Per oltre duemila anni la geografia è stata usata come una macchina di potere per descrivere e gestire il territorio. Oggi è ancora così e molti pensano che disegnare mappe sia un talento riservato a tecnici e professionisti. Ma da sempre la geografia è stata anche una pratica immaginativa alla portata di tutti, un ventaglio di modi di vivere lo spazio che serve a conoscere l'altro e a sognare l'altrove. Se l'Occidente ha dimenticato in fretta questa vocazione geografica per l'alterità, esistono però migliaia di tracce e di sopravvivenze culturali che testimoniano l'esistenza di un'altra geografia, una controgeografia che continua a generare visioni e a produrre invenzioni meravigliose. In questo libro unico nel suo genere Matteo Meschiari ha raccolto centoundici mappe che testimoniano l'incredibile variabilità e creatività culturale della nostra specie, in un giro del mondo che va dalla Groenlandia all'Australia, dalla Cina all'Amazzonia, dall'arte paleolitica a quella contemporanea, da Babilonia a un asilo italiano. Un campionario di mondi lontani per capire e discutere il nostro, un atlante della «territà» per ripensare il nostro posto su questo pianeta.
Terre che non sono la mia. Una controgeografia in 111 mappe
| Titolo | Terre che non sono la mia. Una controgeografia in 111 mappe |
| Autore | Matteo Meschiari |
| Argomento | Scienze Umane Antropologia |
| Collana | Fuori collana |
| Editore | Bollati Boringhieri |
| Formato |
|
| Pagine | 208 |
| Pubblicazione | 2025 |
| Numero edizione | 2 |
| ISBN | 9788833943848 |
|
Acquistabile con Carta del docente o Carta Cultura Giovani |


