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Vita e pensiero: Università/Pedagogia e scienze dell'educazione/Ricerche

Scuola e nazione

Maestri e istruzione popolare nella costruzione dello Stato unitario (1848-1861)

di Maria Cristina Morandini

editore: Vita e pensiero

pagine: 505

La ricerca proposta in questo volume si inscrive nel quadro degli studi sull'istruzione e sull'educazione primaria e popolare
40,00

Professionalità pedagogica e ricerca

Indagine sui responsabili dei servizi socio-educativi per minori in Lombardia

di Renata Viganò

editore: Vita e pensiero

pagine: 172

Due ordini di motivazioni principali sono all’origine del presente volume. La prima attiene all’interesse per la figura del responsabile coordinatore dei servizi socio-educativi, con particolare attenzione al tipo di formazione di cui tale profilo professionale necessita. Questa tematica è delineata entro le coordinate di una riflessione pedagogica più ampia circa le realtà professionali che operano in ambito socio-educativo con funzioni e ruoli che implicano dimensioni educative. La seconda è data dalla finalità didattica del testo: l’impostazione ha voluto privilegiare una forma comunicativa che intende renderlo un possibile strumento di studio e di approfondimento per quanti si accostano ai temi della ricerca nel contesto educativo. Obiettivo è, non solo presentare un’esperienza di ricerca, ma altresì aiutare a riflettere sul dinamismo complesso del suo processo, nell’articolarsi delle fasi e dei diversi fattori. Entrambe le direzioni di approfondimento euristico concorrono a far risaltare il fondamento etico e assiologico dell’azione educativa e delle varie professioni in cui essa si esprime nei diversi contesti sociali e culturali. La responsabilità, spesso evocata come dimensione qualificante le professionalità educative, muove in prima istanza dal riconoscimento del valore della persona come principio primario cui orientare l’impegno della società e degli organismi che la costituiscono; ciò implica conferire un fondamento non già sociologico, bensì antropologico all’educazione del soggetto. In tale prospettiva trova la sua base la tesi della ricerca come dimensione essenziale delle professionalità educative, per le quali l’interiorizzazione di questo atteggiamento costituisce una risorsa fondamentale, poiché da ciò discende la mai sopita tensione a interrogarsi, a valutare in maniera critica eventi ed esperienze, a porre in maniera corretta il rapporto tra obiettivi e mezzi, a tendere incessantemente al vero e al bene come criteri ultimi dell’impegno educativo.
15,00

I rag@zzi del web

I preadolescenti e internet: una ricerca

di Pier Cesare Rivoltella

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

Cosa fanno i ragazzi in Internet? Che idea hanno della rete? Quale spazio si ritaglia la navigazione tra le loro attività quotidiane? Potenzia le loro capacità di apprendere o li distrae dalle cose che veramente sono importanti per il loro futuro? Rischio o risorsa, insomma? Sono queste le domande che dai discorsi di tutti i giorni rimbalzano continuamente sulle colonne della carta stampata e anche della pubblicistica specializzata riguardo a un fenomeno, Internet, che si è imposto negli ultimi anni con pari rapidità e capillarità di diffusione. Le risposte, come spesso capita di fronte al ‘nuovo’, oscillano tra la preoccupazione e l’entusiasmo. Sono risposte per lo più al tempo futuro: Internet migliorerà la nostra vita, ci renderà schiavi, ci offrirà nuove impensate possibilità di conoscenza. La ricerca che in questo libro viene presentata (campione italiano di un più vasto progetto, primo nel suo genere, che ha coinvolto équipes di sette paesi) intende operare, rispetto a questo scenario, una conversione al presente per promuovere un’analisi del fenomeno ‘ragazzi in Internet’ che abbandoni i toni della profezia per confrontarsi con le pratiche d’uso reali. I risultati ci consegnano un profilo di ragazzo molto consapevole dei propri consumi (non abusa di Internet, continua a giocare con gli amici e a uscire all’aria aperta), ancora saldamente agganciato alla cultura del libro e della televisione, navigatore non per evasione o per caso ma per rispondere a bisogni concreti. La lettura che di questi dati si cerca di fare è decisamente educativa e ripropone alcuni punti fermi della Media Education: l’educazione alla/della responsabilità, lo sviluppo della metariflessione, l’educazione al senso critico, la centralità dei bisogni e dei contesti nel consumo. L’educazione a Internet inizia dall’osservazione delle pratiche di navigazione dei propri figli e dei propri allievi, dalla lettura dei loro bisogni, dallo studio dei loro contesti di vita.
15,50

