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Manifestolibri

Spazi (s)confinati. Puritanesimo e frontiera nell'immaginario americano

editore: Manifestolibri

pagine: 413

Se si legge la sterminata saggistica che ha scandagliato da ogni parte la cultura degli Stati Uniti d'America si rischia ai diventare schizofrenici. L'America sembra essere tutto e il contrario di tutto: progressiva e reazionaria, pacifista e imperialista, libertaria e autoritaria, ottimista e paranoica. Come è possibile? La tesi di questo libro è che una simile identità si fonda sullo spazio (non sul tempo, come in Europa) e, soprattutto, su due rappresentazioni opposte di esso: la prima, derivante dalla matrice della frontiera, vive sul a continua necessità di invenzione di nuove dimensioni spaziali allo scopo di risolvere i conflitti; la seconda invece, basata sulla matrice puritana, percepisce lo spazio vuoto come fonte del male e dunque opera ossessivamente per controllarlo, catalogarlo, misurarlo. È dall'incontro-scontro di questi due mondi che si concretizza quell'inconfondibile ed eccezionale immaginario che tutti oggi sappiamo immediatamente riconoscere, solo guardando un film o una serie televisiva, sfogliando le pagine di un fumetto o giocando con un videogame. Esso permea la politica (interna ed estera), le relazioni sociali, lo sviluppo tecnologico, la strategia economica, persino i nuovi media e il mondo del web.
32,00

Quando tutto era possibile. 1960-1980 come l'Italia esporta cultura

di Douglas Mortimer

editore: Manifestolibri

pagine: 159

1960-1980: una stagione di conflitti che investe tutti gli strati della società italiana e che, per durata, non ha nulla di simile in alcun paese dell'area occidentale. Ma questi sono anche gli anni che vanno da "Per un pugno di dollari" di Sergio Leone a "Il nome della rosa" di Umberto Eco: due momenti che rappresentano l'inizio e la fine di un periodo irripetibile della nostra cultura, l'ultimo in cui occupa un ruolo centrale a livello internazionale. E questo mentre le strade delle città vengono attraversate da conflitti sociali violenti che traducono immediatamente in agire politico la loro intensità e l'innovazione culturale gioca un ruolo essenziale per legittimare la radicalità delle scelte di campo. D'altra parte sembra proprio della tradizione italiana, dal Rinascimento in poi, far nascere sul terreno del conflitto interno, dello scontro violento tra fazioni, il dinamismo creativo della sua cultura. Dal cinema alla musica, dall'architettura all' arte, dalla pubblicità ai fumetti, dall'editoria alla fiction televisiva, dal design alla moda, dal teatro alle radio libere, la cultura italiana degli anni Sessanta e Settanta sapeva trasformare, riproporre e anticipare in maniera assolutamente originale generi di consumo e modelli culturali di massa alternativi a quelli angloamericani e per di più esportabili.
18,00

Tre conferenze sull'anarchia e altri scritti sulla Comune

editore: Manifestolibri

pagine: 141

In queste conferenze tenute agli operai francesi al tempo della Comune di Parigi (1871) Michail Bakunin, l'esponente principal
14,00

La democrazia della vita quotidiana

di György Lukács

editore: Manifestolibri

pagine: 160

Scritte nel 1968 e rimaste per molti anni inedite, queste riflessioni di Lukács sulla questione della democrazia costituiscono il vero e proprio testamento politico del filosofo, che si misura in esse con la crisi del "socialismo realizzato" di stampo sovietico e con le contraddizioni del sistema capitalistico occidentale, delineando un nuovo concetto di democrazia capace di dar forma all'intera società. Per Lukács la parola democrazia non denota solo, come nella cultura politica corrente, un complesso di istituzioni e di pratiche intese a garantire il potere d'intervento dei cittadini nelle questioni politiche. Per il pensatore ungherese democrazia è invece il nome che assume il rapporto attivo del singolo con l'intera società in cui vive, considerata in tutte le sue dimensioni. La democrazia è la "concreta forza ordinativa politica di quella particolare formazione economica sul cui terreno essa nasce, opera, diviene problematica e scompare".
22,00

Una rivoluzione civile

Passione della libertà e futuro del Paese

di Zipponi Maurizio

editore: Manifestolibri

pagine: 126

Bisogna disboscare la foresta selvaggia in cui è stata trasformata la vita politica italiana per poter seminare di nuovo una d
12,00

