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Se: Piccola enciclopedia

Il cardinale Napellus e altri racconti

di Meyrink Gustav

editore: Se

pagine: 71

Se l'immaginazione del nostro secolo ha prediletto i fertili suggerimenti della fisica, della chimica e della cibernetica, non

Lettere alla cugina

di Wolfgang Amadeus Mozart

editore: Se

pagine: 112

Le vicissitudini della pubblicazione di queste lettere di Mozart sono state illustrate dalla moglie Constanze: "Anche le lette

L'amicizia

di Georges Bataille

editore: Se

pagine: 88

"Quel che è importante mostrare, attraverso questo esemplare scritto di Bataille, è come il pensiero possa, con il più grande rigore, parlare di ciò che di questo rigore è la continua messa in crisi. L'esistenza, l'infinita ricchezza dell'esistenza, compresa la sua 'parte maledetta', non è l'opposto del pensiero, ma il bordo di uno stesso limite. Il pensiero più rigoroso è esattamente quello che sa stare sul limite. Come esso ci stia poco importa. Quel che conta è quanta libertà mostra e fa respirare, quanta gioia sa trasmettere (la gioia di cui parla Bataille alla fine de "L'amicizia"). Ed è per questo che il pensiero, la pratica di pensiero, ad avviso di Bataille può essere soltanto una pratica dell'amicizia, intesa come un sottrarsi e un esporsi ai propri limiti per aprirsi all'altro". (Dallo scritto di Federico Ferrari)

Su Wagner

di Charles Baudelaire

editore: Se

pagine: 108

Il saggio di Baudelaire su Wagner è una straordinaria meditazione sulla musica, sui riverberi e le corrispondenze che trascorrono tra il linguaggio musicale e gli altri linguaggi dell'arte. E allo stesso tempo una appassionata difesa del nuovo, dell'invenzione e dell'azzardo che definiscono e rendono vivo il lavoro dell'artista, qualunque sia il suo linguaggio specifico. L'occasione è data da due eventi parigini: i concerti wagneriani al Théâtre des Italiens, diretti dallo stesso compositore - gennaio e febbraio del 1860 e la prima del "Tannhauser" all'Opera nel marzo del 1861, il cui terzo atto è sommerso dal tumulto della contestazione. Presenti alla prima, con Baudelaire e Gautier, molti poeti e artisti difensori di Wagner, ma anche musicisti come Gounod, Offenbach, Berlioz. Le pagine baudelairiane dicono lo sdegno per la diffusa incomprensione della nuova musica e raccontano i temi più coinvolgenti dell'opera wagneriana: il cielo e l'inferno che abitano l'anima, l'eros e il richiamo dell'assoluto, la caduta e il sogno di una redenzione impossibile. La critica, aveva scritto Baudelaire, bisogna che sia "parziale, appassionata, politica, cioè fatta di un solo punto di vista, ma che apra il più grande orizzonte": il saggio su Wagner è la dimostrazione, vibrante e decisa, che questa critica è possibile.

La centuria poetica

di Fujiwara Teika

editore: Se

pagine: 96

La poesia giapponese è l'espressione di una ispirazione improvvisa, di un'emozione istantanea, accennata con pochi, rapidi tra

Ars amandi psychoanalytica

di Sachs Hanns

editore: Se

pagine: 79

Secondo le teorie psicoanalitiche l'erotismo influisce, anche inconsciamente, su moltissimi aspetti della nostra vita

Lettere

editore: Se

pagine: 103

Nel 1926, ancora ignaro della morte incombente, Rainer Maria Rilke indirizza, su invito di Boris Pasternak, una lettera a Mari