Adulti in cerca di educazione

Proposte di pedagogia familiare

editore: Vita e pensiero

pagine: 212

L'educazione degli adulti costituisce un settore delle scienze pedagogiche che si apre, in questo nuovo millennio, all'attenzione più diffusa degli studiosi di tali discipline per l'attualità dei suoi campi di indagine, che esprimono nuovi bisogni educativi emergenti nel sociale. In questa prospettiva educativa, il volume esamina alcuni aspetti della vita familiare. I comportamenti dell'adulto si focalizzano, infatti, sul progetto di vita familiare, nella scelta dei legami coniugali e genitoriali che denunciano oggi una sempre maggiore inconsistenza e fragilità alla luce dei cambiamenti strutturali che hanno investito la realtà della famiglia. Nel clima di generale disorientamento e di diffuso malessere che la ricca produzione di studi sociopsicologici documenta, si avverte l'urgenza di una riflessione pedagogica più condivisa in riferimento alla quale delineare strategie d'intervento educativo rivolte ai genitori. Questi ultimi, infatti, sono da responsabilizzare sia in quanto coppia coniugale, cui compete il dovere di alimentare il senso delle originarie scelte nel fluire delle personali storie di vita, sia in quanto coppia genitoriale, cui attiene l'educazione dei giovani, protagonisti delle future famiglie, in un ininterrotto dialogo generazionale. Da qui la necessità di riconsiderare con attenzione la prospettiva della longlife education, per liberare la persona, soprattutto il genitore padre, dall'illusione della propria compiutezza, sollecitandolo ad accettare il cambiamento, a capitalizzare il passato e a muoversi con libertà e responsabilità verso un futuro inedito, e la validità di esaminare criticamente le esperienze delle scuole per genitori che si sono affermate in ambito internazionale. I tre saggi che strutturano il presente volume si orientano in questa direzione, in un itinerario, quello dell'educazione dei genitori, che è ancora tutto da percorrere, soprattutto per quanto riguarda la realtà italiana.
16,00

Tecniche e significati

Linee per una nuova didattica formativa

editore: Vita e pensiero

pagine: 280

La comunicazione didattica sta attraversando, con la comparsa e la diffusione delle tecnologie informatiche e delle loro applicazioni, un periodo di grandi cambiamenti e di altrettanto rilevanti discussioni. Stanno infatti mutando in maniera decisiva alcuni degli elementi fondamentali – primi fra tutti le determinazioni di spazio e tempo – della situazione di insegnamento e sorgono alcune potenzialità – quali l’ipertestualità e la virtualità – i cui limiti sono ancora in larga misura da esplorare. Gli studi raccolti in questo volume affrontano, in una prospettiva insieme operativa e critica, un vasto arco di temi e di problemi, che vede nella reciproca contemperazione delle ‘tecniche’ e dei ‘significati’ il filo conduttore delle analisi e delle proposte presentate. Il nuovo umanesimo didattico, infatti, non può costruirsi se non collocandosi simultaneamente e con convinzione in una positiva disposizione di conoscenza e valorizzazione dei mezzi di istruzione e di mantenimento in vista dei fini di sviluppo della persona.
16,00

Flussi migratori e problematiche di vita sociale

Verso una pedagogia dell'intercultura

di Paola Dusi

editore: Vita e pensiero

pagine: 328

Il costituirsi della nostra società in senso multiculturale appartiene alla fenomenologia del quotidiano. Tuttavia, la realtà abitata da mille volti provenienti da luoghi e culture ‘altre’ pare sorprendere il contesto socio-educativo contemporaneo. Il ragionare pedagogico, sollecitato anche da una prassi educativo-didattica tesa a costruire nuove modalità di convivenza interumana, è chiamato ad andare oltre la cosiddetta pedagogia per stranieri. In questa direzione, la pedagogia dell’intercultura si mostra come occasione di ulteriore riflessione sul discorso pedagogico in generale e sulla metodologia della ricerca educativa in ispecie. Nel presente volume, dopo aver considerato alcuni aspetti del fenomeno migratorio nel nostro paese e i principali problemi educativi da esso suscitati, l’autrice ripercorre le fasi fondamentali del dibattito che, in Europa prima e in Italia poi, ha portato alla maturazione della riflessione pedagogica in senso interculturale. Emerge così il tema dell’intercultura come nuova opzione del discorso pedagogico qua talis. In verità, la riflessione sulla diversità umana, riproposta dalla società multietnica, rimanda al nodo centrale del ragionare pedagogico: l’educabilità dell’uomo nella tutela dell’originalità personale. Attenta alle categorie dell’alterità e della diversità, la pedagogia dell’intercultura indugia sulla promozione della persona, prospettando l’esigenza di percorsi educativi imperniati sull’avvaloramento della differenza.
20,00

