fbevnts Guerre che ho (solo) visto - Rosella Prezzo - Moretti & Vitali - Libro Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore
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Guerre che ho (solo) visto

Guerre che ho (solo) visto
Titolo Guerre che ho (solo) visto
Autore
Argomento Storia, Religione e Filosofia Filosofia
Collana Pensiero e pratiche di trasformazione
Editore Moretti & Vitali
Formato
Formato Libro Libro
Pagine 152
Pubblicazione 2025
ISBN 9788871869391
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La comune esperienza delle guerre soltanto viste attraverso gli schermi è quella che l'autrice mette a fuoco in questo libro. Un'esperienza di immagini belliche che via via si sommano, in una sorta di montaggio mentale, fino a produrre un film dove la pellicola si riavvolge spesso anche all'indietro. Lo sviluppo di una trama fatta di interrogativi, pensieri, rimandi, cortocircuiti, letture ausiliarie, ci conduce attraverso le trasformazioni che hanno subito la guerra e i suoi soggetti, sia armati che inermi. La guerra e i suoi corpi, quindi, che nelle nostre vite quotidiane, di pace, si danno contemporaneamente fuori scena e in scena, inquadrati e/o oscurati. Si tratta qui anche del linguaggio che la guerra di volta in volta inventa per darsi senso o crearsi una realtà adeguata. L'autrice chiede: che cos'è quello che stiamo vedendo? Come dire ciò che (ci) sta accadendo? Come chiamarlo? Sembra non bastare più la parola "guerra", per lo più non dichiarata esplicitamente, associata alle forme di un annichilimento totale. A essa, sembra di poter solo contrapporre la parola "pace", innalzata come una lacerata bandiera bianca. Nel libro c'è anche questa domanda: di cosa parliamo quando parliamo di pace? Abbiamo della guerra racconti, discorsi e retoriche, descrizioni infernali e azioni eroiche, immagini e fantasmi, e soprattutto strategie, a cominciare da quell'arte della guerra a cui essa è stata associata, ma nulla che racconti le forme della pace. Forse, un Ministero della pace (o della vita civile) rientrerebbe in quelle istituzioni da inventare che Simone Weil auspicava, al di là di quelle a tutela del diritto e delle libertà democratiche. Per questo, pensare e dire la pace significa, anzitutto, pensare l'impensato della pace. A questo scopo sono convocate qui le riflessioni e le immagini di alcune grandi pensatrici del Novecento. In appendice, testi, scelti e introdotti dall'autrice, di Lev Tolstoj, Cesare Pavese, Agota Kristof, Svetlana Aleksievic', Gertrude Elisabeth Margaret Anscombe, Bertrand Russell, Albert Einstein, Ingeborg Bachmann, Wislawa Szymborska, Federica Manzon, Dominique Eddé, María Zambrano, Mahmoud Darwish, Oxana Timofeeva.
 

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