Nel 1968, pochi mesi prima di morire, Witold Gombrowicz incontra lo scrittore e editore Dominique de Roux per intrattenere con lui un dialogo ragionato attorno alle proprie opere. Ciò cui Gombrowicz dà vita una volta a tu per tu con de Roux è però qualcosa di molto diverso dall'ordinato scambio tra due intellettuali. Il suo si rivelerà infatti un monologo torrenziale in cui si mescolano autobiografia e letteratura, arte e politica, i libri scritti e quelli amati, il privato e le riflessioni sulla società: un «autoritratto d'artista», ma anche una summa della propria esistenza e della propria poetica. Il suo Testamento. Dall'infanzia trascorsa in Polonia agli ultimi anni in Francia, dalla stesura dei primi romanzi al successo internazionale, dal rapporto con la famiglia a quello con gli scrittori a lui contemporanei, dalla ribellione contro la Forma a quella contro se stesso, passando per la composizione di Ferdydurke, Trans-Atlantico, Pornografia e Cosmo, questo testo-confessione è - come evidenzia nella sua postfazione Francesco M. Cataluccio - «il più "costruito" di Gombrowicz» e allo stesso tempo «il suo libro più sincero e autobiograficamente attendibile». Un'opera che ci permette di entrare nelle profondità del mondo interiore dell'autore polacco, comprenderne i modelli, le insicurezze e le ossessioni; guardare nello specchio della sua vita per provare a trattenere la sua immagine sfuggente.
Testamento
| Titolo | Testamento |
| Autore | Witold Gombrowicz |
| Traduttore | V. Verdiani |
| Argomento | Letteratura e Arte Critica letteraria e Linguistica |
| Collana | La cultura |
| Editore | Il Saggiatore |
| Formato |
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| Pagine | 184 |
| Pubblicazione | 2023 |
| ISBN | 9788842824626 |
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