Il Mulino
La sfida dell'energia pulita. Ambiente, clima e energie rinnovabili: problemi economici e giuridici
editore: Il Mulino
pagine: 293
La questione del clima e dell'ambiente e la questione dell'energia - tra loro inestricabilmente connesse - sono oggi al centro del dibattito politico mondiale. La rapida crescita e l'industrializzazione delle "tigri asiatiche", dell'America Latina, e di altre economie emergenti, unita agli elevati consumi energetici dei paesi a economia matura, pone problemi di difficile soluzione tanto sul versante dell'approvvigionamento energetico, quanto sul versante del riscaldamento globale e dunque della sostenibilità ambientale. In discussione sono le politiche che gli Stati dovrebbero adottare per far fronte alle esigenze di differenziazione delle fonti e di sicurezza dell'approvvigionamento. Ma anche della compatibilità ambientale delle scelte energetiche. Un forte impulso allo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili costituisce uno dei principali pilastri di queste politiche. Ma i risultati ottenuti dai Paesi più avanzati, pur non irrilevanti, appaiono ancora inadeguati rispetto alla dimensione e alla drammatica urgenza dei problemi. L'Italia non è, per ora, tra i paesi che hanno dimostrato di sapere raccogliere e vincere la sfida dell'energia pulita. Il tema è difficile e controverso; l'attualità economica e politica offre pochi spunti di approfondimento, limitandosi spesso alla denuncia del problema e a sottolineare la difficoltà di soluzioni praticabili e realistiche. Prefazione di Pippo Ranci.
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Una splendida cinquantenne: la quinta Repubblica francese
editore: Il Mulino
pagine: 283
In Italia, la Quinta Repubblica francese è stata sino ad ora più criticata che studiata. Il suo fondatore, il Generale De Gaulle, pure grande leader carismatico, ha suscitato accuse di autoritarismo. Le sue istituzioni semi-presidenziali sono state guardate con sospetto. Il sistema elettorale a doppio turno è stato oggetto di oscuri desideri e di immotivate ripulse. Soltanto in tempi recenti, nel dibattito che continua sulle riforme costituzionali, il sistema politico della Quinta Repubblica è stato preso in seria considerazione. Questo volume, al quale hanno collaborato autorevoli studiosi francesi e italiani, offre, in occasione del cinquantesimo anniversario della Quinta Repubblica, un aggiornato quadro d'insieme di un sistema politico assolutamente democratico, che ha reso la Francia più moderna e ne ha mantenuto quella grandeur che, secondo De Gaulle, deve essere il suo tratto dominante. La Quinta Repubblica è, nel complesso, sicuramente un regime che ha avuto successo. E che da De Gaulle a Mitterrand a Sarkozy merita di essere studiato e apprezzato anche dai molti nostri connazionali che ritengono possibile e auspicabile migliorare la Repubblica italiana.
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La governance tra politica e diritto
di Maria Rosaria Ferrarese
editore: Il Mulino
pagine: 218
La governance indica un metodo di governo aperto ad un numero e tipologia di attori molto più estesi di quelli della democrazia rappresentativa: non solo stati e pubblici poteri, ma anche organizzazioni internazionali, corti, gruppi di esperti, associazioni professionali, parti sociali, società civile, imprese, Ong. È la risposta nei fatti alla crisi del modello taylor-fordista delle imprese capitalistiche e del modello burocratico delle amministrazioni pubbliche,che ha rivelato quanto la risoluzione dei problemi collettivi attraverso strutture verticali di autorità fosse ormai un meccanismo inefficace e inefficiente. Il nuovo modello di governo rischia ora di soppiantare completamente tutto l'armamentario teorico-concettuale che fa capo alla democrazia rappresentativa: la legge della maggioranza, la divisione dei poteri, la preminenza del legislativo sul giudiziario, il rigore delle procedure, la certezza del diritto. Politica e diritto si trovano a vivere una nuova stagione, fatta di ridefinizioni, di logiche della deroga e di obiettivi da raggiungere, di soluzioni pattizie, approdando verso norme e regole che implicano obblighi o impegni ma non li accompagnano con sanzioni e mirano al raggiungimento di effetti pratici.
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La sessualità degli italiani
editore: Il Mulino
pagine: 341
Verginità, rapporti prematrimoniali, sesso occasionale, convivenze, contraccezione, infedeltà, masturbazione, rapporti omoerotici... cosa ne pensano gli italiani e come si comportano effettivamente nelle loro vicende sessuali e amorose? Questo volume - che ha alle spalle un grosso lavoro di ricerca su un campione di popolazione di più di 7.000 soggetti tra uomini e donne dai 18 ai 70 anni - ci racconta molte cose dei sentimenti, le aspettative, i comportamenti e l'identità sessuale degli italiani, ma soprattutto cerca di ricostruire e spiegare i mutamenti che nel corso del '900 ha conosciuto la cultura sessuale del nostro paese. Il confronto tra le generazioni mostra in maniera netta il diffondersi di una visione più fluida, libertaria e individualistica del sesso, svincolato dalla riproduzione e centrato su emozione, affetto e ricerca del piacere. Le convinzioni religiose mantengono un loro peso specifico, ma molti sono i punti di disaccordo rispetto alla morale sessuale e famigliare proposta dalla chiesa cattolica. La doppia morale di genere appare in declino, ma non sconfitta, e fa la sua riapparizione tra i maschi più giovani dove l'adesione al modello predatorio si combina con la crescente diffusione di una concezione edonistica della sessualità.
