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Vita e pensiero: Università/Pedagogia e scienze dell'educazione/Ricerche

Desiderare e fare il bene

Un commento pedagogico all'«Etica Nicomachea»

di Giuseppina D'Addelfio

editore: Vita e pensiero

pagine: 488

Il volume propone una lettura di un classico del pensiero occidentale nella prospettiva di una pedagogia fondamentale adeguata al nostro tempo. L’interesse pedagogico per i temi dell’Etica Nicomachea nasce dal fatto che essi sono affrontati non «per sapere cos’è la virtù, ma per diventare buoni». Il bene così prospettato, legato alle nostre caratteristiche specifiche e oggetto primo del nostro desiderare, è un bene da fare. Il ‘bene umano’ è un ‘bene pratico’, che l’essere umano può compiere e fare suo. Molte pagine dell’Etica Nicomachea suggeriscono, in modo efficace e prezioso per un’antropologia pedagogica, che un tratto essenziale dell’uomo consiste nel suo porsi come un principio, come potere causale nuovo nell’ambito naturale. Aristotele scorge così un carattere essenziale di quella che noi oggi chiamiamo ‘persona’: il poter essere origine di inattese novità, il poter ampliare con il nostro desiderare e pensare, ma soprattutto con la fatica e la perseveranza del nostro agire, lo spazio dell’esistente, mettendo queste capacità a servizio del bene e degli altri. Desiderare-e-fare il bene costituisce pertanto un binomio che non può essere sciolto, se si vuole, rimanendo fedeli ad Aristotele, tracciare una proposta di educazione morale per un tempo come quello presente, segnato da tante debolezze del volere e, di conseguenza, da indebolimenti della vita personale. L’Etica Nicomachea appare oggi preziosa, per l’attenzione rivolta sia alla componente soggettiva dell’azione sia a quella oggettiva del bene, cioè al fine che è desiderato per sé e non per altro. Il desiderio è la categoria che accompagna il percorso attraverso le lezioni aristoteliche sulla vita buona, fino alla contemplazione e all’amicizia, facendo emergere il nesso tra vita autenticamente umana, esperienza morale ed educazione.
35,00

Aldo Agazzi

L'amore per l'uomo e la teoresi pedagogica. Convegno di studio nel centenario della nascita (1906-2006)

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

Il volume raccoglie gli atti del Convegno tenutosi presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano il 22 marzo 2007 sul tema Aldo Agazzi. L’amore per l’uomo e la teoresi pedagogica, organizzato dalla Facoltà di Scienze della formazione e dal Centro studi e ricerche sul disagio e le povertà educative della stessa Università. I saluti introduttivi e le relazioni della giornata, che ha visto un’ampia partecipazione di studiosi e di studenti, hanno ricordato e posto in risalto la peculiarità della persona, la profondità teoretica del pensiero, il vasto e articolato impegno per la scuola e per l’educazione e la produzione scientifica di Aldo Agazzi nel centenario della nascita (1906-2006). Giornata intensa di ricordi, di riflessioni e di sintesi significative sulla pedagogia del grande Maestro, rivisitata e, per certi aspetti, anche riscoperta nei suoi risvolti e nelle sue alte declinazioni educative e di impegno istituzionale.
18,00

L' avvento educativo dei 'poveri cristi'

di Giuseppe Vico

editore: Vita e pensiero

pagine: 460

Perché un libro sui poveri cristi? A questo interrogativo si intende dare qualche risposta richiamando, anche in chiave critica, natura e ragioni del discorso pedagogico. ‘Povero cristo’ può significare un poveraccio, una persona da poco, ma anche l’uomo delle Beatitudini: il povero, l’umiliato, l’afflitto, il perseguitato, il non-oggetto di perdono. Povero è colui che ha poco o nulla e sa cogliere la vita con una ricchezza interiore a volte insperata; povero è chi rischia sulla quotidianità che spesso opprime; è colui che viene sopportato ma non ascoltato; colui il quale coglie ipocrisia e retorica con un mutismo denso di significato educativo. La cultura pedagogica è stata assai latitante su queste problematiche. Il ‘povero cristo’ ha sete di educazione, di perdono e deve spesso eclissarsi dai canali formativi ufficiali. Da queste sacche di povertà, così ricche di talenti, può emergere un’umanità nuova o questa umanità è già presente con una forza che gli altri non sanno e/o non vogliono ascoltare? Giuseppe Vico non indugia su colpevoli o condizioni negative ma sulla responsabilità intrinseca al vivere accanto, al servire, al prendersi a cuore la vita di chi soffre, ha fame e sete, non si vede riconosciuti pari opportunità e integrale rispetto della propria umanità. Difficile e inutile distinguere tra ‘poveri cristi’: la sintesi trascende le distinzioni grammaticali e di primato: ‘cristo’ è parola-avvento che si rivela, irrompe, supera frontiere e apre alla fede, alla speranza e alla carità nell’incontro personale con il Cristo. E ‘povero’ assurge a protagonista di rinascita e di resurrezione nel ristagnare della condizione umana su divari sempre più incolmabili. Vico è convinto che, anche nel nostro tempo, la povertà sia un’‘opera d’arte’ e che gli artisti conservino ricchezza ispirativa ed espressiva per dare vita al bello, rompere il silenzio, accompagnare il cammino creativo delle comunità e promuovervi il desiderio di autonomia e l’educazione concreta all’autogestione e all’autogoverno.
22,00

Pedagogia e formazione delle risorse umane

di Pierluigi Malavasi

editore: Vita e pensiero

pagine: 256

Parole come "educazione" e "formazione" sono sottoposte a una complessa ridefinizione concettuale e ricorrono nella pubblicist
20,00