Guy Debord

di Anselm Jappe

editore: Manifestolibri

pagine: 191

Il volume costituisce la più completa monografia su uno dei più interessanti e discussi intellettuali critici del Novecento: Guy Debord, il fondatore del movimento situazionista, l'autore di un testo in anticipo sui tempi come "La società dello spettacolo". Il saggio di Jappe ripercorre tutta l'attività pubblica di Debord, dal "lettrismo" alla fondazione dell'Internazionale situazionista, dagli incontri con Lefebvre e con "Socialisme ou Barbarie" fino al maggio 1968, dai testi teorici alle opere letterarie e ai film che Debord realizzò. La critica di Debord alla società dello spettacolo viene qui ricostruita, al di là delle banalizzazioni e delle utilizzazioni approssimative, anche con l'intento di mettere in risalto il posto che Debord occupa nel pensiero moderno: la sua ripresa dei concetti marxiani più importanti e più dimenticati, il nesso con Lukacs, il confronto con Adorno. Al di là del mito che circonda la sua figura, Debord resta una delle voci più intellettualmente acute e vitali del pensiero critico del Novecento.
22,00

Filosofia e capitalismo

Hegel, Marx e le teorie contemporanee

di Cesarale Giorgio

editore: Manifestolibri

pagine: 151

Lo sviluppo dell'economia capitalistica di mercato e la formazione dello Stato "rappresentativo" moderno sono le sfide che han
18,00

Gli anni di piombo spiegati ai ragazzi

di Grispigni Marco

editore: Manifestolibri

pagine: 64

Età di lettura: da 11 anni
14,00

Il ritorno delle élites

di Rita Di Leo

editore: Manifestolibri

pagine: 124

La novità ogni giorno più evidente è il primato delle élites economiche, che si sono imposte su quelle politiche e sulla massa dei "governati". Il loro potere è una novità assoluta, perché per la prima volta della storia gli uomini dell'economia hanno nelle proprie mani il governo della società, lo Stato, i partiti, i corpi intermedi. Il libro descrive la sconfitta sempre più evidente delle élites politiche europee e l'egemonia di quelle economiche americane. La tesi di Rita Di Leo è che il potere sociale delle élites economiche esercita ormai un'attrazione irresistibile ovunque, anche nelle nuove potenze globali come la Cina, l'India e il Brasile, il cui contesto geopolitico e culturale è altro da quello americano.
15,00

Lineamenti fondamentali di critica dell'economia politica

Grundrisse

di Marx Karl

editore: Manifestolibri

pagine: 631

Tradotti in italiano per la prima volta all'inizio degli anni Settanta, da decenni ormai introvabili, i "Grundrisse" costituis
60,00

Alzheimer. La vita di un medico, la carriera di una malattia

editore: Manifestolibri

pagine: 286

Il morbo che porta il nome di Alois Alzheimer, e che colpisce nel mondo molti milioni di persone, è ormai divenuto familiare, oltre che alla comunità scientifica, al grande pubblico. Ma chi era il medico che lo scoprì e per primo lo descrisse? Quali tracce aveva seguito e quali furono le reazioni che le sue ricerche suscitarono nel mondo scientifico dell'epoca? Questo libro ricostruisce in una piana forma narrativa, ma con rigorosa precisione scientifica, la scoperta dello scienziato franco-fortese e nello stesso tempo offre uno spaccato della vita intellettuale e scientifica del tempo. Il personaggio di Alzheimer viene raccontato anche negli aspetti singolari e anticonformisti della sua personalità: quella di un medico che si batteva per l'umanizzazio-ne degli ospedali psichiatrici e non temeva il conservatorismo del mondo accademico. Uno studioso che, dopo la catastrofe del 1914, si dedicò anche a indagare gli effetti devastanti della guerra sulla psiche.
28,00

A lezione da Marx. Nuove interpretazioni

di Stefano Petrucciani

editore: Manifestolibri

pagine: 173

La crisi globale dell'economia capitalistica ha risvegliato, anche in coloro che l'avevano dimenticata o accantonata, l'interesse per la critica dell'economia politica e per il suo fondatore. Numerosi studiosi contemporanei si sono cimentati con le analisi marxiane, cercando di metterle a confronto con le contraddizioni sociali ed economiche del presente per trarne risposte che l'ortodossia neoliberista - fino a ieri indiscussa -non è in grado di fornire. Il volume prende in esame, con un linguaggio chiaro e sintetico, alcuni temi marxiani e molte delle interpretazioni più innovative che ne sono state proposte nei tempi recenti. Si sofferma in modo particolare sulla vivace discussione che intorno a Marx si è sviluppata negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e in Francia, aprendo delle possibilità di lettura che fanno dialogare la critica dell'economia politica con i più importanti pensatori contemporanei (da Rawls a Habermas) e che ne propongono una visione dinamica e aperta, ben diversa dagli schemi interpretativi della tradizione novecentesca.
20,00

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