Ianieri
Vaghe stelle dell'Orsa. Pensieri, aforismi, narrazioni e versi nella notte di san Lorenzo
editore: Ianieri
pagine: 64
L'antologia di poesie Vaghe stelle dell'Orsa è nata dal concorso omonimo che, grazie al passaparola dei suoi promotori, ha visto la partecipazione di oltre un centinaio di autori: scrittori affermati come Dacia Maraini, Giovanni D'Alessandro, Giovanni di Iacovo, ma anche semplici appassionati di lettura e letteratura che hanno raccontato il cielo stellato con poesie, aforismi e brevi narrazioni. Con una intervista a Margherita Hack.
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La valigia del lettore. Punti e spunti per letture ad alta voce
editore: Ianieri
pagine: 72
Il progetto "La valigia del lettore", sostenuto anche dall'Assessorato alla cultura del Comune di Pescara, nasce dalla costante esigenza di formazione espressa dai volontari, dalla necessità e dal desiderio di disporre di uno strumento operativo, una guida, che, a partire dalle esperienze acquisite, sia fonte di approfondimento,di riflessione, di divulgazione per gli attuali e futuri volontari e per tutti coloro che sono interessati a svolgere un ruolo attivo nella promozione della lettura. L'Associazione, per la realizzazione della bibliografia, si è avvalsa della competenza di Tito Vezio Viola, bibliotecario ed esperto di letteratura per l'infanzia, alla quale si sono aggiunti i preziosi contributi di approfondimento di Ilaria Filograsso, docente nella Facoltà di scienze della formazione dell'Università di Chieti e di Domenico Cappellucci, pediatra di base da sempre impegnato nel progetto Nati per leggere. La bibliografia quindi è utile per conoscere la letteratura per l'infanzia, le caratteristiche dei diversi linguaggi narrativi degli scrittori e degli illustratori, per riconoscere i libri di qualità da proporre nei vari contesti e per rispondere alle diverse esigenze dei bambini e dei ragazzi a cui sono dedicati i momenti di lettura ad alta voce, per scoprire le modalità di lettura più adeguate in rapporto all'età dei bambini e ai testi scelti.
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Giuseppe De Luca. Baritono inimitabile
di Francesco Sanvitale
editore: Ianieri
pagine: 744
Giuseppe De luca, in un'epoca di titani della voce, fu uno dei più grandi artisti del melodramma
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Atlante dei rettili d'Abruzzo
editore: Ianieri
pagine: 200
In Abruzzo sono oggi presenti 22 specie di rettili, in ambienti acquatici e di terraferma
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D'Annunzio orbo veggente
di Attilio Mazza
editore: Ianieri
pagine: 304
Riti, simboli cristiani e massonici nella Prioria del Vittoriale. Nel libro, "D'Annunzio Orbo veggente", l'autore evidenzia come l'occulto in senso lato sia stato una delle componenti fondamentali dell'esistenza di d'Annunzio, come uomo, letterato ed eroe di guerra; ci mostra, inoltre, quanto l'occulto sia stato presente nell'opera del Poeta, nella vita, nelle abitudini, come religione, religiosità, spiritismo, conoscenza e frequentazione di medium, veggenti e cartomanti. È, così, ripercorsa l'intera vita di d'Annunzio con una ricostruzione biografica completamente diversa dalle versioni ufficiali. Alcuni particolari, evidenziati dall'autore, inducono ad ipotizzare che sia avvenuta per ingestione volontaria di veleno, del cui effetto era perfettamente consapevole. L'autore, già in altre occasioni, attraverso le interviste rilasciate da Emy Heufler, la prima ad accorrere nel momento del malore fatale, da Giuditta Franzoni, da Luisa Bàccara e da Emilie Mazoyer, giunte subito dopo, ha fatto rilevare che i resoconti della morte del Poeta, tutti contrastanti e discordanti tra loro, facevano emergere la tesi del suicidio, che, per lui, sembrava essere "una possibile conferma di un evento volutamente oscurato".
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Il ponte del capello. Elementi della tradizione islamica e della «Visione» di Alberico nella poesia di Dante
di Corrado Gizzi
editore: Ianieri
pagine: 144
Montecassino non poteva rimanere immune dalle credenze orientali circa il mondo dell'aldilà a causa di non poche relazioni con i centri islamici, e in particolar modo con quelli della Sicilia e della Spagna. Tali credenze sono infatti presenti nella Visione di Alberico, insieme con elementi cristiani e classici. La Visione ebbe larga diffusione e lungo i secoli fu oggetto di attenzione e di dibattiti. Infatti, eminenti studiosi tra cui D'Ancona e Flora, sono propensi a credere che qualcosa della Visione, per vie segrete o consapevoli, sia confluita nella Divina Commedia. Prima della Visione, il mondo dell'aldilà era diviso in due parti: Inferno e Paradiso. Successivamente, la Visione ha concorso e far inaugurare la tripartizione del mondo dell'oltretomba, con l'aggiunta del Purgatorio. La Visione non solo ebbe larga diffusione, ma fu tradotta in parte in immagini pittoriche in alcune chiese, tra cui quella di Santa Maria in Piano a Loreto Aprutino (PE). Il celebre dipinto, è un esempio di sincretismo pittorico: la parte alta, col Cristo Giudice, gli Angeli, i Santi, la Vergine e San Giovanni Battista, è di matrice cristiana; la parte bassa col Ponte del Capello o del Giudizio, non si spiega senza il Corano e la Visione di Alberico. Corrado Gizzi, attraverso la sua opera, vuole stimolare tutti gli studiosi ad approfondire il problemi connessi con la Visione: i problemi dei precursori di Dante, di Dante e l'Islam, della nascita del Purgatorio.
