I paesi occidentali sembrano ormai incapaci di sostenere le aspirazioni diffuse che avevano promosso in passato, quando i modelli di vita e di consumo del ceto medio - suggello della piena cittadinanza - erano accessibili anche agli strati sociali inferiori. Ciò si concretizzava in una consolidata sequenza di ingresso nella vita adulta: conclusione degli studi, inizio del lavoro, soluzione al problema della casa, matrimonio, procreazione. Anche per i figli degli operai era alla portata questo modo di diventare grandi. Oggi non è più così. Per gestire la fase iniziale e più precaria delle carriere appetibili i giovani sono costretti a ritardare tutte le fasi del passaggio all'età adulta. Se è completamente inappropriato parlare di "bamboccioni", dunque, resta che questo percorso prolungato è praticabile, in un welfare squilibrato a favore dei "padri" come quello italiano, solo per chi è spalleggiato da una famiglia robusta. Un nuovo, interessantissimo, capitolo delle indagini sul baricentro della nostra società coordinate da Arnaldo Bagnasco.
Restare di ceto medio
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| Titolo | Restare di ceto medio |
| Sottotitolo | Il passaggio alla vita adulta nella società che cambia |
| Argomento | Scienze Umane Sociologia |
| Collana | Studi e ricerche |
| Editore | Il mulino |
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| Pagine | 260 |
| Pubblicazione | 2010 |
| ISBN | 9788815138842 |
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