Il Mulino: Intersezioni
Cavour e Bismarck. Due leader fra liberalismo e cesarismo
di Gian Enrico Rusconi
editore: Il Mulino
pagine: 212
Camillo Cavour e Otto Bismarck sono i costruttori degli Stati nazionali italiano e tedesco, e due grandi modelli di leadership
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Dieci pensieri sulla politica
di Roberto Esposito
editore: Il Mulino
pagine: 274
Politica, democrazia, responsabilità, sovranità, mito, opera, parola, male, occidente sono le voci attraverso le quali Esposito rilegge i problemi cruciali del nostro tempo alla luce di interrogativi posti, e mai definitivamente risolti, da un storia millenaria. Heidegger, Bataille, Canetti e Blanchot, Weber e Arendt, Barth e Bonhoeffer sono alcuni dei protagonisti con i quali l'autore intesse il suo dialogo alla ricerca di una ridefinizione dell'apparato categoriale della modernità che procede, controcorrente, dal semplice al complesso.
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Il paese più stupido del mondo
di Claudio Giunta
editore: Il Mulino
pagine: 174
Se parlate con un europeo che ha vissuto per vent'anni in Giappone vi dirà: "Vent'anni non sono sufficienti. Avevo le idee più chiare quando sono arrivato qua". Per capire un'altra cultura, un altro popolo, servono decenni, e non è detto che bastino. Ma quanti sono quelli che vivono per vent'anni in Giappone, o a Londra, o a New York, o a Sharm-el-Sheikh? Pochi. Molti di più sono quelli a cui capita di passarci una settimana, o un mese, o un semestre, o un anno: per una vacanza, o per studio o lavoro, o perché una moglie o un marito sono nati lì. Questa temporanea estraneità al luogo in cui ci troviamo, questo "passare per" un paese o una città che lasceremo presto, e che presto dimenticheremo, è uno dei tratti peculiari dell'esperienza moderna. Ecco perché la descrizione di questo genere di esperienza è interessante: perché questo spaesamento prima o poi riguarda tutti. "Il paese più stupido del mondo" è un saggio sul Giappone nel quale non si dice niente di profondo o di originale sul Giappone. Non è un saggio su un luogo ma sull'esperienza di un luogo. Il fatto che il luogo non sia Londra o New York o Sharm-el-Sheikh ma il Giappone (che naturalmente non è il paese più stupido del mondo) rende tutto più difficile, interessante e, inevitabilmente, superficiale. Ma la superficie conta.
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Ma cosa vuoi che sia una canzone. Mezzo secolo di italiano cantato
di Giuseppe Antonelli
editore: Il Mulino
pagine: 254
La storia siamo noi, le nostre canzoni stonate urlate al cielo lassù. C'è chi dice che nell'amor le parole non contano, conta la musica, ma proprio quando pensi che sian troppe le parole, ti accorgi che sono gocce di memoria: parole, parole, parole per questo amore fatto solo di poesia (la citazione è il sintomo d'amore al quale non sappiamo rinunciare). Questo libro riconsidera i testi delle mille canzoni italiane più vendute negli ultimi cinquant'anni, nell'intento di ricostruire - attraverso quelle parole - mezzo secolo di storia della nostra lingua. Mille testi spogliati della musica e fatti a brani; mille testi scrostati dalla vernice dello stile e della retorica e raccontati da un linguista appassionato di canzonette. Quelle delle canzoni, però, sono parole speciali: parole che restano così, nel cuore della gente. Sarà dunque il lettore a ridare a quei versi il ritmo e l'intonazione giusta, facendo di questo libro uno spartito da sfogliare, da leggere, da consultare, ma sempre canticchiando.
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Effetto Tenco. Genealogia della canzone d'autore
di Marco Santoro
editore: Il Mulino
pagine: 288
"Dal jazz delle cantine al rock 'n'roll degli sconclusionati festival giovanili, dalla scuola francese a quella genovese, fino
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Slow Food. Una storia tra politica e piacere
di Geoff Andrews
editore: Il Mulino
pagine: 222
Nato nelle Langhe, in un triangolo che tocca Bra, Alba e Barolo, quelle stesse Langhe dove nel 1986 morirono 19 persone per aver bevuto vino al metanolo, Slow Food conta oggi oltre 100.000 sostenitori in 132 paesi, con sedi sulle colline del Wisconsin o nel centro di Cleveland. Come ha fatto questo movimento sorto ai margini della sinistra italiana, tra l'Arci e «il Manifesto», allorché Carlo Petrini introduceva Valentino Parlato e Massimo Cacciari al culto dei vini piemontesi, mentre imperversavano «Milano da bere» e Reaganomics, a mettere radici in paesi con tradizioni e culture tante diverse come gli Stati Uniti, la Germania, la Romania post-comunista, il Messico? Come ha saputo suscitare l'interesse di ristoratori e intellettuali metropolitani, contadini e no-global, gastronomi autodidatti e chef professionisti, attirando contemporaneamente i consumatori edonisti del primo mondo e gli agricoltori diseredati del terzo? Le risposte stanno forse nella capacità di offrire - con il richiamo alla genuinità, ma anche al piacere del cibo - un'alternativa credibile alla globalizzazione della «fast life».