Memoria della Shoah e coscienza della scuola

editore: Vita e pensiero

pagine: 208

«Purtroppo non possiamo affermare che in questi cinquant’anni la scuola abbia brillato per elaborazione culturale ed educativa sui grandi, drammatici eventi della storia contemporanea. Solo di recente si è avuto un significativo risveglio intorno ai temi dei vari olocausti del nostro secolo. Ciò documenta e al tempo stesso sollecita il presente volume, raccogliendo esperienze, percorsi didattici, riflessioni sulla scuola come luogo di trasmissione alle nuove generazioni della memoria del genocidio ebraico. Certo, la portata dell’evento-Shoah è complessa, variegata, tale da indurre a elaborare interpretazioni solo a lunga scadenza e attraverso un lavoro graduale di ascolto delle testimonianze e di raccolta del materiale. La Shoah è diventata, insomma, un grande libro della memoria. Ma se è vero che per fare coscienza della Shoah occorrono tempo e preparazione educativa, è pur vero che la memoria va sostanziata, soprattutto per le giovani generazioni, da un’attenzione altrettanto forte ai problemi del presente. Sarebbe un grave errore educativo indulgere sulla memoria del passato e lasciare i giovani soli ad affrontare le urgenze di oggi. La tematica della Shoah è, quindi, questione di recupero culturale, di ridefinizione dei fini dell’educazione, di ricomposizione dell’unità delle coscienze individuali e collettive attraverso l’opportunità di vivere esperienze significative e condivise. Per questo proprio la scuola – una scuola ricca di valenze educative e formative – rappresenta il terreno più idoneo per ‘fare memoria’, per tenere desta la coscienza sul presente, per sollecitare all’immaginazione e al progetto» (dall’Introduzione di Giuseppe Vico).
15,00

Educazione, scuola e politica nelle «Memorie autobiografiche» di Carlo Boncompagni

Con l'edizione critica delle «Memorie»

di Maria Cristina Morandini

editore: Vita e pensiero

pagine: 104

Il presente volume s’inscrive nel quadro delle ricerche sulla politica scolastica e sulle più generali vicende dell’istruzione e dell’educazione nel Piemonte dell’Ottocento preunitario, e propone al lettore un documento di sicuro interesse ai fini dell’approfondimento delle vicende politico-scolastiche di quegli anni: si tratta delle «Memorie autobiografiche» inedite di Carlo Boncompagni di Mombello – esponente di primo piano della classe dirigente liberale subalpina e titolare del dicastero della Pubblica Istruzione nel primo gabinetto costituzionale presieduto da Cesare Balbo (13 marzo - 27 luglio 1848) e poi ancora nei governi Alfieri di Sostegno (poi Perrone)-Pinelli (29 agosto - 16 dicembre 1848) e D’Azeglio (21 maggio - 4 novembre 1852) – che Maria Cristina Morandini ha recentemente ritrovato tra le carte Boncompagni conservate presso l’Archivio di Stato di Torino e delle quali presenta, ora, l’edizione critica, corredata da un saggio introduttivo e da un ricco apparato di note esplicative e bibliografiche. Incentrate sull’arco temporale compreso tra il 1804 e il 1852, le «Memorie autobiografiche» forniscono indicazioni significative sulla formazione culturale e religiosa del Boncompagni e sulle vicende politiche e istituzionali del regno di Sardegna nella fase carloalbertina, delle quali egli fu talora tra i protagonisti. In particolare, le «Memorie autobiografiche» dedicano notevole spazio ai difficili esordi della «Società degli asili infantili» (1838) e alle vicissitudini che contrassegnarono l’apertura delle prime scuole per l’infanzia in Piemonte; nonché al riordinamento dell’amministrazione della Pubblica Istruzione realizzato dallo stesso Boncompagni con i provvedimenti del 4 ottobre 1848 e, più in generale, alla politica scolastica attuata dai governi piemontesi nel quinquennio 1848-1852.
10,00

Psicologia ed educazione in L. Kohlberg

Un'etica per la società complessa

di Renata Viganò

editore: Vita e pensiero

pagine: 496

L'importanza essenziale del problema etico nella riflessione pedagogica, la convinzione che la formazione morale esprime l'ess
26,00

