivi campi - hanno vissuto, ciascuna a suo modo, "sul filo del rasoio". Prigioniere del pregiudizio, ostaggi della notorietà, pericolosamente esposte; eppure, e forse proprio per questo, capaci di far risuonare, nella sua irriducibilità, la propria voce: "una voce umana".
Con voce umana. Arte e vita nei corpi di Maria Callas e Ingeborg Bachmann
| Titolo | Con voce umana. Arte e vita nei corpi di Maria Callas e Ingeborg Bachmann |
| Autore | Laura Boella |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | Saggi |
| Editore | Ponte alle Grazie |
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| Pagine | 128 |
| Pubblicazione | 2022 |
| ISBN | 9788833317205 |
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