Mimesis
I modi della razionalità
editore: Mimesis
Il termine razionalità ha un significato tutt'altro che univoco e monolitico; e forse, analogamente all"'essere" per Aristotele, anche la razionalità «si dice in molti modi», o, se non proprio in molti, almeno in vari modi. Sin dalla celebre definizione aristotelica dell'uomo come "animale razionale" ovvero dotato di ragione, intesa come capacità linguistica, argomentativa, conoscitiva e deliberativa, la razionalità è stata concepita come suddivisa in almeno tre ambiti: quello logico, quello epistemologico e quello pratico. Essere razionali significa infatti avere ragioni che giustificano o garantiscono la correttezza di una data argomentazione, la verità di un'asserzione conoscitiva e, infine, l'efficacia di un dato comportamento rispetto al conseguimento di certi obiettivi. Questo volume intende fare il punto sui modelli - logici, epistemologici, cognitivi e pratici - che della razionalità sono stati elaborati tra la fine del XX e l'inizio del XXI secolo, cercando di offrirne una panoramica in grado di chiarire questioni che attraversano praticamente l'intero pensiero umano.
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Linguistica ed economia
di Ferruccio Rossi-Landi
editore: Mimesis
pagine: 299
È questa l'edizione italiana, a cura di Cristina Zorzella Cappi (Università di Padova), di Linguistics and Economics di Ferruccio Rossi-Landi nella versione da lui stesso realizzata e fin ora rimasta inedita. "Il nostro interesse principale riguarda gli oggetti dei quali le due discipline, la linguistica e l'economia, si occupano: vale a dire, il linguaggio umano quale oggetto principale della scienza linguistica e lo scambio economico quale oggetto principale della scienza dell'economia. Tali "oggetti" vengono assunti nell'indagine nella misura in cui si prestano ad essere considerati in maniera unitaria. È mia intenzione iniziare un'elaborazione semiotica dei due processi sociali che si possono provvisoriamente identificare come "produzione e circolazione dei beni (sotto forma di merci)" e come "produzione e circolazione di enunciati (sotto forma di messaggi verbali)". Questi sono due modi fondamentali dello sviluppo sociale umano. Sebbene appaiano di solito in campi separati, formuliamo qui l'ipotesi che essi siano "la stessa cosa" almeno nel senso in cui i due rami principali di un albero possono essere considerati "la stessa cosa". Il saggio è dedicato ad alcuni aspetti di questa relativa "stessiti". Sosterrò che quando i beni circolano sotto forma di merci essi "sono" messaggi; e che quando gli enunciati circolano sotto forma di messaggi verbali essi "sono" merci" ("Introduzione" dell'autore all'edizione italiana).
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I «quaderni neri» di Heidegger
editore: Mimesis
pagine: 263
Questo volume è il primo in Italia sui "Quaderni neri" di Heidegger. I nomi più significativi della filosofia continentale, i più importanti studiosi di Heidegger, da Peter Sloterdijk a Gianni Vattimo, da Holger Zaborowski a Peter Trawny, da Alessandra Iadicicco a Gérad Bensussan, prendono qui posizione sui complessi e delicati interrogativi sollevati da questa opera postuma. I Quaderni neri non sono stati una pietra tombale sul pensiero di Heidegger. Si è verificato piuttosto il contrario: attraverso i Quaderni neri Heidegger è stato il protagonista di un dibattito che ha varcato i confini dell'accademia e si è esteso al mondo della cultura, coinvolgendo un pubblico sempre più vasto. Il che è inconsueto per gli inediti di un filosofo. L'enorme risonanza dimostra che l'interesse non ha nulla di antiquario. Se la pubblicazione è seguita in tutto il mondo con curiosità, partecipazione, trasporto, è perché questi temi toccano la sensibilità e l'intelligenza di molti. Ma il dibattito è solo all'inizio e questo volume contribuirà, di certo, a svilupparlo e approfondirlo.
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L'inconscio estetico
di Jacques Rancière
editore: Mimesis
pagine: 90
Ciò che rende possibile e pensabile la teoria freudiana è, secondo Rancière, una riconfigurazione dell'ordine simbolico che si verifica nel contesto dell'idealismo tedesco, quando, specialmente con Hegel, il sensibile si fa manifestazione (sintomo) dell'Idea e il pensiero si inscrive nell'empiria. A ben vedere, l'inconscio estetico è anche ciò che sta a monte dell'intera riflessione politologica di Rancière: la "rivoluzione estetica" produce uno spazio materiale e simbolico i cui caratteri sono quella confusione e indistinzione alla cui rimozione la filosofia politica, sin dalla sua fondazione platonica, si era dedicata.