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Mia divina Eleonora
di Daniela Musini
editore: Ianieri
pagine: 96
Eleonora Duse. Un'attrice. Una donna. Una leggenda. Così, semplicemente, si potrebbe sintetizzare lo straordinario percorso esistenziale ed artistico della più acclamata interprete teatrale di tutti i tempi. Il testo è un omaggio alla sua vita, costellata di successi e di eccessi, di gioie accecanti ed amarezze struggenti, ma soprattutto alla sua anima di donna appassionata e fragile, volitiva e vulnerabile. La vicenda si svolge in una stanza d'albergo a Pittsburgh, negli Stati Uniti, dove la Divina si trovava per una tourneé, che sarebbe stata l'ultima della sua sfolgorante carriera. Il percorso temporale si snoda a partire proprio dal suo ultimo giorno di Vita, il 21 Aprile 1924, attraverso il racconto evocativo e suggestivo della propria vicenda professionale e privata, che la Duse stessa consegna a Madeleine, sua governante-dama di compagnia. Si assiste, pertanto, a continui slittamenti temporali, e all'avvicendarsi sulla scena di altri personaggi: Arrigo Boito (poeta e librettista di Verdi), suo grande amore, Sarah Bernhardt, sua fascinosa rivale, e Gabriele d'Annunzio, con il quale costituì un vitalissimo sodalizio artistico e visse, come s'è detto, una struggente storia d'amore. Ma la protagonista assoluta è lei, solo lei: Eleonora Duse.
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D'Annunzio e la comarella
di Lina Iannuzzi
editore: Ianieri
pagine: 160
L'autrice traccia il profilo di una donna di alte qualità morali e intellettuali, quella Antonietta Treves Pesenti che dai primi decenni del secolo XX al Novecento inoltrato fu, per essere sposa dell'editore Guido Treves, al centro della vita culturale milanese e, di riflesso, di quella italiana tout court. Si succedono, di pagina in pagina, ricordi e notizie dei protagonisti della vita letteraria e artistica dell'epoca: da Gabriele d'Annunzio a Giovanni Verga, da Giacomo Puccini a Eleonora Duse, fino agli scrittori del pieno Novecento, quali Marino Moretti e Massimo Grillandi. Un tratto peculiare del carattere di Antonietta Treves vale qui la pena di sottolineare, quella disponibilità a dare l'aiuto della propria intelligenza e della propria memoria agli altri, anche se sconosciuti, soprattutto ai giovani impegnati nella ricerca e nello studio. Appunto in quest'ottica va inserito il senso di questo volume, che offre un contributo alla conoscenza di un ambiente e di un'epoca.
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La Santa fabbrica del Vittoriale nel carteggio inedito D'Annunzio-Maroni
di Franco Di Tizio
editore: Ianieri
pagine: 784
L'ultimo tratto della parabola esistenziale di Gabriele d'Annunzio, contrassegnata dalla progressiva claustrazione nel Vittoriale, ebbe come testimone Gian Carlo Maroni, che di quella sontuosa dimora fu, per così dire, geniale coautore insieme col Poeta e, dopo la morte di questo, custode fedele. Ma, dal fitto carteggio intercorso tra i due, qui collazionato e commentato da Franco Di Tizio, emerge non tanto l'opera professionale dell'architetto Maroni, quanto piuttosto il suo speciale legame affettivo col "Comandante", quella devozione sincera, quell'accettazione intelligente degli sbalzi d'umore, quella continua e piena disponibilità anche ai minimi desideri di lui, sicché negli ultimi anni è lo stesso d'Annunzio a riconoscere nel "caro caro Gian Carlo" il proprio vero e unico "fratello". Dal carteggio, in controluce, traspaiono gli atteggiamenti del Poeta nei confronti del regime fascista e del suo "Capo": dalla rivendicazione dei propri meriti di precursore alla fervida adesione, in chiave combattentistica, all'impresa etiopica, dal disdegno per gli orpelli accademici alle perplessità sull'alleanza con la Germania hitleriana.
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O cortiço
di Aluísio Azevedo
editore: Ianieri
pagine: 300
"Il cortiço" fu pubblicato nel 1890 a Rio de Janeiro, la città che fa da sfondo alla vicenda
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