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Scientisti e antiscientisti. Perché scienza e società non si capiscono
di Massimiano Bucchi
editore: Il Mulino
pagine: 121
Che si parli di cellule staminali, di situazioni di fine vita o di Ogm, il dibattito pubblico è prigioniero di uno schema consolidato che vede contrapporsi i fautori di uno sviluppo illimitato della tecnoscienza e coloro che invocano degli argini all'invasione di campo della ricerca in ambiti tradizionalmente appannaggio di scelte e pratiche sociali, politiche o religiose. Paradossalmente i due fronti condividono una retorica della scienza, intesa come un blocco monolitico impermeabile a qualsiasi discorso che non sia quello della razionalità scientifica, quando in realtà i rapporti tra scienza e società sono molto più compromissori e frastagliati. Il cortocircuito tra dibattito specialistico e opinione pubblica, tra interessi economici, sensibilità sociali e priorità della ricerca erode i confini mentre entrambi i fronti sono attraversati da posizioni "contraddittorie": si può essere contro gli Ogm e a favore della ricerca sulle cellule staminali, negare il cambiamento climatico e sostenere l'energia nucleare o viceversa. È questo intreccio che alimenta l'antagonismo tra gli opposti scientismi in un illusorio gioco delle parti che impedisce di cogliere la vera natura delle sfide che si pongono oggi alla tecnoscienza e di valorizzarne il ruolo insostituibile.
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L'identità incompiuta. Paradossi dell'improvvisazione musicale
di Davide Sparti
editore: Il Mulino
pagine: 168
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Icone della fine. Immagini apocalittiche, filmografie, miti
di Andrea Tagliapietra
editore: Il Mulino
pagine: 218
Sull'idea della "fine" sembra che tutti i nostri pensieri debbano arenarsi in un groviglio di contraddizioni: che si tratti della fine individuale che chiamiamo morte, o di quella collettiva che nella tradizione occidentale è stata rappresentata in termini simbolici dall'Apocalisse, o secondo il paradigma della catastrofe. Su questo tema è cresciuta una vasta e lussureggiante foresta di immagini. Oggi, la crisi della modernità - il grande quadro che racchiude crisi di ordine ecologico, economico e politico ripropone prepotentemente il tema della fine. Ecco allora che le "icone della fine" elaborate nella tradizione occidentale rioccupano quegli spazi dell'immaginario che sempre più coincidono con i miti della cultura di massa, del cinema e delle narrazioni popolari. Da Titanic ad Apocalypse now, da The Day After al Conte Dracula e a Frankenstein, fino alla Mummia e ai più recenti ed esotici Zombie, un viaggio attraverso le immagini dell'apocalisse individuale e collettiva che da sempre popolano la mente umana.
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Dio e gli dei. Egitto, Israele e la nascita del monoteismo
di Jan Assmann
editore: Il Mulino
pagine: 213
Queste pagine ci offrono una ricostruzione culturale e semantica del monoteismo a partire dai suoi primissimi esordi nell'antico Egitto. Nel contesto di quel mondo politeista, l'affermarsi dell'idea di una Verità esclusiva rappresentò una novità radicale e rivoluzionaria, che andò a contrapporre Dio a tutto ciò che non è Dio, e la religione a tutte le altre forme di credenze, che presero a essere rifiutate in quanto superstizione, paganesimo o eresia. Tratto distintivo del monoteismo delle origini sottolinea l'autore - non è l'"unicità" di Dio, che è un concetto filosofico, ma la "differenza" di Dio rispetto a tutti gli altri dèi. Ricollegandosi a "Non avrai altro Dio", Assmann riprende qui il tema del monoteismo per chiarirne la vicenda storica.
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Lussuria. La passione della conoscenza
di Giulio Giorello
editore: Il Mulino
pagine: 190
"Solo per colpa di cristiani impostori la lussuria è stata classificata tra i crimini". Così si esprime Sade sul finire del Settecento, quando i "lumi" della Ragione stavano cedendo il posto alle "lanterne" del Terrore. Si potrà concordare o no con il Divin Marchese, ma la lussuria, più che un peccato, appare come una forza debordante della natura. La lussuria non è solo manifestazione di eros, creatività artistica, e magari piacere della scoperta scientifica. È anche e soprattutto una passione di conoscenza, nel senso più ampio della parola, che può costituire altresì il nucleo di una società aperta e libertaria, insofferente di qualsiasi costellazione di dogmi stabiliti. Così, nelle pagine dell'autore, complici della lussuria possono essere i personaggi più inaspettati: Dante, Boccaccio, Giordano Bruno, Picasso, Buñuel, Mozart. Ma l'indiscusso profeta della lussuria, resta sempre lui: Don Giovanni. Un viaggio attraverso la lussuria come potere, come piacere, come inganno e soprattutto come libertà.
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Il mito della cornice. Difesa della razionalità e della scienza
di Karl R. Popper
editore: Il Mulino
pagine: 276
Nel corso della lunga carriera di studioso, Popper ha prodotto alcuni dei più importanti contributi apparsi nel XX secolo sul tema della scienza e della razionalità. Questi temi costituiscono anche il filo conduttore di questo volume in cui si discute del ruolo della conoscenza scientifica nella civiltà occidentale, della responsabilità morale dello scienziato, di filosofia della storia, della scelta tra ragione e rivoluzione. I suoi bersagli intellettuali sono il positivismo, il materialismo, lo storicismo e il relativismo. Ad essi Popper oppone il suo razionalismo critico che considera la conoscenza scientifica come uno degli aspetti più creativi dell'attività umana e che, tuttavia, è soggetta a errori e suscettibile di revisione.
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