fbevnts Tutti i libri editi da Ianieri - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 6
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Ianieri

Dante e San Francesco

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 256

Alla morte di San Francesco, nel 1226, i suoi seguaci erano diverse migliaia e in pochi anni crebbero prodigiosamente. All'epoca di Dante il Francescanesimo rappresentava l'espressione più alta della religiosità e l'ideologia comune, per non dire esclusiva, degli Artisti. Strettamente legato al Francescanesimo è l'ideale pauperistico e il tema della povertà non solo veniva dibattuto, ma era al centro della vita civile e religiosa. Il dibattito degenerò in una polemica sulla povertà tra Conventuali e Spirituali che dilaniò l'Ordine francescano e tutta la Cristianità. Gli Spirituali erano per l'osservanza rigida e integrale della povertà e della regola francescana, secondo l'esempio personale di San Francesco. La corrente spirituale fu duramente perseguitata e definitivamente condannata da Giovanni XXII nel 1323. I suoi maggiori esponenti furono Pietro Olivi (1248, 49-1298) e Ubertino da Casale (1259 c. dopo il 1329) autore dell' Arbor vitae composto nel 1305. Entrambi furono lettori di teologia nello studio di Santa Croce a Firenze. Il loro insegnamento fu di una enorme importanza e si svolse nel periodo in cui l'Alighieri afferma di essersi dato alla filosofia "ne le scuole de li religiosi e a le disputazioni de li filosofanti" (Conv. II -xii - 7). Il poeta conobbe forse entrambi e subì il fascino del loro insegnamento.
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38,00

Raffaele Ragione. Impressionista napoletano

editore: Ianieri

pagine: 180

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49,00

Casoli 5 dicembre 1943

editore: Ianieri

pagine: 112

Il 5 dicembre 1943, è la data storica in cui si costituì a Casoli, cittadina nell'entroterra della provincia di Chieti, il Corpo dei Volontari della Maiella, l'unica formazione partigiana decorata con la medaglia d'oro al valor militare, la sola formazione partigiana che ha combattuto fuori dalla propria regione di appartenenza. Indimenticabili battaglie combattute per la liberazione di gran parte del territorio nazionale, videro protagonisti questo manipolo di "eroi quasi per caso", costituito da contadini e da cittadini del comprensorio dei paesi posizionati ai piedi della Majella, stremati dai soprusi e dagli eccidi compiuti dalle truppe nazifasciste allo sbando ed in ritirata dalla linea Gustav, che, partendo dall'Abruzzo e salendo verso nord, attraverso le Marche, giunsero per primi, all'alba del 21 aprile 1945, a Bologna, liberandola per poi proseguire e giungere fino ad Asiago il 1° maggio 1945.
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16,00

Dante e il purgatorio

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 232

Il Purgatorio è diviso in nove parti: L'Antipurgatorio, il Purgatorio vero e proprio con 7 gironi o balzi o comici, e il Paradiso terrestre. Nei 7 gironi sono puniti i 7 vizi capitali, la cui disposizione è inversa a quella dell'Inferno, andando dal peccato più grave a quello meno grave: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia, gola, lussuria. In ogni girone le anime, oltre alla pena alla quale sono condannate, devono meditare sugli esempi del vizio punito e su quelli della virtù opposta premiata. Per esempio, i superbi, oltre a portare sulle spalle un gran masso e a recitare il Pater noster, devono meditare sugli esempi di superbia punita e su quelli di umiltà premiata. Nei 7 gironi, gli esempi descritti da Dante sono complessivamente 53. Il catalogo contiene saggi di Corrado Gizzi, Carlo Fabrizio Carli, Renato Civello, Mario Marti, Gianfranco Ravasi, Giorgio Segatoe la riproduzione, a colori, delle opere esposte da otto artisti italiani: Laura Barbarini, Massimo Campi, Loris Cordenos, Barbara Fragogna, Gabrie Pittarello, Paolo Profaizer, Ruggero Savinio e Vincenzo Scolamiero.
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55,00

