Il Mulino
Le autorità al tempo della crisi. Per una riforma della regolazione e della vigilanza sui mercati
editore: Il Mulino
pagine: 294
La necessità di una riforma delle Autorità indipendenti è oggetto da ormai diversi anni di un intenso dibattito che impegna operatori ed esperti sia in sede istituzionale che a livello dottrinale. Al centro della discussione si è progressivamente imposta l'esigenza di un rafforzamento delle prerogative di indipendenza delle Autorità, fondamentali per assicurare un'efficace regolazione dei mercati ed un migliore controllo sul loro funzionamento. La recente crisi finanziaria ed economica offre peraltro ulteriore conferma dell'importanza di effettivi presidi regolatori dei mercati e pone l'intervento di riforma come un appuntamento non ulteriormente procrastinabile nell'agenda del legislatore italiano, chiamato a dare risposta alle nuove sfide che, evidentemente anche a livello sovra-nazionale, informano il delicato equilibrio tra intervento politico, tecniche normative e meccanismi di regolazione del sistema economico. Questo volume prende le mosse dalla ricostruzione dell'ultimo disegno di riforma organica delle Autorità indipendenti, presentato nel corso della XV legislatura su iniziativa di Enrico Letta, e si interroga sugli attuali scenari e sulle prospettive di intervento future.
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Nuove polarità nella geo-economia. Globalizzazione, crisi ed Italia
editore: Il Mulino
pagine: 334
Questo volume trae origine dal convegno "Investimenti esteri e commercio internazionale: la geo-economia dello sviluppo" svoltosi a Roma nel marzo del 2008, promosso dalla Fondazione Edison in collaborazione con l'Accademia Nazionale dei Lincei. Il convegno ha trattato principalmente tre temi: i profili globali e internazionali dello sviluppo: gli aspetti monetari e finanziari dell'internazionalizzazione, ed infine, gli aspetti commerciali e proprietari della inter-globalizzazione. Nel volume, sullo sfondo della crisi finanziaria in atto, si analizzano la crescita delle potenze emergenti da un lato (Cina e India) e il posizionamento delle potenze storiche dall'altro (Uem/Ue e Usa). Alcuni saggi, che costituiscono un contributo nuovo ed aggiuntivo rispetto ai temi toccati dal convegno, cercano anche di esaminare quale ruolo possa avere l'Italia nella nuova geo-economia. La conclusione è che, pur con i suoi limiti strutturali, l'Italia grazie soprattutto alla sua competitiva economia reale e alla solidità patrimoniale-finanziaria di famiglie e imprese, possa mantenere un posizionamento significativo, essendo i suoi punti di forza di gran lunga superiori a quelli di debolezza. È importante però che l'Italia avvii un programma di riforme che permetta di stabilizzare i suoi conti pubblici e migliorare i servizi che lo Stato offre a cittadini e imprese.
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La gestione della proprietà intellettuale nella ricerca universitaria. Invenzioni accademiche e trasferimento tecnologico
di Massimiliano Granieri
editore: Il Mulino
pagine: 325
Da luoghi di generazione e trasmissione della conoscenza, le università e gli enti pubblici di ricerca stanno affermando il proprio ruolo nella produzione di tecnologia e nel trasferimento tecnologico. Si tratta di una funzione nuova e dai complessi risvolti etici, economici e sociali per le implicazioni anche a livello di mercato e per la derivazione prevalentemente pubblica dei finanziamenti che consentono la ricerca. Altri Paesi hanno compreso da tempo come le politiche di trasferimento tecnologico siano parte integrante delle strategie di crescita tecnologica ed economica di una nazione, in quanto fonte del vantaggio competitivo per chi, come le imprese, ha bisogno di innovare come condizione di sopravvivenza. La lezione proveniente da altre esperienze richiede di essere metabolizzata e adattata a una realtà, quale quella italiana, dai tratti affatto particolari. Il libro ripercorre presupposti, finalità, soggetti e strumenti del trasferimento tecnologico dal mondo della ricerca pubblica al mercato, a partire dalla titolarità delle invenzioni accademiche, e si interroga sulla posizione e sul ruolo del diritto nella gestione di processi nei quali l'economia e la tecnologia appaiono come i riferimenti dominanti della materia.