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Filosofia e servizi segreti. Il doppio mestiere dei filosofi analitici
di Enrico Petris
editore: Mimesis
pagine: 158
La filosofia e le attività dei servizi segreti hanno in comune il fatto che sono operazioni di intelligence. Fin dalle sue origini con Talete, il ruolo intellettuale del filosofo si è diviso tra quello di puro teoreta e quello di consigliere politico e militare. In questa attività alcuni hanno avuto fortuna, come Aristotele, altri hanno subito pesanti restrizioni, come Platone, altri ancora hanno incarnato le indicazioni di quest'ultimo diventando filosofi ed imperatori come Marco Aurelio Antonino. In età moderna soprattutto Bruno, Descartes e Leibniz hanno frequentato cancellerie e ambasciate, ma è solo nel Novecento che i filosofi sono stati sedotti dal secondo lavoro dell'intelligenza. Tra la prima e la seconda guerra mondiale, ma anche successivamente e forse ancora oggi, il numero dei filosofi assoldati nei servizi segreti è piuttosto consistente e tocca tutte le scuole, ma il numero degli analitici spicca per la capillarità, ricorrenza e continuità. Il dopo lavoro, o il doppio lavoro, ad Oxford e a Cambridge sembra essere stato quasi un obbligo più che una chance.
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L'arte spiegata ai truzzi
di Paola Guagliumi
editore: Mimesis
pagine: 208
Dopo il grande successo nella rete, il blog "L'Arte Spiegata ai Truzzi (nella loro lingua)" diventa un libro
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L'infondamento. L'enigma del linguaggio e il paradosso dell'autoreferenza in Pirandello, Morante e Bene
di Francesco Chillemi
editore: Mimesis
pagine: 200
Grazie all'analisi di tre significative opere metareferenziali del Novecento italiano (la commedia Sei personaggi in cerca d'autore di Luigi Pirandello, il romanzo Menzogna e sortilegio di Elsa Morante e il film Amleto di Carmelo Bene), il volume mira a dar prova della capacità dell'arte di gettare una luce nuova sulle questioni transdisciplinari del fenomeno linguistico e dei fondamenti della conoscenza. Dopo aver approfondito, nel capitolo introduttivo, come nel Novecento la riflessione autoreferenziale abbia interessato discipline come la filosofia continentale, la filosofia (post)analitica e la matematica, il volume si concentra sulle tre fonti primarie. Nell'indagare i modi e i limiti dei rispettivi media, esse mimano il tentativo auto-fondazionale del pensiero logico-linguistico, esibendo performativamente lo stallo aporético a cui tale sforzo pare destinato. Le opere artistiche esaminate costituiscono dunque le tappe di un percorso interpretativo transmediale, che permetterà di mettere gradualmente a fuoco la soglia estrema del dicibile e del conoscibile: la presa di coscienza dell'in-intelligibilità dell'accadere linguistico, inaccessibile origine del sapere. Prefazione di Alessandro Carrera.
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Una pittura filosofica. Antoni Tàpies e l'informale
di Giuseppe Di Giacomo
editore: Mimesis
pagine: 192
L'opera dell'artista catalano Antoni Tàpies può essere definita una "pittura filosofica": Giuseppe Di Giacomo mette in evidenza come la grandezza di quest'arte, che è insieme "rappresentazione" e "presentazione" di materie, stia nella sua capacità di fare emergere, pur nella sua totale immanenza, una dimensione trascendente e spirituale. Tale dimensione è ciò che distingue l'opera di Tàpies da quella di altri artisti informali, pur condividendo con essi la dimensione materica. In un mondo caratterizzato da una mercificazione totale dell'arte, e nel quale il valore artistico si identifica col valore economico, l'arte di Tàpies è una delle poche a sottrarsi a questa logica di mercato, proponendosi come testimonianza delle brutalità della storia del Novecento.
