Vita e pensiero
Per una nuova interpretazione del "Critone" di Platone
di Mario Montuori
editore: Vita e pensiero
pagine: 144
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Al di là dell'ultimo
Filosofie della morte e filosofie della vita
di Virgilio Melchiorre
editore: Vita e pensiero
pagine: 172
L'uomo contemporaneo ha imparato a vivere come se Dio non esistesse e mai come oggi sembra sperimentare l'ampiezza senza misur
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La questione dell'oggettività nell'ermeneutica di Emilio Betti
di Carla Danani
editore: Vita e pensiero
pagine: 308
Questo volume si offre all'attenzione di filosofi, di giuristi e di quanti sono comunque interessati alla koiné ermeneutica ch
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Il dinamismo della coscienza e la formazione
Il contributo di Bernard Lonergan ad una 'filosofia' della formazione
di Pierpaolo Triani
editore: Vita e pensiero
pagine: 364
La pedagogia utilizza sempre più spesso il termine formazione. Ciò richiede però un atteggiamento critico capace di riconoscere le diverse valenze del termine, i diversi contesti d’uso, il ricco e problematico spessore teoretico. Occorre che la riflessione pedagogica coniughi il pensare alla formazione con un pensare la formazione capace di accogliere le suggestioni e i contributi provenienti da diversi autori e discipline.
In questa prospettiva si colloca l’approfondimento della realtà della coscienza svolto da Bernard Lonergan (1904-1984), filosofo e teologo canadese, gesuita. Egli ha elaborato, nel corso degli anni, un pensiero molto articolato sulla vita coscienziale, in cui appare chiaro il legame con la dimensione della formazione. La coscienza è intrinsecamente segnata da un processo formativo, così come la formazione non si realizza pienamente se non attraverso una appropriazione operata dal soggetto del proprio dinamismo coscienziale. Inoltre l’approfondimento del pensiero coscienziale svela in Lonergan la presenza di elementi che concorrono a costituire una vera e propria ‘filosofia’ della formazione.
La formazione risulta essere, nella sua peculiarità, nella sua essenza, una risignificazione costitutiva del soggetto. Quest’ultima radicata nella dinamica coscienziale, si svolge in un contesto multifattoriale, è sostenuta dall’esigenza umana dell’autenticarsi, è mossa dalla spinta autotrascendente, è intralciata dalle deformazioni, è resa stabile dalle conversioni,
è attuata in modo completo attraverso l’autoappropriazione, è con-istituita e promossa dall’educazione.
L’opera di Lonergan offre, al pensiero pedagogico e filosofico,
una serie di sollecitazioni teoretiche e operative concernenti l’attenzione all’aspetto unitario e polimorfo del formarsi del soggetto, l’attenzione alla dimensione dell’interiorità come urgenza formativa del nostro tempo, l’attenzione alla necessità di una formazione centrata sull’appropriazione della vita coscienziale nel suo insieme.
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L' aporia del bene apparente
Le dimensioni cognitive delle virtù morali in Aristotele
di Marco D'Avenia
editore: Vita e pensiero
pagine: 372
Questo volume tratta in particolar modo del desiderio virtuoso e del ruolo positivo che le passioni e le emozioni svolgono nella visione aristotelica quando sono trasformate, a seguito di una scelta consapevole, nelle virtù del carattere, e quindi correlate da un lato con la sensibilità e l’immaginazione, dall’altro con l’intelletto e la ragion pratica. Si tratta pertanto di un’indagine che fa da complemento alla dottrina della prudenza dello Stagirita, ed esplicita quelle componenti fondamentali della «intelligenza emozionale», che portano Aristotele ad affermare, parafrasando Protagora, che l’uomo prudente e virtuoso è la misura adeguata del bene morale: in lui l’apparenza del bene coincide con la sua verità.
Scopo di tale lavoro rimane prima di tutto la formulazione della teoria dell’esperienza pratica di Aristotele e delle sue relazioni con l’intera epistemologia del filosofo; con l’intento anche di comprendere in controluce la fecondità di questo schema cognitivo nel pensiero successivo, da S. Tommaso a Kant, da Vico alla fenomenologia, fino alle più recenti correnti della psicologia cognitiva.
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Testimonia platonica
Le antiche testimonianze sulle dottrine non scritte di Platone
di Konrad Gaiser
editore: Vita e pensiero
pagine: 348
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La maniera mutata. Il «Dolce stil novo» tra scrittura e «Ars poetica»
di Carlo Paolazzi
editore: Vita e pensiero
pagine: 360
Il dibattito sul cosiddetto "dolce stil novo" è bloccato da tempo su due posizioni decisamente contrapposte: parte della critica assume quell'espressione come sigla storiografica, capace di definire in sintesi la poetica dei rimatori toscani che guardano al bolognese Guido Guinizzelli e si stringono attorno a Guido Cavalcanti e a Dante, mentre un'altra, crescente costellazione di studiosi tende a dissolvere 'scuola' e poetica del "dolce stil novo", restringendola al solo Dante e a momenti d'intesa con gli amici Cavalcanti e Cino da Pistoia. Attraverso un'indagine sistematica sui testi questo saggio è approdato alle seguenti conclusioni: fondatezza e legittimità del titolo di "padre" degli stilnovisti attribuito al Guinizzelli; radicamento profondo della teoria e della prassi del "dolce stil novo" nella teologia creaturale e nella dottrina biblica dell'ispirazione; utilizzo coerente e motivato dell'Ars poetica oraziana, con particolare riguardo al rapporto "moti dell'animo"- parola e parola-pubblico. Contro i tentativi di liquidazione, si conclude dunque per una sostanziale tenuta della sistemazione storiografica proposta da Dante per la poesia volgare del Duecento, dentro la quale il "dolce stil novo" si accampa come tentativo felice di accordare sentimenti e parola, tradizione e novità, messaggio biblico e definizione oraziana della poesia.
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