Abbà Seitan. Giovanni Chiarini dalla Maiella alle Ambe

di Corrado Gizzi

editore: Ianieri

pagine: 200

Giovanni Chiarini (1849-1879) a 27 anni ottenne di far parte della prima Grande Spedizione Italiana in Africa Equatoriale, con il compito di studiare la lingua, gli usi e i costumi della popolazione e di attendere alle osservazioni di geologia, meteorologia e topografia. In solo tre anni svolse una vasta opera di studio e ricerca, grazie alla conoscenza delle lingue (in pochi mesi apprese l'arabo, l'adal e l'amarico), la completezza della scienza, l'acutezza di osservazione, la curiosità sempre desta e il privilegio che aveva di poter accedere ai segreti della natura, quasi godesse di una seconda vista. Nel breve arco di 30 anni concluse l'avventura, la sua scomparsa segnò la fine della Spedizione. Accanto al protagonista sono delineate personaggi di rilievo: Antinori, Cecchi, Martini, Menelik e quel singolare amante dell'avventura, Augusto Franzoi, che a 33 anni intraprese un viaggio in Africa per riportare in patria i resti mortali di "suo fratello" Abbà Seitan, così chiamato Chiarini tra la popolazione galla.
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25,00

Tutte le poesie

di Nicola Moscardelli

editore: Ianieri

pagine: 832

Nicola Moscardelli (Ofena 1894 - Roma 1943), poeta, prosatore, saggista, autore di teatro, è rimasto finora immeritatamente escluso da una conoscenza approfondita. Compiuti gli studi liceali a L'Aquila, si trasferì a Firenze dove, con le sue prime raccolte poetiche significative (Abbeveratoio, 1915; Tatuaggi, 1916), prese parte attiva al gruppo di "Lacerba" e ad altre suggestioni tra crepuscolarismo e futurismo. Gli anni della guerra rappresentarono un momento straordinariamente significativo per l'apertura a rapporti più ampi: attraverso la pubblicazione di una rivista di sperimentazione lirica come "Le Pagine" (1916-1917), Moscardelli ed altri giovani intraprendenti interloquirono con i vertici dell'avanguardia europea ospitando per primi in Italia gli interventi dei dadaisti. Con i primi anni Venti, stabilitosi definitivamente a Roma, manifestò la volontà di intrecciare relazioni intellettuali e professionali che avrebbero contribuito a costruire l'immagine di un intellettuale a tutto tondo, impegnato nell'esplorazione della dimensione teleologica, nell'operare in funzione di una crescita morale e spirituale. Raccolta dopo raccolta il poeta accentuò sempre più la distanza dalle correnti coeve, attraversando le plaghe della filosofia e dell'esoterismo, indirizzandosi verso un misticismo totalizzante, un umanesimo ritrovato, una religiosità laica, un cristianesimo adottrinale.
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45,00

Atlante degli anfibi d'Abruzzo

editore: Ianieri

pagine: 208

L'Atlante degli Anfibi d'Abruzzo rappresenta il frutto di un lavoro ultradecennale compiuto da un gruppo di erpetologi, organi
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22,00

Francesco Ippoliti. Un anarchico abruzzese agli inizi del Novecento

di Oliviero La Stella

editore: Ianieri

pagine: 64

Francesco Ippoliti, era nato il 12 febbraio 1865 da Silverio Ippoliti, un piccolo proprietario terriero, e da Rachele Ottavi. Compì gli studi a Napoli dove si laureò in Medicina e Chirurgia. Qui si formò in un'atmosfera repubblicana e positivista, per abbracciare successivamente la dottrina anarchica del socialismo, manifestando idee anarchiche in corrispondenza col noto anarchico di Roma Temistocle Ponticelli. Determinante, per la sua formazione politica, fu il rapporto con Monticelli, figura di rilievo nella storia del movimento anarchico italiano e il marchigiano Ottorino Manni con il quale strinse amicizia. Divenne "il medico dei poveri". Si dedicò infatti ad assistere soprattutto la povera gente, dalla quale non pretendeva alcun pagamento. Il Principe Torlonia, prosciugando il Fucino, il terzo lago italiano quanto a grandezza, strappò dalle acque fece 16.000 ettari di terreni da coltivare, istituendo un suo feudo e governato secondo regole medievali, sostenuto dal clero e dalle forze dell'ordine corrotte. Ippoliti, rappresentò il vero spirito della rivolta, incitando i contadini alla ribellione del "regime feudale" nei movimenti di lotta contro lo sfruttamento del loro lavoro. Francesco Ippoliti, morì solo e dimenticato il 7 gennaio del 1938. Abbracciò l'anarchia e fu francescano al tempo stesso, anche se non uomo di fede. Decise di spogliarsi di ogni bene, per essere coerente con la sua scelta: "Povero fra i poveri, per non essere complice".
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10,00

