Sellerio Editore Palermo: La memoria
Viaggio con l'amicoNove cantatine partigiane
di Berti Arnoaldi Francesco
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 133
Nell'ultimo suo libro, di profondità inquietante e inquietante interrogare, Primo Levi avvertiva che la memoria dell'offesa -
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Spia contro spia
di Dusko Popov
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 448
«Mi fermai a un tavolo dove si giocava al baccarà
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Potete perdonarla?
di Anthony Trollope
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 1063
Alice Vavasor, giovane e per bene, è imparentata con una delle famiglie più in vista di Londra
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La congiura dei loquaci
di Gaetano Savatteri
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 186
Una comunità in cui l'omertà è regola aurea improvvisamente comincia a parlare, ad accusare
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Sparta e Atene. Il racconto di una guerra
di Sergio Valzania
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 151
Il conflitto decisivo per l'egemonia sul mondo greco, che da Tucidide in poi si chiama «la guerra del Peloponneso», costituì i
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I fantasmi dell'Impero
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 542
Etiopia, Africa Orientale, 1937
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Il denaro
di Émile Zola
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 604
La speculazione internazionale ideata da Aristide Saccard, che Emile Zola racconta in questo poderoso e profetico affresco del
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I piccoli fuochi
di Ben Pastor
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 543
Martin Bora, il nobile soldato della Wehrmacht, sente sempre una grande nostalgia quando è costretto a rivedere, nel fuoco della guerra e nel piombo dell'occupazione, i luoghi dove visse la sua dorata gioventù. Siamo a Parigi, nell'autunno del 1940; Bora era stato inviato nella ex Ville Lumière invasa dagli "amabili conquistatori", per un incarico adatto a un uomo colto come lui: controllare le mosse di Ernst Jünger, il grande scrittore, l'eroe della patria, l'amante della guerra, che però ha col regime di Hitler un infido rapporto. Ma presto, non senza sollievo, lascia la città per una nuova missione. È stata uccisa la moglie bretone, e ricchissima, di un commodoro della Marina del Terzo Reich, per giunta amico del capo supremo dei servizi Canaris, nonché uomo vizioso e dalle molte amanti. In casi come questi le alte sfere si rivolgono a Bora per il suo acume di investigatore, nonostante la sua mente sia troppo libera. In Finistère, Martin rincontra Jünger, che sembra votato a incomprensibili fini, e avvia il suo lavoro affondando lo scandaglio dell'inchiesta nei tanti piccoli fuochi accesi dall'indipendentismo bretone: fatto di tradizionalismo celtico, strani riti, croci calvario e "case maledette". Ma è la pista giusta? A cosa mira il grande Jünger ? E chi è veramente quello strano bretone, quel prete spretato capace di riaccendere ad uno ad uno tutti i fantasmi da cui il rigido ufficiale sassone è inseguito?
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Sei casi al BarLume
di Marco Malvaldi
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 256
Questi sei racconti, con protagonisti i quattro vecchietti del BarLume e il barrista Massimo, sono stati pubblicati per la prima volta in diverse antologie poliziesche di questa casa editrice, a partire da "Un Natale in giallo" del 2011. Nell'inedita prefazione, a sua volta una sorta di racconto tra i racconti, l'autore, informando della genesi dei personaggi e delle situazioni, ricorda cose della sua gente e dei suoi luoghi così cariche di stranezze di paradosso e di umorismo naturale che si stenta a credere che non siano opera di finzione. "Poco di quello che esce dalla bocca di nonno Ampelio è inventato". Dunque le irriverenze, i giochi geniali di parole, le "sudicerie" oltre il politicamente corretto, il cinismo miscredente, gli strani figuri che si affacciano al bancone del bar, insomma: il clima irresistibilmente anarchico del paesino toscano di Pineta che tanto profuma di antica libertà municipale, viene tutto da un vissuto. Un vissuto messo in scena poi dalla pura arte dell'intratte-nimento letterario di Marco Malvaldi. "Arte di non inventarsi nulla" la definisce l'autore: ed essa spiega bene perché i vecchietti del BarLume buchino la pagina. Ma lo spiega anche un'altra qualità: nelle storie del Bar-Lume troviamo rappresentata e tramandata, con consapevolezza antropologica ma voltata al comico della commedia dell'arte, una radicata civiltà locale, una forma di vita popolare, come una delle tante tessere che compongono il mosaico dell'identità degli italiani.
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L'etichetta alla corte di Versailles. Dizionario dei privilegi nell'età del Re Sole
di Daria Galateria
editore: Sellerio Editore Palermo
pagine: 331
Che cos'era l'etichetta alla corte di Francia? A cosa serviva veramente? E per quale inclinazione sociale potenti signori, grandi dame, sottili politici, raffinati intellettuali si sottomettevano volenterosi alla sua schiavitù? Fu disciplinamento di una società che diveniva moderna o capriccio di monarchi assoluti? Un catalogo - e quanto sorprendentemente minuzioso, futile e influente nella storia, ci svela questo libro - di precedenze, di modi di portare uno strascico, sorpassare una porta. E chi ne aveva il diritto e in quale occasione. E se si poteva ereditare. E le cifre incredibili alle quali acquistarlo. I conflitti e i paradossi dei modi cortesi. Il nascere e il morire di una moda. Le offese e le frustrazioni per il privilegio di porgere una salvietta. E infiniti altri microscopici gesti di ogni momento ossessivamente disciplinati. Lo raccontano, con serissima adesione, le molte memorie di cortigiani contemporanei, e imponenti su tutte quelle sterminate e magnifiche del duca di Saint-Simon. "I memorialisti dell'epoca sono dei narratori, quindi raccontano l'etichetta solo quando viene disattesa, e principalmente se dà luogo ad avventure nefaste, comiche o bislacche". Daria Galateria li conosce tutti, da sempre li studia e li commenta; e qui può offrire la completa ricostruzione, dall'A alla Z, di tutte le voci delle buone maniere a Versailles.
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