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Testamento biologico. Idee ed esperienze per una morte giusta
di Giorgio Cosmacini
editore: Il Mulino
pagine: 123
Un testo di legge giace in Parlamento e riguarda il processo più cruciale dell'esistenza umana: la morte e il morire. Un documento in stallo che ha visto confrontarsi su posizioni talvolta trasversali agli stessi schieramenti, destra e sinistra, laici e cattolici. Ma è possibile una zona neutra che sia terreno per un testo condiviso? Cosmacini riporta il tema all'interno della riflessione filosofica e della ricerca scientifica senza mai tralasciare il ruolo del medico, colui che è maggiormente coinvolto nell'esperienza del morire altrui. E tocca i temi cruciali che confluiscono nel problema del testamento biologico: le conquiste delle tecnologie biomediche - dal polmone d'acciaio alle cure palliative - che giovano alla quantità e alla qualità della sopravvivenza, ma generano problemi di "etica della vita"; le recenti tecniche di sostegno artificiale e le neuroimmagini esplorataci della vita e della morte del cervello, dove anche la deontologia e la scienza del diritto pongono le loro istanze. Su questo terreno accidentato come può orientarsi un cittadino che intende lasciare a chi resta la tutela del proprio patrimonio ideale e morale, e il rispetto della propria identità?
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Leggere Rawls
editore: Il Mulino
pagine: 297
John Rawls (1922-2002) è considerato da più parti il maggiore filosofo politico del Novecento. La sua "Teoria della giustizia" (1971) ha segnato una vera e propria rinascita della filosofia politica normativa e dell'interesse dei filosofi per le questioni di etica pubblica e di giustizia sociale. L'antologia qui presentata rende accessibili al lettore non specialista i tratti essenziali del suo pensiero. Dopo l'ampia introduzione iniziale, il percorso di lettura delineato si articola in quattro parti. Nella prima vengono affrontate le questioni di metodo e di giustificazione, che aiutano a capire come e in che senso l'opera di Rawls ha reimpostato la filosofia politica in senso profondamente democratico. La seconda raccoglie alcuni passi classici che presentano la sua concezione della giustizia politica, considerata da molti un vero e proprio manifesto del welfare state liberale. I testi della terza parte affrontano il problema del conflitto di valori e il rapporto fra istituzioni liberali e fedi religiose. L'ultima parte è infine dedicata a due temi assai controversi: il ruolo del dissenso all'interno delle società democratiche e la politica internazionale degli stati liberali, con particolare attenzione alla guerra e alla giustizia economica internazionale.
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La rinascita dello Stato. Dal conflitto magistratura-politica alla civilizzazione istituzionale europea
di Francesco Di Donato
editore: Il Mulino
pagine: 619
Frutto di vent'anni di ricerche condotte su fonti d'archivio francesi manoscritte e inedite, questo volume ha quale tema centrale la ricostruzione delle origini del conflitto tra magistratura e potere politico, sviluppato dal duplice punto di vista dell'analisi teorico-dottrinale e della pratica politico-istituzionale. Tema di grande attualità, che finora non era stato mai studiato in una prospettiva storica e con strumenti d'indagine rigorosi. L'idea di fondo proposta è che il conflitto si può superare solo in una prospettiva di civilizzazione istituzionale, che implica una concezione dello Stato e soprattutto della statualità che ha messo radici in Europa, mentre è ancora largamente sconosciuta nell'Italia dilaniata dallo spirito "feudale" della fazione.
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Hölderlin in Italia. La ricezione letteraria (1841-2001)
di Giovanna Cordibella
editore: Il Mulino
pagine: 303
Questo studio si addentra nella fitta trama di rapporti che legano alcune grandi tradizioni letterarie d'Europa, l'italiana, la tedesca e anche la francese, per ricostruire le sorti ricettive di un autore destinato a imporsi nella memoria poetica novecentesca, dopo un passato di marginalità, come un riferimento precipuo e irrinunciabile, ergendosi a inquieto e centrale precursore. L'indagine prende le mosse dalla prima metà dell'Ottocento, quando il nome di Hölderlin inizia a diffondersi nella penisola tramite mediazione francese, per concentrarsi in seguito su Giosuè Carducci, che ha ascritto precocemente il lirico tedesco tra le sue predilezioni letterarie e ne ha approntato le prime versioni italiane. Si passa poi al Novecento, per considerare l'incidenza di questo modello in tutta la sua varia articolazione: i primi riflessi in Italia della coeva riscoperta europea di Hölderlin, filtrata dai periodici letterari d'inizio secolo; la cruciale congiuntura degli anni Trenta e Quaranta, quando si registra, con l'apporto determinante di protagonisti della scena letteraria, un sensibile incremento delle letture critiche e delle traduzioni, consentendo il definitivo ingresso di Hölderlin nel nostro orizzonte culturale; il fertile dialogo con l'opera hölderliniana di poeti quali Ungaretti, Montale, Luzi, Vigolo e Zanzotto.
