Il Nuovo Melangolo
Il secolo bello. Il sogno umanitario del settecento francese
di Guidi Claudio
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 276
Nel primo dei tre volumi dedicati al movimento enciclopedista francese vengono esaminati in maniera originalissima, sulla base
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Momenti di vita etica
di Vincieri Paolo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 283
Cammini, sentieri, verso dove? Non si sa
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Rime
di Savonarola Girolamo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 260
Nell'ambito della lirica italiana, le rime di Girolamo Savonarola sono una delle testimonianze più alte della poesia tardo qua
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L'incorporeo o della conoscenza
di Fersen Alessandro
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: IX-98
L'incorporeo rappresenta l'Opus magnum di Fersen, il frutto di una intera esistenza dedicata alla ricerca alchemica per raggiu
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Quinto pensiero
di Jacopo Ricciardi
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 155
È l'epica ciò che manca al panorama e al dibattito culturale di oggi. È il viaggio epico a dare un'identità all'uomo. Il testo contenuto in questo libro, in forma di dialogo a due, tratta di un'epica contemporanea, del suo viaggio e della sua composizione. Quale civiltà è la nostra? Si può reagire allo svuotamento ideologico che oggi subisce l'individuo? Quale ricchezza è nascosta nell'essere umano, e a cosa può portare il riconoscere il dono della parola? Il viaggio estremo di cui tratta questo dialogo va incontro all'universo e richiede l'abbandono del nostro pianeta; si tornerà su un pianeta - un altro o il nostro - dopo l'attraversamento dell'universo. A metà tra un intervista e un colloquio tra due amici si indagano i testi poetici contenuti nei tre libri che formano l'intero arco dell'epica. Emergeranno idee e concetti, spunti e riflessioni, scoperte. Questo valore non può essere mostrato né dalla scienza, né dalla filosofia, né dalla religione. Il vero legante tra distinte peculiarità di una cultura si trova nel peso epico di una civiltà. Ed è qui possibile una sintesi che faccia collaborare oriente e occidente. Questo libro vuole essere una provocazione positiva.
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Conosci te stesso. Gli slogan più famosi della filosofia
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 93
Non si può ridurre la filosofia a slogan! E chi lo ha detto? La filosofia è una miniera di frasi che, nel corso della storia, sono diventate slogan famosi, alcuni dei quali, è il caso delle parole di Nietzsche, sono finiti anche su T-shirt. E gli slogan, come sanno tutti coloro che si occupano di comunicazione, sono formule di grande potenza comunicativa e creativa.
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Gli ebrei mangiavano carne umana? E come la preparavano? Testo francese a fronte
di Voltaire
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 61
Pubblicato nel 1764 in un volume anonimo di miscellanea intitolato "Contes de Guillaume Vadé", questo testo affronta, attraver
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Potenziamento e destino dell'uomo. Itinerari per una filosofia dell'enhancement
di Lo Sapio Luca
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 125
Il dibattito sul potenziamento dell'uomo per mezzo di interventi biomedici è divenuto centrale nell'attuale scenario filosofic
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Le avventure di Ismail
di Dal Lago Alessandro
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 196
Una gabbia per l'allevamento dei tonni è il suo primo ricordo
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Scritti sul teatro
di Irène Némirovsky
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 44
Vengono qui raccolte le recensioni teatrali di Irene Némirovsky, apparse nel 1934 sul quotidiano francese "Aujourd'hui"
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Il demoniaco nella scrittura. Kierkegaard e lo specchio della pseudonimia
di Liva Laura
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 85
Il carattere demoniaco attraversa come un filo rosso gran parte della letteratura kierkegaardiana, assumendo le forme più vari
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De contemptu (Dallo Schelling tardo)
di Antonio Carulli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 120
C'è chi attende la liberazione dal sapere come un tempo si attese la venuta del Cristo: a corrispondere nei dettagli a questa che pare un'affermazione perlomeno strana è Carulli in questo suo nuovo densissimo scritto. Allora le nobili ovvietà che pimentano la civiltà sono inondate da una luce livida che ha per precedente il primo grande odio rimosso dalla civiltà stessa: quello provato dal Cristo sulla croce nei confronti del Padre. Da lì si dipartono e si intrecciano infiniti cammini che pensavamo essere privi di incroci tra loro. E che giungono sino a noi: la secolarizzazione, per azzardare una definizione di questo concetto confuso, diviene così l'età in cui il distacco dal Padre si sta producendo, ora, sotto i nostri occhi. Questo perché, e a questo serve allora questo saggio (che sceglie come guida, tra gli altri, l'ultimo Schelling), non v'è cosa più drammatica della contemporaneità a Cristo: essa è lo stigma della disfatta incombente che investe ed investirà sempre la storia, l'umanità tutta, la filosofia stancatasi una buona volta di sapere. Indovinare dove e come tenderà quella a prodursi ora, è facile come ai tempi dei re di Francia indovinare quale delle mazarinettes dovesse rimanere incinta per prima. Detestarla, invece, come ricusò il Figlio sulla croce, è l'atto più elementare.
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