Vita e pensiero: Università/Diritto/Ricerche
I musei ecclesiastici: organizzazione, gestione, marketing
editore: Vita e pensiero
pagine: 224
I musei ecclesiastici, con la loro capillare diffusione, oltre a svolgere la naturale funzione pastorale, possono costituire u
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Globalizzazione e rapporti di lavoro
Interventi di Adalberto Perulli, Luciano Boggio, Alberto Mazzoni, Agostino Fusconi, Serafino Negrelli, Miguel Rodriguez-Pinero y Bravo-Ferrrer
editore: Vita e pensiero
pagine: 138
Il termine globalizzazione, adoperato in passato esclusivamente nel linguaggio psico-pedagogico per indicare i processi di apprendimento della lettura e della scrittura, ora è usato nel linguaggio comune e in quello economico-sociale per designare la dimensione fondamentale dei mercati, fornendo la cornice per l’analisi di varie discipline scientifiche.
Cosa si deve intendere per globalizzazione a livello economico e giuridico? Come sono coinvolti i rapporti di lavoro? Quali sono le implicazioni per il Diritto del lavoro?
Questo libro tenta una risposta in un serrato confronto multidisciplinare.
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Le trasformazioni del lavoro
Prefazione di Mario Napoli
di Bruno Manghi
editore: Vita e pensiero
pagine: 36
Questo volume è la rielaborazione di una le zione tenuta dall’Autore presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore nell’ambito di un ciclo d’incontri su «Le relazioni industriali del 2000».
Lo scritto è un affresco delle molteplici forme di mutamento in corso nell’attuale fase, reso godibile dalla freschezza espositiva del linguaggio che nulla toglie al rigore analitico.
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A Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio
Laicità dello Stato e libertà delle Chiese
di Ombretta Fumagalli Carulli
editore: Vita e pensiero
pagine: 168
Dare a Cesare ciò che è di Cesare, a Dio ciò che è di Dio: dagli inizi della civiltà cristiana, questa frase ha significato fo
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La televisione del crimine
di Gabrio Forti
editore: Vita e pensiero
pagine: 792
I mass media esercitano un formidabile impatto sui modi di pensare anche delle persone meno propense a lasciarsi suggestionare. I fatturati del mercato pubblicitario sarebbero del resto inspiegabili se coloro che vi investono non pensassero di poter orientare le scelte di lettori e telespettatori. In campo criminale, giornali e televisioni, più che essere causa diretta di comportamenti delittuosi (cosa non facile da dimostrare), influenzano le modalità con cui il pubblico percepisce e interpreta i fatti e, indirettamente, condizionano la pressante, e spesso irrazionale, domanda di sicurezza rivolta alla politica.
La monetizzazione del tempo televisivo e dello spazio giornalistico (sempre più forte da quando anche i media sono diventati attori della new economy) rimuove o contrae il tempo del pensiero e del discorso. «L’informazione è come il caffè: è buona quando è calda e forte». così i ‘messaggi’ si appiattiscono sul dominio del senso comune, sul registro del curioso, del divertente, del sensazionale e del pruriginoso. Di qui l’interesse dei media per i crimini, in particolare i più violenti ed efferati. Nelle rare occasioni in cui si occupano anche del crimine economico, essi vanno subito alla ricerca di un ‘capro espiatorio’, invece di aiutare lettori e spettatori a comprendere l’accaduto. La ‘torcia fiammeggiante’ che giornali e televisioni brandiscono quando si occupano del crimine è spesso impugnata, più che per chiarire e approfondire gli eventi, per far presa sul pubblico attraverso il ‘delitto di turno’, in grado di ripagare con migliori indici di ascolto il prezioso tempo mediatico investito.
Alla luce di tali considerazioni, questo libro presenta e discute un’imponente ricerca criminologica, psicologica e mediologica sulla rappresentazione televisiva e giornalistica del crimine in Italia, raccogliendo le voci di alcuni tra i massimi esperti mondiali della materia, oltre che di autorevoli giornalisti, chiamati a commentare i risultati dell’analisi svolta sulle loro testate.
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La professionalità
di Mario Napoli
editore: Vita e pensiero
pagine: 112
La parola professionalità evoca nel linguaggio comune la dimensione più rilevante dell'attività dei professionisti, specialmen
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Lavoro, mercato, valori
editore: Vita e pensiero
pagine: 112
«Non sorprende che il mercato si presti ad incredibili esaltazioni, come la nuova divinità, mirabile meccanismo di selezione dei migliori e dei capaci, fonte di benessere collettivo e di premi eccezionali per i più arditi. Ma non sorprende neppure che vi si contrappongano esecrazioni non meno estreme, che denunciano il mercato come un “convitato di pietra”, impietoso, perverso, favorevole ad ogni furbizia ed a ogni abuso».