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Il romanzo francese dell'Ottocento. Lingue forme genealogia
di Stefano Agosti
editore: Il Mulino
pagine: 320
L'Ottocento è la stagione di maggior fulgore del romanzo francese e con ciò verrebbe da dire - del "romanzo" in assoluto. Ma quali sono le caratteristiche di forma, di lingua e di stile della "forma romanzo"? Qual è la linea genealogica che la collega alle esperienze letterarie del passato o, soprattutto, alle grandi narrazioni novecentesche? Dopo una lunga carriera come appassionato e raffinato studioso di letteratura, Stefano Agosti torna a confrontarsi con le grandi letture di una vita per sottoporre a nuova indagine ravvicinata gli autori massimi dell'Ottocento francese: Chateaubriand, Hugo, Stendhal, Balzac, Flaubert e Zola, tra gli altri. Articolandosi intorno a figure maggiori distribuite per raggruppamenti tematici forti (le istanze dell'Io, l'invenzione del tempo, il monologo interiore), il libro intende fornire al lettore non un manuale di storiografia letteraria, ma una semiologia del romanzo dagli inizi alla fine del secolo.
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La sostenibilità della democrazia nel XXI secolo
editore: Il Mulino
pagine: 351
La conquista della democrazia può considerarsi definitiva ed irreversibile? Quali sono i principali conflitti e i dilemmi che sfidano la radice stessa della tenuta "democratica" dei nostri sistemi istituzionali? Spesso alla vittoria del modello democratico sul piano formale non corrisponde la sua affermazione sul piano sostanziale. L'idea centrale del volume è quella di analizzare sotto diversi profili e approcci il tema della "sostenibilità" della democrazia nel nuovo secolo. La nozione della "sostenibilità" evoca la capacità di consegnare un valore alle generazioni future e questa "traditio" è possibile quando siano chiari i presupposti e le dimensioni di quel valore. Il libro raccoglie il dialogo avvenuto tra un gruppo di giovani studiosi ed alcuni illustri professori provenienti da discipline, culture e nazionalità differenti, nell'ambito di un corso di alta formazione organizzato a Milano dal Consorzio Interuniversitario Nova Universitas. L'opera documenta, perciò, un tentativo di lavoro "universitario" nel senso originario del termine: quello di approfondire un argomento per inevitabili progressive approssimazioni, ma allo stesso tempo cercando una via non "riduzionista".
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La sfida dell'energia pulita. Ambiente, clima e energie rinnovabili: problemi economici e giuridici
editore: Il Mulino
pagine: 293
La questione del clima e dell'ambiente e la questione dell'energia - tra loro inestricabilmente connesse - sono oggi al centro del dibattito politico mondiale. La rapida crescita e l'industrializzazione delle "tigri asiatiche", dell'America Latina, e di altre economie emergenti, unita agli elevati consumi energetici dei paesi a economia matura, pone problemi di difficile soluzione tanto sul versante dell'approvvigionamento energetico, quanto sul versante del riscaldamento globale e dunque della sostenibilità ambientale. In discussione sono le politiche che gli Stati dovrebbero adottare per far fronte alle esigenze di differenziazione delle fonti e di sicurezza dell'approvvigionamento. Ma anche della compatibilità ambientale delle scelte energetiche. Un forte impulso allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili costituisce uno dei principali pilastri di queste politiche. Ma i risultati ottenuti dai Paesi più avanzati, pur non irrilevanti, appaiono ancora inadeguati rispetto alla dimensione e alla drammatica urgenza dei problemi. L'Italia non è, per ora, tra i paesi che hanno dimostrato di sapere raccogliere e vincere la sfida dell'energia pulita. Il tema è difficile e controverso; l'attualità economica e politica offre pochi spunti di approfondimento, limitandosi spesso alla denuncia del problema e a sottolineare la difficoltà di soluzioni praticabili e realistiche. Prefazione di Pippo Ranci.
