Il romanzo non esiste da sempre, ma è una forma narrativa che è stata "inventata" quando nel mondo occidentale si è diffusa stabilmente la lettura silenziosa. Rosamaria Loretelli stila una storia del libro e della lettura dall'antica Grecia al Settecento, intrecciata alle forme narrative: dall'epica classica ai racconti medievali, a quelli cinque-secenteschi. Sul Settecento si sofferma. È stato allora che la lettura si è diffusa come la conosciamo oggi, cioè come una pratica tutta interiore, demandata alla sola vista, assolutamente dematerializzata. È stato allora che è comparso il romanzo, che per la prima volta ha delegato alle sole parole stampate tutto il carico di significato e di emozioni che la lettura ad alta voce precedentemente affidava anche all'espressività dei toni, delle pause e dei gesti. Così trasformata, la narrativa ha maturato una nuova grana temporale, in cui si è costituito il soggetto umano moderno. Al quale noi oggi ancora assomigliamo, anche se cambiate le tecnologie della parola - forse non per molto.
L'invenzione del romanzo
| Titolo | L'invenzione del romanzo |
| Sottotitolo | Dall'oralità alla lettura silenziosa |
| Autore | Loretelli Rosamaria |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | Storia e società |
| Editore | Laterza |
| Formato |
|
| Pagine | 262 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788842093886 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