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Il contratto di lavoro nel diritto positivo italiano
di Lodovico Barassi
editore: Vita e pensiero
pagine: 916
«Il contratto di lavoro è sorto fin dai tempi in cui l’uomo non bastò più a se stesso pel soddisfacimento dei suoi bisogni e dovette quindi ricorrere all’opera del suo simile per procurarsi ciò che poteva soddisfare i bisogni nuovi. È da questo momento (notiamo per incidenza) che è cominciata la cosiddetta ‘questione sociale’, la quale è stata acuita dalla caratteristica propria della civiltà umana, in cui i bisogni aumentano in proporzione assai maggiore che non accrescano e si perfezionino i mezzi per soddisfarli. Pare perciò anche a noi assurda l’affermazione di qualche moderno sociologo, per cui il contratto di lavoro sarebbe sorto dall’attuale ordinamento industriale. È stato osservato giustamente che quella affermazione può essere vera solo per quella particolare forma che il rapporto locativo ha assunto per le nuove condizioni economiche e sociali sorte dalla grande industria. Del resto avvertiamo fin d’ora che dal punto di vista del nostro diritto positivo questa differenza non si può fare come si può forse fare da un punto di vista sociologico. La grande industria ha avuto per effetto un aggravamento di talune responsabilità degli industriali, e un maggiore intervento dello Stato a protezione degli operai. Ma il contratto di lavoro nella sua essenza, nella sua costruzione giuridica (l’unica cosa che ci interessa in queste pagine) non ha risentito da questo novello elemento che si è aggregato al vecchio ceppo romanistico...»
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Beni culturali e sistema penale
editore: Vita e pensiero
pagine: 200
Il volume comprende una serie di studi sui reati
contro il patrimonio culturale e le relative tecniche
di prevenzione e repressione. Si offre così al
lettore un’agile ma completa panoramica delle
questioni più attuali e rilevanti, a livello sia interno
sia internazionale, in tema di tutela del patrimonio
culturale da forme di aggressione (come il
saccheggio di siti archeologici, il traffico di beni
culturali, gli atti di vandalismo o le frodi nel mercato
dell’arte) che negli ultimi anni attirano sempre
più l’attenzione dei vari legislatori nazionali (a
cominciare da quello italiano) e delle Nazioni
Unite. La disamina degli illeciti è condotta seguendo
la più avanzata impostazione interdisciplinare,
che integra strettamente la prospettiva del diritto
penale (sia vigente sia nelle sue linee di riforma)
con l’analisi criminologica del fenomeno e con i
profili della cooperazione internazionale, tanto
nelle attività investigative e giudiziarie, quanto
rispetto alle complesse questioni legate alla restituzione
e al rimpatrio dei beni culturali contesi.
Esaurito
Volontariato, diritto e modelli organizzativi
di Antonella Occhino
editore: Vita e pensiero
pagine: 82
Le organizzazioni di volontariato sono espressione del principio costituzionale della 'pari dignità sociale' proclamato nell'a
Esaurito
La giustizia come servizio pubblico essenziale
di Giorgio Floridia
editore: Vita e pensiero
pagine: 36
L’obiettivo dell’accelerazione delle procedure a scapito della qualità delle decisioni è un obiettivo di ripiego, giustificabile solo quando si sia costretti adoperare – come succede adesso, in uno stato di vera e propria necessità. Il vero obiettivo di una riforma effi cace del sistema giudiziario
è quello di creare una gestione in equilibrio fra quantità e qualità: nel senso che la quantità sia quella necessaria per rispondere ad una domanda di giustizia originata da esigenze reali e meritevoli di tutela; la qualità sia – a sua volta – quella necessaria a corrispondere adeguatamente alla crescente complessità dell’ordinamento sostanziale e processuale ed alla conseguente crescente
complessità dei problemi applicativi. Questo obiettivo non può essere raggiunto se la riforma non viene pensata come strutturale e, poiché la struttura non può essere concepita se non con riguardo alla funzione, è necessario pensarla partendo dalla eliminazione di tutte le cause
di ineffi cienza previamente individuate. In altri termini, occorre prima di tutto chiedersi da quali cause traggono origine le inefficienze non solo quantitative ma anche qualitative.
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Un maestro del diritto commerciale
Arturo Dalmartello a cento anni dalla nascita
editore: Vita e pensiero
pagine: 192
Arturo Dalmartello (7 maggio 1909 - 24 luglio 2007) è stato uno dei più autorevoli cultori
del diritto commerciale del secondo dopoguerra. Formatosi a ridosso di quei Maestri
che hanno segnato un’epoca irripetibile degli studi commercialistici (come Ascarelli,
Graziani, Ferri e De Gregorio), a propria volta è diventato uno dei maggiori della generazione
successiva. «Signore d’altri tempi, schivo, alieno da personalismi e, non casualmente, eccelso alpinista», è stato così ricordato da uno dei decani del diritto commerciale, Gastone Cottino.
Meritano di essere rammentati due tratti portanti dello studioso: la forza compatta della
struttura del suo pensiero; la trasversalità, oltre la penetrazione, di quest’ultimo, nel
coniugare diritto civile e commerciale, nel costruirli come plessi sinergici.
Questo volume raccoglie le testimonianze che allievi, amici e studiosi hanno voluto rendere,
nella ricorrenza del centenario dalla nascita, ad Arturo Dalmartello, dando particolare risalto
agli sviluppi della categoria dei «contratti d’impresa», da lui originalmente elaborata.
Esaurito


