fbevnts Università/Pedagogia e scienze dell'educazione/Ricerche - tutti i libri della collana Università/Pedagogia e scienze dell'educazione/Ricerche, Vita e pensiero - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 7
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Vita e pensiero: Università/Pedagogia e scienze dell'educazione/Ricerche

Tecniche e significati

Linee per una nuova didattica formativa

editore: Vita e pensiero

pagine: 280

La comunicazione didattica sta attraversando, con la comparsa e la diffusione delle tecnologie informatiche e delle loro applicazioni, un periodo di grandi cambiamenti e di altrettanto rilevanti discussioni. Stanno infatti mutando in maniera decisiva alcuni degli elementi fondamentali – primi fra tutti le determinazioni di spazio e tempo – della situazione di insegnamento e sorgono alcune potenzialità – quali l’ipertestualità e la virtualità – i cui limiti sono ancora in larga misura da esplorare. Gli studi raccolti in questo volume affrontano, in una prospettiva insieme operativa e critica, un vasto arco di temi e di problemi, che vede nella reciproca contemperazione delle ‘tecniche’ e dei ‘significati’ il filo conduttore delle analisi e delle proposte presentate. Il nuovo umanesimo didattico, infatti, non può costruirsi se non collocandosi simultaneamente e con convinzione in una positiva disposizione di conoscenza e valorizzazione dei mezzi di istruzione e di mantenimento in vista dei fini di sviluppo della persona.
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16,00

Memoria della Shoah e coscienza della scuola

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

«Purtroppo non possiamo affermare che in questi cinquant’anni la scuola abbia brillato per elaborazione culturale ed educativa sui grandi, drammatici eventi della storia contemporanea. Solo di recente si è avuto un significativo risveglio intorno ai temi dei vari olocausti del nostro secolo. Ciò documenta e al tempo stesso sollecita il presente volume, raccogliendo esperienze, percorsi didattici, riflessioni sulla scuola come luogo di trasmissione alle nuove generazioni della memoria del genocidio ebraico. Certo, la portata dell’evento-Shoah è complessa, variegata, tale da indurre a elaborare interpretazioni solo a lunga scadenza e attraverso un lavoro graduale di ascolto delle testimonianze e di raccolta del materiale. La Shoah è diventata, insomma, un grande libro della memoria. Ma se è vero che per fare coscienza della Shoah occorrono tempo e preparazione educativa, è pur vero che la memoria va sostanziata, soprattutto per le giovani generazioni, da un’attenzione altrettanto forte ai problemi del presente. Sarebbe un grave errore educativo indulgere sulla memoria del passato e lasciare i giovani soli ad affrontare le urgenze di oggi. La tematica della Shoah è, quindi, questione di recupero culturale, di ridefinizione dei fini dell’educazione, di ricomposizione dell’unità delle coscienze individuali e collettive attraverso l’opportunità di vivere esperienze significative e condivise. Per questo proprio la scuola – una scuola ricca di valenze educative e formative – rappresenta il terreno più idoneo per ‘fare memoria’, per tenere desta la coscienza sul presente, per sollecitare all’immaginazione e al progetto» (dall’Introduzione di Giuseppe Vico).
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Innamoramento giovanile e comunicazione educativa familiare

editore: Vita e pensiero

pagine: 220

L’ipotesi di lavoro alla base della ricerca illustrata in questo volume è stata la seguente: i soggetti coinvolti da una situazione d’innamoramento vanno aiutati dalla famiglia, con rinnovate modalità comunicative, a ‘leggere’ attraverso un preciso filtro axiologico gli aspetti della loro esperienza affettiva, per ri-orientarli in termini di progettualità esistenziale. Nel corso della fase d’innamoramento dei figli, infatti, la trama dei rapporti domestici subisce alterazioni significative, che a loro volta suscitano profondi mutamenti nell’assetto della comunicazione educativa familiare. Ciò esige da parte dei genitori una peculiare attenzione nel riformulare le regole che governano quest’ultima. Tanto per il padre quanto per la madre si pone la necessità di rigenerare le modalità comunicative impiegate con i figli, conformemente al procedere della situazione d’innamoramento. Per entrambi si tratta di perseguire un nuovo equilibrio relazionale, guadagnando spazi e occasioni di confidenza, di confronto, d’intesa. L’innamoramento giovanile, dunque, è da percepire come fenomeno oltremodo significativo nel divenire personale dei giovani, atto a suscitare nei medesimi molteplici bisogni educativi, verso i quali la famiglia non può rimanere indifferente.
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Educazione, scuola e politica nelle «Memorie autobiografiche» di Carlo Boncompagni