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Una splendida cinquantenne: la quinta Repubblica francese
editore: Il Mulino
pagine: 283
In Italia, la Quinta Repubblica francese è stata sino ad ora più criticata che studiata. Il suo fondatore, il Generale De Gaulle, pure grande leader carismatico, ha suscitato accuse di autoritarismo. Le sue istituzioni semi-presidenziali sono state guardate con sospetto. Il sistema elettorale a doppio turno è stato oggetto di oscuri desideri e di immotivate ripulse. Soltanto in tempi recenti, nel dibattito che continua sulle riforme costituzionali, il sistema politico della Quinta Repubblica è stato preso in seria considerazione. Questo volume, al quale hanno collaborato autorevoli studiosi francesi e italiani, offre, in occasione del cinquantesimo anniversario della Quinta Repubblica, un aggiornato quadro d'insieme di un sistema politico assolutamente democratico, che ha reso la Francia più moderna e ne ha mantenuto quella grandeur che, secondo De Gaulle, deve essere il suo tratto dominante. La Quinta Repubblica è, nel complesso, sicuramente un regime che ha avuto successo. E che da De Gaulle a Mitterrand a Sarkozy merita di essere studiato e apprezzato anche dai molti nostri connazionali che ritengono possibile e auspicabile migliorare la Repubblica italiana.
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La governance tra politica e diritto
di Maria Rosaria Ferrarese
editore: Il Mulino
pagine: 218
La governance indica un metodo di governo aperto ad un numero e tipologia di attori molto più estesi di quelli della democrazia rappresentativa: non solo stati e pubblici poteri, ma anche organizzazioni internazionali, corti, gruppi di esperti, associazioni professionali, parti sociali, società civile, imprese, Ong. È la risposta nei fatti alla crisi del modello taylor-fordista delle imprese capitalistiche e del modello burocratico delle amministrazioni pubbliche,che ha rivelato quanto la risoluzione dei problemi collettivi attraverso strutture verticali di autorità fosse ormai un meccanismo inefficace e inefficiente. Il nuovo modello di governo rischia ora di soppiantare completamente tutto l'armamentario teorico-concettuale che fa capo alla democrazia rappresentativa: la legge della maggioranza, la divisione dei poteri, la preminenza del legislativo sul giudiziario, il rigore delle procedure, la certezza del diritto. Politica e diritto si trovano a vivere una nuova stagione, fatta di ridefinizioni, di logiche della deroga e di obiettivi da raggiungere, di soluzioni pattizie, approdando verso norme e regole che implicano obblighi o impegni ma non li accompagnano con sanzioni e mirano al raggiungimento di effetti pratici.
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La sessualità degli italiani
editore: Il Mulino
pagine: 341
Verginità, rapporti prematrimoniali, sesso occasionale, convivenze, contraccezione, infedeltà, masturbazione, rapporti omoerotici... cosa ne pensano gli italiani e come si comportano effettivamente nelle loro vicende sessuali e amorose? Questo volume - che ha alle spalle un grosso lavoro di ricerca su un campione di popolazione di più di 7.000 soggetti tra uomini e donne dai 18 ai 70 anni - ci racconta molte cose dei sentimenti, le aspettative, i comportamenti e l'identità sessuale degli italiani, ma soprattutto cerca di ricostruire e spiegare i mutamenti che nel corso del '900 ha conosciuto la cultura sessuale del nostro paese. Il confronto tra le generazioni mostra in maniera netta il diffondersi di una visione più fluida, libertaria e individualistica del sesso, svincolato dalla riproduzione e centrato su emozione, affetto e ricerca del piacere. Le convinzioni religiose mantengono un loro peso specifico, ma molti sono i punti di disaccordo rispetto alla morale sessuale e famigliare proposta dalla chiesa cattolica. La doppia morale di genere appare in declino, ma non sconfitta, e fa la sua riapparizione tra i maschi più giovani dove l'adesione al modello predatorio si combina con la crescente diffusione di una concezione edonistica della sessualità.