Screen Generation

Gli adolescenti e le prospettive dell'educazione nell'età dei media digitali

di Pier Cesare Rivoltella

editore: Vita e pensiero

pagine: 296

Quali trasformazioni comportano i nuovi media, da Internet al telefono cellulare, sul paesaggio della nostra cultura? Quali nuovi usi individuali e sociali promuovono? In particolare, che posto occupano nella vita delle giovani generazioni e come interpellano l’educazione che di esse deve occuparsi? Sono alcune delle domande alle quali questo libro prova a rispondere indagando valori e comportamenti degli adolescenti italiani in relazione ai contesti della scuola e della famiglia, nel quadro più ampio di una ricerca europea (Mediappro; in Internet: http://www.Mediappro.org) che ha coinvolto università e centri di ricerca di dieci Paesi. L’indagine aveva un duplice obiettivo: da una parte, verificare i consumi culturali degli adolescenti in ordine ai personal media, in modo particolare Internet, i videogiochi e il telefono cellulare; dall’altra, individuare alcune linee per l’intervento educativo da suggerire alle famiglie e alla scuola. Il lavoro è stato condotto attraverso la somministrazione di un questionario e l’adozione di strumenti qualitativi: interviste in profondità, analisi del disegno, focus group (tutti i materiali di ricerca sono disponibili in Internet, URL: http://omero.unicatt.it/ricerca/mediappro). Il risultato dell’indagine interpella con forza le proposte della Media Education. Gli adolescenti intervistati invitano gli adulti a non considerare la Rete e i nuovi media solo in termini negativi e censori, ma in relazione alle loro potenzialità espressive. Le loro risposte chiedono anche agli educatori – genitori e insegnanti anzitutto – di sviluppare competenze specifiche per essere in grado di accompagnarli nella pratica mediale, non tanto dal punto di vista delle abilità tecniche – che i ragazzi sanno acquisire da soli – quanto nella ricerca di un utilizzo sempre più critico e consapevole.
20,00

Scuola e disagio: oltre l'emergenza

Indagine nella scuola lombarda

di Renata Viganò

editore: Vita e pensiero

pagine: 236

L'indagine dell'autrice affronta il tema del disagio a scuola, ma anche la rilevante questione della formazione atta a svilupp
20,00

Cinema, pratiche formative, educazione

di Pier Cesare Rivoltella

editore: Vita e pensiero

pagine: 192

Il fascino del cinema per imparare a vivere: tra realtà e finzione, l'avventura di educare esige la formazione dello sguardo
16,50

Libri, bambini, ragazzi

Incontri tra educazione e letteratura

di Silvia Blezza Picherle

editore: Vita e pensiero

pagine: 368

In passato la narrativa rivolta ai bambini e ai ragazzi era pensata in funzione istruttivo-educativa, piuttosto che per la sua
25,00

La pedagogia sperimentale di Raymond Buyse

Ricerca educativa tra orientamenti culturali e attese sociali

di Katia Montalbetti

editore: Vita e pensiero

pagine: 348

Il rapporto complesso ma essenziale tra scienza e valori costituisce l’orizzonte problematico nel quale cogliere il contributo di Raymond Buyse. L’apertura alla dimensione scientifica del discorso pedagogico, unita all’attenta considerazione di quella axiologica, qualificano il pensiero e l’opera dello studioso belga. Consapevole dell’inadeguatezza della mera speculazione teorica di fronte alla complessità dell’educazione, egli indica l’osservazione della pratica educativa come condizione essenziale, complementare alla prima, per elaborare modelli interpretativi pertinenti e validi. Tale esigenza motiva l’interesse per l’impiego del metodo sperimentale, il quale va però modulato in relazione alla specificità del discorso educativo, attinente per sua natura alla sfera non solo dell’essere ma anche del dover essere. Nell’espressione «Tayloriser l’instruction pour valoriser l’éducation» Buyse sintetizza l’ideale che l’applicazione di metodologie empirico-sperimentali sia funzionale al conseguimento dell’umanizzazione del soggetto, meta finale del processo educativo, indicando così una possibile ricomposizione dell’erronea antitesi tra discorso pedagogico e sperimentale. La ricerca condotta da Katia Montalbetti in questo volume delinea le principali coordinate del contesto storico, sociale, culturale e scientifico nel quale ha origine e si sviluppa l’opera di Buyse e ne propone un’analisi articolata e organica. Risaltano da ciò contributi diretti e indiretti alla comprensione e maturazione di alcune questioni nodali per la riflessione pedagogica ed educativa attuale: il rapporto fra dimensione scientifica e axiologica nella costruzione del discorso sull’educazione e nella ricerca in campo educativo; la relazione fra teoria e prassi; il binomio formazione-ricerca, con particolare riguardo al profilo professionale di quanti operano nell’ambito educativo e pedagogico.
26,00

Pienezza e compimento

Alle radici della riflessione pedagogica di Romano GuardiniPrefazione di Hanna-Barbara Gerl-Falkovitz

di Carlo Fedeli

editore: Vita e pensiero

pagine: 392

Il risveglio d'interesse da parte della pedagogia e delle scienze dell'educazione per la figura e per l'opera di Romano Guardi
29,50

Pedagogia interculturale in Italia e in Europa

Aspetti epistemologici e didattici

editore: Vita e pensiero

pagine: 372

Intento di questo volume è riflettere sul ruolo che la pedagogia è chiamata a svolgere a fronte degli elementi di crisi, ma an
30,00

La letteratura per l'infanzia oggi

editore: Vita e pensiero

pagine: 164

Il presente volume, che raccoglie i contributi di noti specialisti nel campo della letteratura per l'infanzia, intende affront
12,50

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