Giuseppe Spataro. Una vita per la democrazia

di Licio Di Biase

editore: Ianieri

pagine: 288

Il volume ripercorre la vicenda di Giuseppe Spataro (Vasto, 1897 - Roma, 1979): l'adesione al Partito Popolare di don Luigi Sturzo, l'antifascismo, l'attività nella Democrazia Cristiana, nel "Popolo", la partecipazione ai governi democratici come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, poi come Ministro delle Poste e Telecomunicazioni, dei Lavori Pubblici, dell'Interno, dei Trasporti. La presidenza Rai...
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18,00

D'Annunzio e Mondadori. Carteggio inedito 1921-1938

di Franco Di Tizio

editore: Ianieri

pagine: 380

Il carteggio, dal 1921 al 1938, ricostruisce il rapporto di amicizia tra Gabriele D'Annunzio negli anni del tramonto e Arnoldo Mondadori nel periodo della giovinezza e dell'ascesa nell'editoria italiana. Il complesso delle lettere, che copre l'arco di diciotto anni, consente di seguire le fasi alterne del difficile approccio che d'Annunzio ebbe con Mondadori: l'organizzazione del progetto dell'Opera omnia e la sua completa realizzazione. Il carteggio fa emergere le capacità imprenditoriali di D'Annunzio nella gestione della grandiosa impresa editoriale da lui voluta e alla quale pretese di affiancare, alla fine del 1930, un'edizione popolare dei suoi scritti a costo minore e quindi a più larga diffusione. D'Annunzio, fu capace di sinceri sentimenti amicali sia nei confronti di Arnoldo Mondadori, chiamato familiarmente Montedauro o Montedoro e di quanti avevano con dedizione collaborato alla buona riuscita della stampa dell'Opera omnia, come Angelo Sodini e Annibale Tenneroni ma anche Hans Mardersteig e Remo Mondadori, sia nei confronti di vecchi compagni a lui legati da "ragion politica", come Eugenio Coselschi, Mario Maria Martini e Ludovico Toeplitz. Il carteggio tra d'Annunzio e Mondadori si intreccia con le lettere a Sodini, Mussolini, Ojetti e Gian Carlo Maroni.
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La normalista

di Adolfo Caminha

editore: Ianieri

pagine: 260

In questo microcosmo cittadino si dipana la storia dell'allieva della Scuola Normale Maria do Carmo la cui disarmante docilità pone in pieno risalto la mancanza di prospettive che la società brasiliana di fine Ottocento riservava a una ragazza come lei, di modesta condizione, cresciuta in casa d'altri. Il suo orizzonte è drammaticamente limitato: da una parte il possibile, ma tutt'altro che certo, matrimonio col fatuo Zuza, azzimato bellimbusto figlio del colonnello Sousa Nunes, che è disposto, sì, a pagare i vizi del figlio, ma non a tollerare al suo fianco una donna non all'altezza del suo rango sociale; e dall'altra, il pressante incubo delle lascive minacce del padrino João da Mata, un individuo laido, trascurato e malaticcio, che non ha in sé il minimo briciolo di reputazione morale, e approfitta della condizione di subalternità in cui la ragazza si trova. Questa trama ha per denominatore comune lo straniamento dei protagonisti: vittime di prepotenze che si esercitano in modi differenti e con esiti diversi, ma il cui risultato ultimo è sempre l'emarginazione.
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14,00

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