Il dinamismo della coscienza e la formazione

Il contributo di Bernard Lonergan ad una 'filosofia' della formazione

di Pierpaolo Triani

editore: Vita e pensiero

pagine: 364

La pedagogia utilizza sempre più spesso il termine formazione. Ciò richiede però un atteggiamento critico capace di riconoscere le diverse valenze del termine, i diversi contesti d’uso, il ricco e problematico spessore teoretico. Occorre che la riflessione pedagogica coniughi il pensare alla formazione con un pensare la formazione capace di accogliere le suggestioni e i contributi provenienti da diversi autori e discipline. In questa prospettiva si colloca l’approfondimento della realtà della coscienza svolto da Bernard Lonergan (1904-1984), filosofo e teologo canadese, gesuita. Egli ha elaborato, nel corso degli anni, un pensiero molto articolato sulla vita coscienziale, in cui appare chiaro il legame con la dimensione della formazione. La coscienza è intrinsecamente segnata da un processo formativo, così come la formazione non si realizza pienamente se non attraverso una appropriazione operata dal soggetto del proprio dinamismo coscienziale. Inoltre l’approfondimento del pensiero coscienziale svela in Lonergan la presenza di elementi che concorrono a costituire una vera e propria ‘filosofia’ della formazione. La formazione risulta essere, nella sua peculiarità, nella sua essenza, una risignificazione costitutiva del soggetto. Quest’ultima radicata nella dinamica coscienziale, si svolge in un contesto multifattoriale, è sostenuta dall’esigenza umana dell’autenticarsi, è mossa dalla spinta autotrascendente, è intralciata dalle deformazioni, è resa stabile dalle conversioni, è attuata in modo completo attraverso l’autoappropriazione, è con-istituita e promossa dall’educazione. L’opera di Lonergan offre, al pensiero pedagogico e filosofico, una serie di sollecitazioni teoretiche e operative concernenti l’attenzione all’aspetto unitario e polimorfo del formarsi del soggetto, l’attenzione alla dimensione dell’interiorità come urgenza formativa del nostro tempo, l’attenzione alla necessità di una formazione centrata sull’appropriazione della vita coscienziale nel suo insieme.
26,00

Profili nell'educazione

Ideali e modelli pedagogici nel pensiero contemporaneo

di Cesare Scurati

editore: Vita e pensiero

pagine: 400

Il testo intende costituire una introduzione allo sviluppo delle idee pedagogiche nella nostra cultura attraverso l'incontro c
25,00

Progettare competente

Teorie, questioni educative, prospettive

di Cristina Birbes

editore: Vita e pensiero

pagine: 152

Nel quadro delle trasformazioni socio-economiche attuali il volume avvalora la portata culturale e scientifica della nozione di competenza, che ricorre in mondi disciplinari e in contesti professionali diversi e ne indaga l’inevitabile polisemia concettuale. Il percorso euristico assume taluni autori e matrici teoriche rappresentative sull’argomento, rilevandone la densità pedagogica. La prima parte dello studio è centrata sull’analisi di alcuni fondamenti antropologici della competenza; la seconda delinea le ragioni pedagogiche di una progettazione competente e le implicazioni emblematiche nel mondo delle pratiche lavo rative con riferimento alla scuola. La sfida del progettare competente richiede la capacità di imparare ad apprendere per tutta la vita, offre un motivo di fiducia nel futuro e una bussola per elaborare e condurre azioni innovative. La competenza, elemento strategico nelle diverse situazioni di vita e di lavoro, necessita, per esprimersi in modo compiuto, della motivazione e di un orientamento etico-educativo. Lungi dall’essere in qualche modo esaustiva, la ricerca, condotta da un angolo di visuale pedagogico, avversa derive relativiste e strumentali e prospetta il progettare competente in riferimento allo sviluppo umano integrale, alle peculiarità dei contesti educativi e delle pratiche connesse con la formazione. Il volume si propone di comprendere se e in quale misura le competenze possano configurarsi risorsa della e per la persona, per contribuire alla costruzione di un giusto ordine della società. L’essere competente, come capitale educativo e formativo, referenzia l’integrazione tra sapere e riuscire, riconducibile alle esigenze umane di conoscenza e di relazione feconda, di visione e di valore. La coltivazione della persona, primo e ultimo testo della competenza, apre il tema allo stupore e alla scoperta, a interpretazioni del competere per e con l’altro in istituzioni giuste.
15,00

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