Il Nuovo Melangolo
Il demoniaco nella scrittura. Kierkegaard e lo specchio della pseudonimia
di Liva Laura
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 85
Il carattere demoniaco attraversa come un filo rosso gran parte della letteratura kierkegaardiana, assumendo le forme più vari
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De contemptu (Dallo Schelling tardo)
di Antonio Carulli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 120
C'è chi attende la liberazione dal sapere come un tempo si attese la venuta del Cristo: a corrispondere nei dettagli a questa che pare un'affermazione perlomeno strana è Carulli in questo suo nuovo densissimo scritto. Allora le nobili ovvietà che pimentano la civiltà sono inondate da una luce livida che ha per precedente il primo grande odio rimosso dalla civiltà stessa: quello provato dal Cristo sulla croce nei confronti del Padre. Da lì si dipartono e si intrecciano infiniti cammini che pensavamo essere privi di incroci tra loro. E che giungono sino a noi: la secolarizzazione, per azzardare una definizione di questo concetto confuso, diviene così l'età in cui il distacco dal Padre si sta producendo, ora, sotto i nostri occhi. Questo perché, e a questo serve allora questo saggio (che sceglie come guida, tra gli altri, l'ultimo Schelling), non v'è cosa più drammatica della contemporaneità a Cristo: essa è lo stigma della disfatta incombente che investe ed investirà sempre la storia, l'umanità tutta, la filosofia stancatasi una buona volta di sapere. Indovinare dove e come tenderà quella a prodursi ora, è facile come ai tempi dei re di Francia indovinare quale delle mazarinettes dovesse rimanere incinta per prima. Detestarla, invece, come ricusò il Figlio sulla croce, è l'atto più elementare.
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Piccolo trattato di ateismo
di Holbach Paul H. T. d'
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 224
Pubblicata clandestinamente nel 1768, questa ateologia portatile circolava già a Parigi nell'agosto del 1767, sollevando la cu
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Fare i conti con il negativo. Kant, Hegel e la critica dell'ideologia
di Zizek Slavoj
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 304
Chiedersi 'Lacan è uno dei nuovi sofisti postmoderni?' significa porre una domanda che va ben al di là di una noiosa discussio
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Fichte e l'anarchia del commercio. Genesi e sviluppo di «Stato commerciale chiuso»
di Diego Fusaro
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 274
Il presente studio monografico affronta il problema della genesi e dello sviluppo del concetto di "Stato chiuso dal punto di vista commerciale" nella riflessione di Johann Gottlieb Fichte. Prendendo in esame la non esigua bibliografia sul tema e le più recenti acquisizioni della Fichte-Forschung, il saggio cerca di mostrare come sia possibile rintracciare, nel percorso teorico fichtiano, una correlazione essenziale tra il fondamento della dottrina della scienza come "sistema della libertà" e la teoria dello Stato chiuso commercialmente così come viene sviluppata da Fichte a partire dal 1800. La "chiusura commerciale" appare a Fichte, nella specifica congiuntura storica in cui si trova a operare, la sola via per reagire all'"anarchia commerciale" e, dunque, per rendere praticabile la dottrina della scienza come inesausto sforzo di razionalizzazione dell'esistente.
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Achille, o dell'attesa. Per una genealogia sovverziente dell'attesa, per un'attesa che sovverta
di Vincenzo Cariello
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 96
Molteplici parole, in tutti gli idiomi, nascono ovvero diventano ambivalenti. Ciascuna di queste parole si contraddistingue per avere almeno "un altro da sé", è sede quanto meno di due sé consistenti, gestiti dalla regola dell'alternanza, e, per questa ragione, le parole ambivalenti sono le più prossime agli esseri umani. "Attendere", e la sua sostantivazione "attesa" si dibattono in tale ambivalenza, la quale rimanda alla contrapposizione tra il sé, costruttivo ed evolutivo, dell'attesa che evidenzia i tratti cromosomici della perseveranza, della lentezza, della quiete, della pacatezza, della costanza, dell'accortezza, della pazienza e del mistero; e il sé, distruttivo e involutivo, dell'attesa la quale effigia i tratti fisionomici dell'angoscia, dell'esitazione, della paura, della in-azione paralizzante.
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Lavoro e protezione. Quali scenari
di Guglielmo Giumelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 118
La fine della crescita economica ha intaccato il lavoro che la società industriale ci ha consegnato. Se ne va il lavoro-posto di lavoro che ha garantito per lungo tempo la quasi-piena occupazione e salario e protezione a chi ne era interessato. Ora, hanno sempre più spazio disoccupazione di massa e precarizzazione. Aumentano sempre più i senza-lavoro, le cui capacità sono giudicate socialmente improduttive. Se ne va anche la protezione legata a quel lavoro. Se la "nuova" efficienza economica e le "nuove" competenze sociali vanno pagate con l'esclusione di una parte consistente di lavoratori, è difficile parlare di appartenenza a una stessa società. Ci si deve chiedere se possa esistere una soglia di tolleranza di invalidazione sociale in una società democratica, come rimettere in gioco socialmente fasce di popolazione invalidate e battere la disaffezione che può incidere pesantemente sulla coesione sociale. La solidarietà è la base del patto sociale. È l'inclusione di tutti da perseguire poiché tutti possono e devono dare. Nessuno è inutile. Ciò richiede una rifondazione del concetto di "lavoro"' che ricomprenda in sé ogni attività umana socialmente utile agli altri.
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Dialoghi eretici sulla filosofia, la cultura, l'arte e altre inattualità
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 190
Il presente volume raccoglie, in forma di 'saggi dialoganti', il precipitato ultimo e 'selezionato' di un serrato confronto avviato da diversi anni, in un orizzonte che spazia dalla cosiddetta 'questione universitaria' sino ai nuovi e inquietanti dibattiti sul realismo, passando per la più ampia e generale interrogazione sul ruolo e il valore della cultura in seno alla tradizione occidentale, nella convinzione che la filosofia, il far-filosofia, continui a essere al centro per ogni forma possibile.
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Crimini contro l'ospitalità. Vita e violenza nei centri per gli stranieri
di Donatella Di Cesare
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 112
Tra denuncia politica e reportage filosofico, questo libro è un viaggio in un centro di identificazione e espulsione, quell'Ade invisibile e nascosto dove vengono relegate le scorie umane della globalizzazione. Ma il viaggio diventa occasione per riflettere sui campi per gli stranieri, sulla retorica ambigua dell' accoglienza. Dove finisce la protezione umanitaria e dove comincia il controllo poliziesco? ho stato di permanente emergenza ha sottratto gli stranieri al diritto e ha permesso che, in una continuità inquietante con il passato, si materializzasse in Europa lo spettro del "campo". Il neorazzismo è la convinzione che ciascuno debba vivere nel proprio paese, la reazione alla mobilità degli esseri umani, la pretesa di bandire gli indesiderabili. Mentre mette allo scoperto il dispositivo dell'immigrazione, l'autrice indica gli effetti perversi di una politica che fa appello alla paura e si interroga sui pericoli di una democrazia che non conosce il valore della coabitazione.
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In fondo al cuore un solo desiderio. Diario (1944-1945)
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 302
Ormai tutte le mattine mi avvio al lavoro che fa buio
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Una passeggiata d'inverno e altri scritti
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 184
Mentre la terra è rimasta assopita, tutta l'aria è stata viva, con fiocchi leggeri, caduti pian piano, come se una qualche Cer
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