Viella
Venezia e la nuova Oikoumene. Cartografia del Quattrocento-Venedig und die neue Oikoumene. Kartographie im 15. Jahrhundert
editore: Viella
pagine: 290
Nel corso del quindicesimo secolo l'allargamento dei confini del mondo e, in parallelo, la riscoperta della "Geographia" di Tolomeo misero in discussione le tradizionali e consolidate concezioni del mondo. In seguito a ciò si sviluppò il desiderio di conoscenza e la curiosità per questa nuova e più ampia ecumene. Studi e pratiche molto diversi tra loro riplasmarono la forma del mondo, indirizzandola verso nuovi modelli e verso una nuova concezione degli spazi geografici. Venezia ebbe un ruolo fondamentale in questo processo, in quanto proprio a Venezia conoscenze, competenze, tradizioni e orientamenti culturali si incontrarono: il presente volume è dedicato alle complesse trasformazioni dei paradigmi geocartografici dell'epoca e analizza l'intreccio di motivi culturali, economici e politici diffusi dai paesi del Nordeuropa fino alla sponda meridionale del Mediterraneo.
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Mussolini e la storia. Dal socialismo al fascismo (1900-1922)
di Paola S. Salvatori
editore: Viella
pagine: 221
L'uso dell'analogia storica fu uno dei principali strumenti politici ai quali il duce ricorse durante il ventennio fascista per ottenere e mantenere il consenso. Ma già nei vent'anni precedenti la conquista del potere il giovane Mussolini adoperò la storia per interpretare e rappresentare gli avvenimenti presenti: evocare la Roma antica, ragionare sulla Rivoluzione francese, ricordare particolari episodi del Risorgimento italiano, storicizzare la Grande Guerra già durante il suo svolgimento significava riflettere prima di tutto sui contrasti sociali e politici attuali. In questo libro si analizzano i riferimenti culturali e le modalità retoriche attraverso i quali il Mussolini socialista e poi interventista utilizzò la storia nei discorsi pubblici e negli interventi giornalistici, proponendo una particolare e innovativa chiave di analisi del suo percorso ideologico.
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Le commissioni ducali ai rettori d'Istria e Dalmazia (1289-1361)
editore: Viella
pagine: 258
Le commissioni ducali ai rettori d'Istria e Dalmazia (1289-1361) propone, per la prima volta, l'edizione dei 'formulari' più a
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La garçonne e l'assassino. Storia di Louise e di Paul, disertore travestito, nella Parigi degli anni folli
editore: Viella
pagine: 142
Nella Parigi di inizio Novecento Paul Grappe e Louise Landy si amano, si sposano
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1914-1945. L'Italia nella guerra europea dei trent'anni
editore: Viella
pagine: 371
Le due guerre mondiali e i due decenni interposti composero un conflitto trentennale che sconvolse e trasformò in profondità l
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Levatrici. L'assistenza ostetrica nell'Italia liberale
di Rosanna Basso
editore: Viella
pagine: 352
Nella seconda metà dell'Ottocento, sotto l'influsso di fattori storico-culturali differenti (la costruzione dello Stato unitario e la "rivoluzione microbiologica"), si creano in Italia le condizioni per una modernizzazione del servizio ostetrico del paese. Esso doveva essere capillarmente offerto alla generalità della popolazione, attraverso la nomina in ogni comune della levatrice di comunità (la levatrice condotta), e affidato a un personale con credenziali universalmente definite e ufficialmente riconosciute (il diploma conseguito in una scuola di ostetricia minore). E se questo progetto trasformativo, che ambisce a produrre una mutazione culturale della "coscienza ostetrica" del paese (sanitari impegnati e famiglie), è per le levatrici istruite nelle scuole una promessa di riconoscimento professionale e sociale, per le tante esercenti empiriche è l'avvio contrastato ma irreversibile verso il declino.
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Antigiudaismo. La tradizione occidentale
di David Nirenberg
editore: Viella
pagine: 442
L'antigiudaismo che esamina David Nirenberg in questo libro non è solo l'insieme dei pregiudizi e delle persecuzioni contro gli ebrei: è una delle modalità fondamentali con cui il pensiero occidentale ha definito se stesso e il proprio modo di interpretare il mondo in contrapposizione a una tradizione diversa. Come spiega l'autore, "L'antigiudaismo non va inteso come un anfratto arcaico e irrazionale nel vasto edificio del pensiero occidentale, ma come uno dei principali strumenti con cui tale edificio è stato costruito". Se l'antisemitismo prende di mira la concreta esistenza degli ebrei, le loro pratiche culturali e religiose, l'antigiudaismo si concentra su tratti e caratteri attribuiti all'influenza della tradizione ebraica ma rintracciabili anche al di fuori di essa, dal letteralismo religioso al materialismo. Già nel mondo antico si affaccia il motivo ricorrente di una "diversità ebraica" che anticipa, spesso con toni e caratteri simili, l'antigiudaismo cristiano e occidentale: è da qui che parte il viaggio di Nirenberg, per tracciare la storia del rapporto dell'Occidente (e del mondo islamico) con l'idea di giudaismo, in un percorso che da san Paolo arriva fino alla tormentata riflessione novecentesca sulle cause dell'antisemitismo e sul ruolo dell'ebraismo nell'Occidente contemporaneo.