Il mercato dei folletti

di Christina G. Rossetti

editore: Se

pagine: 78

"Goblin Market" (Il Mercato dei Folletti) costituisce, assieme ad altre poesie, il primo libro pubblicato da Christina Rossetti (era il 1862, e la poetessa aveva 32 anni) e rimane la sua opera più famosa. Apparentemente rivolto a un pubblico infantile (per un certo periodo fu erroneamente considerato poesia per bambini come lo sono invece le filastrocche intitolate "Sing-Song", di cui qui presentiamo una scelta) è finito perfino, ai nostri tempi, in pasto a interpretazioni dissacratorie in chiave erotica: in realtà si tratta, com'era certamente nelle intenzioni di Christina, di un'allegoria del peccato e della redenzione. La carnalità e l'edonismo con cui Christina descrive i piaceri proibiti, anche quelli semplici di gola (l'amore per i dolci, succosi frutti mediterranei) dimostrano, oltre al notevole virtuosismo tecnico della poetessa, anche la sua fondamentale innocenza priva di moralismi. Ovviamente, l'allegoria del poemetto è aperta a molte interpretazioni: Laura e Lizzie, le due sorelline legate da indissolubile vincolo di affetto, sono Christina e Maria (la sorella fattasi suora), ma sono anche, verosimilmente, Christina e il fratello Dante Gabriele, di caratteri invece più simili ma di destini diversi. Di Dante Gabriele, il celebre pittore preraffaellita, è nota infatti l'esistenza tumultuosa, mentre la vita casta e quasi monastica di Christina fu come quella di Emily Dickinson: troppo semplice e severa per mettere in imbarazzo chicchessia.

Il vagabondo. Testo inglese a fronte

di Kahlil Gibran

editore: Se

pagine: 144

"Una volta incontrai un altro di quegli uomini che vivono lungo le strade. Un po' folle anche lui, mi parlò così: "Sono un vagabondo. Spesso mi sembra di camminare tra pigmei. E poiché la mia testa è di settanta cubiti più elevata da terra rispetto alla loro, crea pensieri più alti e più liberi. In verità io non cammino tra gli uomini ma al di sopra degli uomini, e tutto ciò che vedono di me sono le mie orme nei loro campi. E spesso li ho sentiti discutere e dissentire sulla forma e la misura delle mie impronte. Ce ne sono alcuni che dicono: 'Sono le tracce lasciate da un mammut che ha percorso la terra in tempi remoti'. E altri dicono: 'No, sono i punti in cui son cadute meteoriti dalle stelle lontane'. Ma tu, amico mio, tu lo sai perfettamente: non sono nient'altro che le orme di un vagabondo"".

Conversazioni

di Merleau-Ponty Maurice

editore: Se

pagine: 86

In queste intense conversazioni radiofoniche del 1948,l'allora quarantenne Maurice Merleau-Ponty traccia, per un grande pubbli

La preziosissima porta della contemplazione divina e altri scritti religiosi

di Jakob Böhme

editore: Se

pagine: 95

"Non è casuale che il primo e il più tipico rappresentante di questa universale coscienza religiosa della vita non sia stato un filosofo che svolgesse sistematicamente i concetti tradizionali, ma un'anima ardente di ingenua, violenta fede religiosa. Jacob Böhme non è giunto al pensiero per un'esigenza logica o sulla base di una problematicità teoretica del mondo. La sua filosofia non è che l'espressione dell'universalità, dell'indipendenza, del dominio assoluto dello spirito religioso che accese il suo cuore e travolse la sua vita. Il pio calzolaio di Görlitz trasse certo il materiale della sua visione del mondo in parte dai libri santi e dalla tradizione della teologia dogmatica, in parte dagli scritti teosofici e di filosofia naturale di Paracelso e di Valentin Weigel, ma il principio in cui il caos del suo sapere s'unificò in un significato preciso e profondo fu l'esperienza mistica interiore. E questa non rimase in lui fine a se stessa, né si concluse in una redenzione dell'anima individuale, ma fu fiamma di grazia da cui si accese in lui la luce della conoscenza divina, perché si svelasse agli uomini la visione religiosa del mondo nella sua assoluta universalità." (Dallo scritto di Antonio Banfi)

Quello che è strano, via. Testo tedesco a fronte

di Samuel Beckett

editore: Se

pagine: 87

"Nell'antinferno di Beckett non c'è grido, non c'è richiesta di ascolto, perché tutto avviene dopo il corso del tempo, di cui

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