Con l'edizione critica delle «Memorie»

di Maria Cristina Morandini

editore: Vita e pensiero

pagine: 104

Il presente volume s’inscrive nel quadro delle ricerche sulla politica scolastica e sulle più generali vicende dell’istruzione e dell’educazione nel Piemonte dell’Ottocento preunitario, e propone al lettore un documento di sicuro interesse ai fini dell’approfondimento delle vicende politico-scolastiche di quegli anni: si tratta delle «Memorie autobiografiche» inedite di Carlo Boncompagni di Mombello – esponente di primo piano della classe dirigente liberale subalpina e titolare del dicastero della Pubblica Istruzione nel primo gabinetto costituzionale presieduto da Cesare Balbo (13 marzo - 27 luglio 1848) e poi ancora nei governi Alfieri di Sostegno (poi Perrone)-Pinelli (29 agosto - 16 dicembre 1848) e D’Azeglio (21 maggio - 4 novembre 1852) – che Maria Cristina Morandini ha recentemente ritrovato tra le carte Boncompagni conservate presso l’Archivio di Stato di Torino e delle quali presenta, ora, l’edizione critica, corredata da un saggio introduttivo e da un ricco apparato di note esplicative e bibliografiche. Incentrate sull’arco temporale compreso tra il 1804 e il 1852, le «Memorie autobiografiche» forniscono indicazioni significative sulla formazione culturale e religiosa del Boncompagni e sulle vicende politiche e istituzionali del regno di Sardegna nella fase carloalbertina, delle quali egli fu talora tra i protagonisti. In particolare, le «Memorie autobiografiche» dedicano notevole spazio ai difficili esordi della «Società degli asili infantili» (1838) e alle vicissitudini che contrassegnarono l’apertura delle prime scuole per l’infanzia in Piemonte; nonché al riordinamento dell’amministrazione della Pubblica Istruzione realizzato dallo stesso Boncompagni con i provvedimenti del 4 ottobre 1848 e, più in generale, alla politica scolastica attuata dai governi piemontesi nel quinquennio 1848-1852.
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Il dinamismo della coscienza e la formazione

Il contributo di Bernard Lonergan ad una 'filosofia' della formazione

di Pierpaolo Triani

editore: Vita e pensiero

pagine: 364

La pedagogia utilizza sempre più spesso il termine formazione. Ciò richiede però un atteggiamento critico capace di riconoscere le diverse valenze del termine, i diversi contesti d’uso, il ricco e problematico spessore teoretico. Occorre che la riflessione pedagogica coniughi il pensare alla formazione con un pensare la formazione capace di accogliere le suggestioni e i contributi provenienti da diversi autori e discipline. In questa prospettiva si colloca l’approfondimento della realtà della coscienza svolto da Bernard Lonergan (1904-1984), filosofo e teologo canadese, gesuita. Egli ha elaborato, nel corso degli anni, un pensiero molto articolato sulla vita coscienziale, in cui appare chiaro il legame con la dimensione della formazione. La coscienza è intrinsecamente segnata da un processo formativo, così come la formazione non si realizza pienamente se non attraverso una appropriazione operata dal soggetto del proprio dinamismo coscienziale. Inoltre l’approfondimento del pensiero coscienziale svela in Lonergan la presenza di elementi che concorrono a costituire una vera e propria ‘filosofia’ della formazione. La formazione risulta essere, nella sua peculiarità, nella sua essenza, una risignificazione costitutiva del soggetto. Quest’ultima radicata nella dinamica coscienziale, si svolge in un contesto multifattoriale, è sostenuta dall’esigenza umana dell’autenticarsi, è mossa dalla spinta autotrascendente, è intralciata dalle deformazioni, è resa stabile dalle conversioni, è attuata in modo completo attraverso l’autoappropriazione, è con-istituita e promossa dall’educazione. L’opera di Lonergan offre, al pensiero pedagogico e filosofico, una serie di sollecitazioni teoretiche e operative concernenti l’attenzione all’aspetto unitario e polimorfo del formarsi del soggetto, l’attenzione alla dimensione dell’interiorità come urgenza formativa del nostro tempo, l’attenzione alla necessità di una formazione centrata sull’appropriazione della vita coscienziale nel suo insieme.
Esaurito
26,00

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