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Einaudi: Collezione di poesia

Le omissioni

di Fatica Ottavio

editore: Einaudi

pagine: 87

Omissioni come cose non dette o non fatte, come montaliane "occasioni" sprecate
10,00

Credere all'invisibile

di Cesare Viviani

editore: Einaudi

pagine: 97

Con questa sua nuova raccolta Cesare Viviani fa un passo ulteriore nel percorso di ascolto e di meditazione che caratterizza i suoi ultimi libri. La forma è più immediata. Sono poesie brevi, con una sola voce, affabile e colloquiale anche nel proporre temi elevati, come i limiti dell'umano, la pulsione all'autenticità, il confronto con l'angoscia della fine. L'"invisibile" di Viviani non è qualche cosa di trascendente, ma è ciò che, innervato nella concretezza della natura, resta indecifrabile, incomprensibile, irriconoscibile. E dunque credere, più che l'oggettivazione di una fede, è rispettare, accettare, affidarsi alla vita. In questi versi diretti e spesso sorprendenti per clausole inattese, la via maestra è l'umiltà: rinunciare alla presunzione umana significa trovare il giusto posto di se stessi e delle cose, e sapere che tutte le esperienze, anche quelle estreme, fanno parte di un ciclo e non hanno niente di eccezionale: sono natura. Sotterranea e parallela al discorso cosmico-esistenziale, scorre una riflessione poetica in cui il medesimo atteggiamento interiore vede con distacco ogni ironia narcisistica e abilità verbale: perché un animale nel suo habitat - dicono i versi di una poesia significativamente dedicata a Mario Luzi - è più vicino all'"invisibile" di qualsiasi ambiziosa invenzione letteraria.
11,00

Buio diurno. Testo russo a fronte

di Sergej Stratanovskij

editore: Einaudi

pagine: 246

Nei versi di Stratanovskij si coglie il senso di una solitudine cosmica di fronte a un Dio-Natura del tutto indifferente alle vicende umane, un pessimismo esistenziale venato di nichilismo, ma illuminato da improvvise epifanie mitologiche che irrompono nella vita quotidiana. Peraltro l'impasse teologico non sottrae l'uomo a un impegno etico forte e costante. E dunque la poesia di Stratanovskij è anche satira o disperata denuncia: contro la Russia post-comunista in mano ai nuovi ricchi e ai criminali, contro la perdita di identità di un grande paese, contro l'ideologia della guerra che permea la vita della maggior parte dei russi, unica e più deprecabile forma di tradizione che si è trasmessa attraverso tutte le trasformazioni sociali.
15,00

La terra più del paradiso

di Roberta Dapunt

editore: Einaudi

pagine: 490

I versi di Roberta Dapunt si snodano tra angoscia e armonia. Da un lato c'è un percorso tormentato attorno a inquietitudini religiose, preghiere che non placano, immagini di morte, dall'altro il senso di sacrale purezza che risiede nella terra, nei ritmi della natura, nella vita di montagna e nei suoi riti che legano insieme le persone, i loro gesti senza tempo, gli animali il silenzio. Ne risulta un passo irregolare, febbrile e pacato insieme: una sapienza zoppia che permette di attraversare una realtà multiforme senza schematizzarla in moduli precostituiti e automatici.
9,00

Le poesie

Testo tedesco a fronte

di Nietzsche Friedrich

editore: Einaudi

Nietzsche fu a lungo incerto fra la vocazione di filosofo e quella di poeta
15,50

Ottanta canzoni. Testo persiano a fronte

di Hafez

editore: Einaudi

pagine: 227

Hafez è, insieme a Omar Khayyâm, il poeta persiano più celebre, più amato e recitato: in Iran è ancor oggi molto popolare, tutti ne sanno recitare lunghi passi a memoria, e si dice che in ogni casa non devono mancare il suo "Canzoniere" e il "Corano". Poeta di un'epoca nella quale il persiano era la lingua franca dell'Asia: Iran, Afghanistan, India musulmana, Mongolia e Cina. Hafez è stato celebrato in Occidente per primo da Goethe, che si ispirò alla sua opera per la composizione del "Divan occidentale-orientale" (1819). Le traduzioni in Occidente da allora si sono moltiplicate. La raccolta completa della sua opera comprende cinquecento poemi (o "ghazal"), dei quali viene qui offerta una scelta. Nel cuore dei suoi versi convive l'amore carnale con quello ideale e mistico, l'amato e Dio si scambiano continuamente le parti. Scrisse: "Non morirà mai chi nel cuore non ha che amore".
15,50

Vuoti

di Harrison Tony

editore: Einaudi

pagine: 189

Una prima sezione dominata dalle poesie, crude e arrabbiate, contro la guerra in Iraq
14,50

Il tempo ormai breve

di Franco Marcoaldi

editore: Einaudi

pagine: 850

Al centro della nuova raccolta di Franco Marcoaldi non ci sono piú gli animali e il loro modo istintivo di capire l'universo. C'è il tempo, in tutte le sue sfaccettature: quello da vivere, sempre piú corto man mano che gli anni passano; quello delle discussioni dei filosofi, a partire da Agostino; quello frenetico dei commerci quotidiani, che non consente né pause di riflessione né quei vuoti, quelle assenze che permettono di cogliere il respiro pieno di ciò che sta intorno a noi e di cui facciamo parte.
10,00

Cento poesie d'amore a Ladyhawk

di Michele Mari

editore: Einaudi

pagine: 111

Colto e citazionistico, ma immediato alla lettura, autobiografico e "vero" nei contenuti. Romantico e sentimentale nella tonalità di fondo, ma attraversato da un'ironia che si incastona negli snodi strutturali del libro, oltre che nelle sue pieghe più visibili. Testimonianza di un'ossessione privata, ma anche lucida analisi dei mostri che possono dominare la mente dell'uomo.
12,00

Le ballate di Petrica Kerempuh

di Krleza Miroslav

editore: Einaudi

Scritte negli anni Trenta in un croato arcaico-contadino di reinvenzione letteraria, queste ballate offrono uno sguardo "dal b
15,00

La vita sopravissuta

di Crovi Raffaele

editore: Einaudi

pagine: 174

La vita sopravvissuta è una raccolta che ricostruisce un itinerario psicologico ed etico personale, ma anche un itinerario emb
13,00

Notizie dal diluvio-Sinfonietta-Lo splendido violino verde

di Angelo M. Ripellino

editore: Einaudi

pagine: 379

Con la pubblicazione di queste tre raccolte torna disponibile in libreria tutta la produzione poetica di Ripellino. Le tre grandi raccolte centrali uscirono tra il 1969 e il 1976 e fornivano nei modi compositivi del verso la versione più alta e condensata del coevo lavoro di saggista. Le poesie di Ripellino sono un marchingegno scoppiettante d'invenzioni; zeppe di fantasmagoria linguistica, accese da fantasie metaforiche, enumerazioni, invenzioni di alter ego, situazioni teatrali chiamate a dar segno della grande "buffoneria del dolore". Nella rosa dei temi, grande spazio (per dolenti ragioni biografiche) assume la malattia. Ma non minore rilievo ha il suo "risvolto sociale": quella malattia del mondo costituita da storture, ingiustizie e violenze che conculcano l'umanità e hanno sintesi e paradigma nella repressione sovietica a Praga.
18,00

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