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Testamento biologico. Idee ed esperienze per una morte giusta
di Giorgio Cosmacini
editore: Il Mulino
pagine: 123
Un testo di legge giace in Parlamento e riguarda il processo più cruciale dell'esistenza umana: la morte e il morire. Un documento in stallo che ha visto confrontarsi su posizioni talvolta trasversali agli stessi schieramenti, destra e sinistra, laici e cattolici. Ma è possibile una zona neutra che sia terreno per un testo condiviso? Cosmacini riporta il tema all'interno della riflessione filosofica e della ricerca scientifica senza mai tralasciare il ruolo del medico, colui che è maggiormente coinvolto nell'esperienza del morire altrui. E tocca i temi cruciali che confluiscono nel problema del testamento biologico: le conquiste delle tecnologie biomediche - dal polmone d'acciaio alle cure palliative - che giovano alla quantità e alla qualità della sopravvivenza, ma generano problemi di "etica della vita"; le recenti tecniche di sostegno artificiale e le neuroimmagini esplorataci della vita e della morte del cervello, dove anche la deontologia e la scienza del diritto pongono le loro istanze. Su questo terreno accidentato come può orientarsi un cittadino che intende lasciare a chi resta la tutela del proprio patrimonio ideale e morale, e il rispetto della propria identità?
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Leggere Rawls
editore: Il Mulino
pagine: 297
John Rawls (1922-2002) è considerato da più parti il maggiore filosofo politico del Novecento. La sua "Teoria della giustizia" (1971) ha segnato una vera e propria rinascita della filosofia politica normativa e dell'interesse dei filosofi per le questioni di etica pubblica e di giustizia sociale. L'antologia qui presentata rende accessibili al lettore non specialista i tratti essenziali del suo pensiero. Dopo l'ampia introduzione iniziale, il percorso di lettura delineato si articola in quattro parti. Nella prima vengono affrontate le questioni di metodo e di giustificazione, che aiutano a capire come e in che senso l'opera di Rawls ha reimpostato la filosofia politica in senso profondamente democratico. La seconda raccoglie alcuni passi classici che presentano la sua concezione della giustizia politica, considerata da molti un vero e proprio manifesto del welfare state liberale. I testi della terza parte affrontano il problema del conflitto di valori e il rapporto fra istituzioni liberali e fedi religiose. L'ultima parte è infine dedicata a due temi assai controversi: il ruolo del dissenso all'interno delle società democratiche e la politica internazionale degli stati liberali, con particolare attenzione alla guerra e alla giustizia economica internazionale.
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La rinascita dello Stato. Dal conflitto magistratura-politica alla civilizzazione istituzionale europea
di Francesco Di Donato
editore: Il Mulino
pagine: 619
Frutto di vent'anni di ricerche condotte su fonti d'archivio francesi manoscritte e inedite, questo volume ha quale tema centrale la ricostruzione delle origini del conflitto tra magistratura e potere politico, sviluppato dal duplice punto di vista dell'analisi teorico-dottrinale e della pratica politico-istituzionale. Tema di grande attualità, che finora non era stato mai studiato in una prospettiva storica e con strumenti d'indagine rigorosi. L'idea di fondo proposta è che il conflitto si può superare solo in una prospettiva di civilizzazione istituzionale, che implica una concezione dello Stato e soprattutto della statualità che ha messo radici in Europa, mentre è ancora largamente sconosciuta nell'Italia dilaniata dallo spirito "feudale" della fazione.
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