Un ventennio di incontri: Soissons, Sens, Cluny (1121-1141)
editore: Vita e pensiero
pagine: 212
Questo volume raccoglie i frutti di un lungo e intenso lavoro di ricerca e di riflessione attorno a una vicenda particolarmente densa di significato nella cultura medioevale: quel complesso di scontri e incontri teologici che ebbero rispettivamente in Pietro Abelardo e Bernardo di Chiaravalle le personalità simbolo, incarnazione di due diversissimi modi di intendere la filosofia e la teologia. Abelardo esponente di una linea di pensiero che privilegiava la logica e la dialettica, Bernardo maestro di una retorica imbevuta di Sacra Scrittura. Sullo sfondo sta la problematica dei differenti e talora contrastanti modi in cui la nuova cultura delle scuole e la tradizione monastica avevano riproposto il messaggio cristiano in forme di pensiero filosofiche e teologiche, in modelli di vita spirituale, in strutture scolastiche. Da un lato la teologia monastica, concreta e inserita nella realtà, mirava alla costruzione di un itinerario personale verso Dio fatto di preghiera e contemplazione; dall’altro la teologia scolastica ricercava, nel rigore astratto del sillogismo, risultati impersonali e universali, che potessero imporsi grazie alla ragione. Due atteggiamenti antitetici, a prima vista, oggetto di scontri accesi, ripensamenti, controversie e opposte valutazioni. O forse, come mette in luce l’acuta e paziente ricostruzione di Pietro Zerbi, semplicemente due voci, distinte ma complementari, dello stesso spirito alla ricerca di Dio, ciascuna con una propria validità e una propria funzione all’interno della Chiesa. Così, il conflitto che storicamente si produsse tra i due approcci di Bernardo e di Abelardo, nel momento culminante e cruciale del Concilio di Sens, avrebbe trovato soluzione e sintesi a Cluny, nella sapienza di Pietro il Venerabile, fondata sulla carità che tutto compone e di tutto sa cogliere l’autentico valore: dell’ascesa a Dio secondo la tradizione monastica, e del libero e audace sforzo del pensiero.