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La scatola degli attrezzi. Esperienze emotive e trasformazioni in psicoanalisi infantile
editore: Mimesis
pagine: 166
Questo volume trae origine dalla giornata di studio 'La trama delle prime relazioni. Rotture e trasformazioni', organizzata dal Centro Benedetta D'Intino Onlus il 9 ottobre 2015 a Milano. Nelle sedute di psicoanalisi infantile, il bambino e il terapeuta lavorano con una scatola di giocattoli, pensati per sviluppare fantasie e storie che il bambino non ha potuto ancora costruire. Le scatole sono simili, ma nessuna è uguale all'altra e il loro contenuto si modifica nel tempo di terapia. Anche nella psicoanalisi degli adolescenti e degli adulti la scatola c'è, ma è metaforica. Se la sofferenza psichica nasce da una insufficiente o confusa capacità di sentire, pensare, sognare, essere se stessi, per la ricerca e la clinica psicoanalitica diventa oggi centrale esplorare gli apparati che producono il sentire, il pensare, il sognare. Di qui l'idea di presentare "La scatola degli attrezzi". Nel libro, un gruppo di autori assai differenti tra loro per origine, formazione, posizione istituzionale affrontano il tema degli strumenti per la cura della sofferenza psichica, dialogando si esperienze emotive, cadute e fallimenti, trasformazioni, narrazioni e riparazioni nel percorso verso la crescita.
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Cheese! Un mondo di selfie. Fenomenologie d'oggi
editore: Mimesis
pagine: 180
Il selfie non è soltanto un fenomeno di moda ma ha implicazioni che riguardano sia la società e il suo modo di comunicare, sia l'arte della fotografia e l'arte in generale. Oltre a queste componenti coinvolge anche la forma identitaria, con un lato di narcisismo, è vero, ma anche di attività rivolta alla scoperta di se stessi. Quindi al di là del semplice gesto, sempre più automatico, di scattarsi un selfie in qualunque momento e situazione, si aprono molti interrogativi che è giusto vadano affrontati con più discipline. È l'intento di questo libro. Scritto velocemente, con un piglio di cogliere il tempo, quasi scritto con lo stile di un selfie: il modo di farlo a volte può risentire del contingente e del cogliere il momento, ma è proprio del selfie, e non è detto che quella sua modalità di agire rapidamente nel mondo non coinvolga e interessi anche altri campi di relazione sociale, di produzione del senso e di finalità estetica.
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Il testamento di Spinoza
di Leo Strauss
editore: Mimesis
pagine: 92
Tradotti in italiano dall'originale tedesco, si pubblicano qui tre saggi giovanili di Strauss su Spinoza: "L'analisi di Cohen della scienza biblica spinoziana" (1924), "Sulla scienza biblica di Spinoza e dei suoi precursori" (1926), "Il testamento di Spinoza" (1932). Composti a cavallo della monografia del 1930 ("La critica della religione in Spinoza"), si tratta di studi acuti, e per diversi aspetti originali rispetto a questa stessa monografia, sui rapporti tra fede e ragione, teologia e politica, tradizione ebraica ed esegesi biblica. Prime prove filosofiche di Strauss e già testimonianze emblematiche di un "dialogo", quello con Spinoza, che non verrà mai meno nella lunga e complessa biografia intellettuale del loro autore.
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Un'altra verità. Lettere a Linde Birk e Dieter Schlesak (1969-1986)
di Emil M. Cioran
editore: Mimesis
pagine: 77
Il presente volume raccoglie in maniera integrale lo scambio epistolare, costituito da quattordici missive, intercorso tra Emil Cioran, Linde Birk e Dieter Schlesak negli anni 1969-1986. Esso rappresenta una preziosa testimonianza per comprendere l'evoluzione psicologica di Cioran in Francia e per chiarire il suo rapporto di amore-odio verso la Romania. Afflitto da un'"ineffabile nostalgia", lo scrittore transilvano ritorna col pensiero alle origini e rimpiange, come pochi altri, le proprie radici e la propria terra natia. Nell'esilio parigino, la lontananza dalla patria è vissuta come incommensurabile perdita e ricordo struggente di un passato immemore, al di là del tempo. Ma è proprio attraverso quest'incessante anelito della memoria che l'humus balcanico e il retroterra valacco, originariamente rinnegati, riaffiorano alla coscienza e prepotentemente si rivelano nell'esercizio della scrittura. Un retaggio gravoso, misto di fatalità e disincanto, che inevitabilmente segna l'uomo e il filosofo di Ràsinari, alla perenne ricerca di "un'altra verità'.
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