fbevnts Tutti i libri editi da Il Nuovo Melangolo - libri Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 5
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Il Nuovo Melangolo

Gli ebrei mangiavano carne umana? E come la preparavano? Testo francese a fronte

di Voltaire

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 61

Pubblicato nel 1764 in un volume anonimo di miscellanea intitolato "Contes de Guillaume Vadé", questo testo affronta, attraver
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6,00 €

Potenziamento e destino dell'uomo. Itinerari per una filosofia dell'enhancement

di Lo Sapio Luca

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 125

Il dibattito sul potenziamento dell'uomo per mezzo di interventi biomedici è divenuto centrale nell'attuale scenario filosofic
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14,00 €

Le avventure di Ismail

di Dal Lago Alessandro

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 196

Una gabbia per l'allevamento dei tonni è il suo primo ricordo
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15,00 €

Scritti sul teatro

di Irène Némirovsky

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 44

Vengono qui raccolte le recensioni teatrali di Irene Némirovsky, apparse nel 1934 sul quotidiano francese "Aujourd'hui"
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Il demoniaco nella scrittura. Kierkegaard e lo specchio della pseudonimia

di Liva Laura

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 85

Il carattere demoniaco attraversa come un filo rosso gran parte della letteratura kierkegaardiana, assumendo le forme più vari
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De contemptu (Dallo Schelling tardo)

di Antonio Carulli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 120

C'è chi attende la liberazione dal sapere come un tempo si attese la venuta del Cristo: a corrispondere nei dettagli a questa che pare un'affermazione perlomeno strana è Carulli in questo suo nuovo densissimo scritto. Allora le nobili ovvietà che pimentano la civiltà sono inondate da una luce livida che ha per precedente il primo grande odio rimosso dalla civiltà stessa: quello provato dal Cristo sulla croce nei confronti del Padre. Da lì si dipartono e si intrecciano infiniti cammini che pensavamo essere privi di incroci tra loro. E che giungono sino a noi: la secolarizzazione, per azzardare una definizione di questo concetto confuso, diviene così l'età in cui il distacco dal Padre si sta producendo, ora, sotto i nostri occhi. Questo perché, e a questo serve allora questo saggio (che sceglie come guida, tra gli altri, l'ultimo Schelling), non v'è cosa più drammatica della contemporaneità a Cristo: essa è lo stigma della disfatta incombente che investe ed investirà sempre la storia, l'umanità tutta, la filosofia stancatasi una buona volta di sapere. Indovinare dove e come tenderà quella a prodursi ora, è facile come ai tempi dei re di Francia indovinare quale delle mazarinettes dovesse rimanere incinta per prima. Detestarla, invece, come ricusò il Figlio sulla croce, è l'atto più elementare.
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Piccolo trattato di ateismo

di Holbach Paul H. T. d'

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 224

Pubblicata clandestinamente nel 1768, questa ateologia portatile circolava già a Parigi nell'agosto del 1767, sollevando la cu
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Fare i conti con il negativo. Kant, Hegel e la critica dell'ideologia

di Zizek Slavoj

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 304

Chiedersi 'Lacan è uno dei nuovi sofisti postmoderni?' significa porre una domanda che va ben al di là di una noiosa discussio
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Fichte e l'anarchia del commercio. Genesi e sviluppo di «Stato commerciale chiuso»

di Diego Fusaro

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 274

Il presente studio monografico affronta il problema della genesi e dello sviluppo del concetto di "Stato chiuso dal punto di vista commerciale" nella riflessione di Johann Gottlieb Fichte. Prendendo in esame la non esigua bibliografia sul tema e le più recenti acquisizioni della Fichte-Forschung, il saggio cerca di mostrare come sia possibile rintracciare, nel percorso teorico fichtiano, una correlazione essenziale tra il fondamento della dottrina della scienza come "sistema della libertà" e la teoria dello Stato chiuso commercialmente così come viene sviluppata da Fichte a partire dal 1800. La "chiusura commerciale" appare a Fichte, nella specifica congiuntura storica in cui si trova a operare, la sola via per reagire all'"anarchia commerciale" e, dunque, per rendere praticabile la dottrina della scienza come inesausto sforzo di razionalizzazione dell'esistente.
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Achille, o dell'attesa. Per una genealogia sovverziente dell'attesa, per un'attesa che sovverta

di Vincenzo Cariello

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 96

Molteplici parole, in tutti gli idiomi, nascono ovvero diventano ambivalenti. Ciascuna di queste parole si contraddistingue per avere almeno "un altro da sé", è sede quanto meno di due sé consistenti, gestiti dalla regola dell'alternanza, e, per questa ragione, le parole ambivalenti sono le più prossime agli esseri umani. "Attendere", e la sua sostantivazione "attesa" si dibattono in tale ambivalenza, la quale rimanda alla contrapposizione tra il sé, costruttivo ed evolutivo, dell'attesa che evidenzia i tratti cromosomici della perseveranza, della lentezza, della quiete, della pacatezza, della costanza, dell'accortezza, della pazienza e del mistero; e il sé, distruttivo e involutivo, dell'attesa la quale effigia i tratti fisionomici dell'angoscia, dell'esitazione, della paura, della in-azione paralizzante.
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Lavoro e protezione. Quali scenari

di Guglielmo Giumelli

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 118

La fine della crescita economica ha intaccato il lavoro che la società industriale ci ha consegnato. Se ne va il lavoro-posto di lavoro che ha garantito per lungo tempo la quasi-piena occupazione e salario e protezione a chi ne era interessato. Ora, hanno sempre più spazio disoccupazione di massa e precarizzazione. Aumentano sempre più i senza-lavoro, le cui capacità sono giudicate socialmente improduttive. Se ne va anche la protezione legata a quel lavoro. Se la "nuova" efficienza economica e le "nuove" competenze sociali vanno pagate con l'esclusione di una parte consistente di lavoratori, è difficile parlare di appartenenza a una stessa società. Ci si deve chiedere se possa esistere una soglia di tolleranza di invalidazione sociale in una società democratica, come rimettere in gioco socialmente fasce di popolazione invalidate e battere la disaffezione che può incidere pesantemente sulla coesione sociale. La solidarietà è la base del patto sociale. È l'inclusione di tutti da perseguire poiché tutti possono e devono dare. Nessuno è inutile. Ciò richiede una rifondazione del concetto di "lavoro"' che ricomprenda in sé ogni attività umana socialmente utile agli altri.
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Dialoghi eretici sulla filosofia, la cultura, l'arte e altre inattualità

editore: Il Nuovo Melangolo

pagine: 190

Il presente volume raccoglie, in forma di 'saggi dialoganti', il precipitato ultimo e 'selezionato' di un serrato confronto avviato da diversi anni, in un orizzonte che spazia dalla cosiddetta 'questione universitaria' sino ai nuovi e inquietanti dibattiti sul realismo, passando per la più ampia e generale interrogazione sul ruolo e il valore della cultura in seno alla tradizione occidentale, nella convinzione che la filosofia, il far-filosofia, continui a essere al centro per ogni forma possibile.
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15,00 €

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