Dopo aver lavorato come dirigente in un grande cementificio e aver fatto lo sceneggiatore (ha collaborato molto con Theo Angelopoulos), Markaris si trova a essere "perseguitato" da un personaggio della sua fantasia, che gli chiede con prepotenza di prendere corpo, di diventare "reale": Kostas Charitos, il protagonista dei suoi romanzi, un incrocio fra la figura del padre e alcune figure della società greca contemporanea. Markaris inizia così a riconsiderare la letteratura poliziesca da Montalbán ad Agata Christie, dal giallista svedese Henning Mankell a Simenon e alla Cornwell, tracciando i confini di un "poliziesco del sud" e un "poliziesco del nord", per capire meglio come si colloca il suo commissario. Nel frattempo lavora per il cinema, studia e mette in scena Brecht, traduce Goethe, con una curiosità inesausta che è la stessa che aveva da ragazzo, quando bighellonava per il mondo ed era un giramondo felice.
Io e il commissario Charitos
| Titolo | Io e il commissario Charitos |
| Autore | Petros Markaris |
| Traduttore | A. Di Gregorio |
| Argomento | Narrativa Narrativa contemporanea |
| Collana | I Delfini |
| Editore | La nave di teseo |
| Formato |
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| Pagine | 150 |
| Pubblicazione | 2018 |
| ISBN | 9788893445238 |
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