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Diritti umani e cooperazione internazionale allo sviluppo. Ideologie, illusioni e resistenze
editore: Il Mulino
pagine: 116
In occasione del 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, intento del volume è proporre una valutazione critica, condotta con un approccio interdisciplinare, dei suoi contenuti, delle sue matrici ideologiche e del suo fondante approccio universalistico, alla luce dei mutamenti storico-politici, ideologici, culturali e socio-economici intercorsi dal dopoguerra a oggi. Queste pagine offrono una ricostruzione completa del ben più ampio e complesso contesto nel quale il concetto e la forma contemporanea dei diritti umani si trovano oggi a riproporre significati, ideali e principi di riferimento per la riflessione e l'azione politica. Nonostante l'innegabile carattere innovativo della Dichiarazione del 1948, le analisi qui presentate compongono un quadro generale costellato di promesse mancate e di drammatici fallimenti, fra i quali si possono annoverare episodi di violazione dei diritti e dei bisogni dei minori e una sostanziale incapacità di promuovere una reale politica per l'infanzia. Mentre, d'altra parte, il presunto universalismo dei diritti umani viene evocato allo scopo di imporre l'egemonia occidentale ad altri popoli e ad altre culture.
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Più della fame e più dei bombardamenti. Diario dell'occupazione di Roma
di Corrado Di Pompeo
editore: Il Mulino
pagine: 154
Ottobre 1943: al settimo piano di un condominio romano nei pressi della stazione Tuscolana vive come un recluso Corrado Di Pompeo, impiegato del ministero delle Corporazioni. Rientrato da Campobasso - dove ha lasciato moglie e figli presso parenti - nell'intento di salvaguardare il posto di lavoro e difendere la propria casa, è sicuro che la guerra stia per finire. La linea di Cassino demarca la separazione dalla famiglia e non trapelano notizie. Così Corrado, con l'orecchio sempre teso alla radio, si mette a scrivere il diario dei lunghi mesi dell'occupazione di Roma e lo dedica all'amata consorte. Il 4 giugno 1944 Roma è liberata e, ormai certo di riabbracciare presto i suoi cari, egli interrompe la scrittura. (Prefazione di Alessandro Portelli)
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In bicicletta. Memorie sull'Italia a due ruote
editore: Il Mulino
pagine: 244
Sogni e spavalderie di chi si inerpica nella vita pedalando col vento in faccia, paura e senso del dovere della staffetta partigiana che pedala per la libertà d'Italia. I brani di diari raccolti in questo volume ci parlano di un mezzo di locomozione che ha rivoluzionato i costumi del paese. Bicicletta sovversiva, giudicata inadatta a donne e sacerdoti in quanto "macchina infernale", pericolosa incarnazione della modernità. Bicicletta dapprima aristocratica, mezzo costoso e inadatto alle disponibilità economiche dei più. Poi, col Novecento, bicicletta democratica, mezzo di trasporto di impiegati e di operai, uomini della strada che non faticano a identificarsi negli eroi di quel Giro d'Italia che inizia a entusiasmare gli animi. Parlare della bicicletta, dice Marc Augé - e ce lo rammenta Stefano Pivato nell'Introduzione a questa raccolta - non significa rievocare soltanto ricordi personali, ma ripercorrere una storia condivisa da milioni di altre persone. Così la dimensione autobiografica delle pagine qui pubblicate si apre, prende respiro e ci regala un quadro inedito della nostra storia recente. Tracciato da un punto di vista particolare e privilegiato: il sellino della bicicletta.
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Studi gramsciani nel mondo. Le relazioni internazionali
editore: Il Mulino
pagine: 291
Alla fine degli anni Settanta il pensiero di Antonio Gramsci iniziò a diffondersi presso gli studiosi di relazioni internazionali e di economia politica internazionale: i concetti di egemonia, blocco storico, società civile, ideologia, senso comune vennero applicati all'analisi della politica mondiale e dei fenomeni di globalizzazione, e la teoria delle relazioni internazionali si arricchì di strumenti che contribuirono al superamento di alcune sue rigidità, aiutandola a migliorare la capacità di combinare il livello di analisi nazionale con quello internazionale, lo studio dei processi culturali e istituzionali con l'esame realistico degli interessi nazionali e delle determinazioni economiche. Questa nuova edizione offre una selezione di letture che danno conto del dibattito causato dall'impatto del pensiero di Gramsci in questo ambito disciplinare. Chiudono il volume due saggi di applicazione delle categorie gramsciane a contesti specifici: il processo di adesione, tra il 1985 e il 1990, del Canada e del Messico all'Accordo nordamericano per il libero scambio (Nafta), e la reazione del mondo islamico ai processi di modernizzazione e globalizzazione in corso.
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