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La storia e le immagini della storia. Prospettive, metodi, ricerche
editore: Viella
pagine: 357
Il rapporto tra immagini e storia, nella duplice prospettiva dello studio delle immagini come documenti del passato e del loro ruolo nell'ambito della ricostruzione di avvenimenti storici, rimanda a una tradizione consolidata e variegata, a partire dagli studi di Haskell sulla funzione delle testimonianze visive come "fonti storiche e chiavi di accesso a epoche remote". Ed è lungo tale sentiero che il volume vede intrecciarsi gli interessi di storici della cultura, storici della società e della politica, e storici dell'arte in senso stretto, nel comune intento di confrontare e far convergere i diversi filoni di ricerca. Il risultato di questo esperimento è un testo nel quale le singole discipline dialogano costantemente, nel continuo sforzo di affinare i differenti "attrezzi del mestiere", al di là di ogni steccato: l'unica linea guida del percorso è, volutamente, il parametro cronologico, in un arco temporale che va dal tardo medioevo alla contemporaneità.
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1943. Strategie militari, collaborazionismi, Resistenze
editore: Viella
pagine: 289
Questo volume affronta, secondo tre direttrici fondamentali, gli avvenimenti del 1943, vero e proprio anno cerniera nel second
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La pittura infamante. Secoli XIII-XVI
di Gherardo Ortalli
editore: Viella
pagine: 183
A partire dalla seconda metà del Duecento, sulle mura dei più importanti edifici pubblici delle città italiane di tradizione comunale cominciarono ad apparire sorprendenti immagini di persone portate al rogo, impiccate, capovolte, in pose grottesche e offensive. Erano l'espressione di una nuova pratica penale in via di consolidamento e destinata a sopravvivere fino al secolo XVI ed oltre: la pittura infamante. Con essa i depositari del potere pubblico punivano, con tutti i crismi dell'ufficialità, i colpevoli di determinati delitti, seguendo una via consona alla mentalità del tempo. In questo libro - un vero classico di storia medievale, di nuovo disponibile in una edizione aggiornata e ampliata - l'autore esamina la pittura infamante nei suoi più diversi aspetti: dove e quando nacque e si sviluppò, che efficacia ebbe nel giudizio dei contemporanei, quali fini si propose, quali situazioni le furono più congeniali, fino a spiegarne la genesi in riferimento alla particolare evoluzione della società dei comuni, tra guelfismo e ghibellinismo, tra "grandi" e "popolo".
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Il processo negato. Un inedito parere della Santa Sede sull'autenticità della Sindone
di Andrea Nicolotti
editore: Viella
pagine: 208
Fra il 1899 e il 1903 il canonico francese Ulysse Chevalier pubblicò diversi studi sulla storia della Sindone, per dimostrare l'origine medievale della reliquia e narrare, sulla base dei documenti, le tormentate vicende delle sue origini. Il canonico raccolse un ampio consenso tra laici, storici cattolici, biblisti ed ecclesiastici contemporanei. Ma alcuni sostenitori dell'autenticità della Sindone, impossibilitati a confutarne gli studi, si proposero di ridurlo al silenzio facendolo condannare dalla Santa Sede, e lo denunciarono. Fu aperto un processo a suo carico, ma la commissione incaricata di studiare il caso si convinse della non autenticità della Sindone. Pare che anche papa Leone XIII si fosse persuaso: non sustinetur, furono le sue parole. Essendo la famosa reliquia proprietà personale del re d'Italia, si preferì tuttavia non prendere alcuna decisione ufficiale, costringendo Chevalier a tacere. In seguito silenzio e censura calarono sul risultato del processo; anzi, si negò che esso fosse mai avvenuto. Questo saggio, che pubblica e interpreta sia la documentazione processuale della Santa Sede sia la corrispondenza personale dello studioso francese, ricostruisce nei particolari l'intera vicenda e la rilegge nel contesto in cui essa si è svolta, in un momento di profonda tensione culturale all'interno della Chiesa e alle soglie della crisi modernista.
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I podestà sulle sponde del Rodano. Arles e Avignone nei secoli XII e XIII
di Balossino Simone
editore: Viella
pagine: XII-365
Il governo del podestà è un'istituzione distintiva della civiltà comunale italiana
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