fbevnts Saggi - tutti i libri della collana Saggi, Il Mulino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 10
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Il Mulino: Saggi

Martiri che uccidono. Il terrorismo suicida nelle nuove guerre

di Domenico Tosini

editore: Il Mulino

pagine: 193

Le lamiere divelte degli autobus israeliani, l'ecatombe delle Torri gemelle, la metropolitana di Londra sventrata, il sangue nelle strade di Kabul e nei mercati di Baghdad. Chi sono i giovani che si immolano quasi ogni giorno in Afghanistan, in Iraq e in Pakistan, massacrando innumerevoli civili inermi, e che sognano di fare altrettanto nelle capitali dell'odiato Occidente? Cosa li induce a una scelta così cruenta, di cui saranno essi stessi le prime vittime? Chi li incoraggia? Quali sono i gruppi armati che li mandano in "missione"? Questo libro ricostruisce con cura origini e sviluppi del fenomeno, decifra le idee che fanno di un suicida assassino un eroe e un martire, mette in luce le condizioni politiche, economiche e culturali che agevolano i gruppi terroristici e favoriscono l'arruolamento dei kamikaze. Infine, spalanca la "scatola nera" delle esperienze, delle motivazioni e delle emozioni che spingono gli attentatori al tragico paradosso di annientare se stessi e altri innocenti in nome di valori religiosi e ideali di giustizia.
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Come Giuda. La gente comune e i giochi dell'economia all'inizio dell'epoca moderna

di Giacomo Todeschini

editore: Il Mulino

pagine: 311

Fin dai primordi dell'era cristiana l'aspetto più inquietante della figura di Giuda è l'inadeguatezza della sua scelta economi
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24,00 €

Capitalismo e finanza. Il futuro tra rischio e fiducia

di Francesco Vella

editore: Il Mulino

pagine: 144

Per comprendere pienamente la crisi finanziaria di fine decennio contano tanto le emozioni quanto i modelli matematici
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Il nano-mondo che verrà. Verso la società nanotecnologica

di Federico Neresini

editore: Il Mulino

pagine: 193

La convergenza tra nanotecnologie, biotecnologie, neuroscienze e informatica avrà un impatto rivoluzionario non solo sul nostro mondo, ma su noi stessi. Queste tecnologie, infatti, "hanno cominciato a fondersi con la nostra mente, i nostri ricordi, il nostro metabolismo, la nostra personalità, la nostra progenie e forse anche la nostra anima". Le nanotecnologie consentono di manipolare la materia "atomo per atomo": farlo con le mani sarebbe come afferrare una capocchia di spillo con una gru larga un chilometro. Eppure oggi è possibile. Delle ricadute si parla con un linguaggio che pare quello di "Star Trek"; elettronica molecolare e computer quantistici, celle solari superefficienti e biosensori, uomini potenziati sull'esempio di Oscar Pistorius. E non è lontano il giorno dei nano-farmaci e del nano-dosaggio, né quello in cui ci saranno iniettati nano-robot capaci di "riparare" le cellule difettose o sostituirle una per una. Il "viaggio allucinante" raccontato da un vecchio film è già quasi realtà.
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Diritti e civiltà. Storia e filosofia del diritto internazionale

di Gustavo Gozzi

editore: Il Mulino

pagine: 396

Il volume mette in luce, nell'ambito della storia del diritto internazionale, le origini del progetto coloniale dell'Occidente e i suoi tentativi di civilizzare il mondo extra-europeo. In una ricostruzione che va dalla prima metà del Cinquecento all'epoca contemporanea, vengono illustrate le ideologie che hanno giustificato le conquiste coloniali, legittimando l'idea della "superiorità" dei paesi occidentali: dapprima la superiorità dei popoli cristiani (sec. XVI), poi dei popoli "civili" (see. XIX), poi dei popoli "sviluppati" (sec. XX) e ora dei popoli democratici e della loro dottrina dei diritti. L'autore mette in discussione il presunto universalismo della concezione occidentale dei diritti umani e del diritto internazionale, sottolineando le analoghe pretese universalistiche del mondo musulmano e sostenendo conseguentemente la necessità di una visione relativistica e l'importanza di assumere una prospettiva "inter-civiltà" contro ogni ipotesi di scontro di civiltà.
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30,00 €

L'Italia, nonostante tutto

di Edmondo Berselli

editore: Il Mulino

pagine: 224

Con il susseguirsi dei fatti e dei misfatti della politica, appare sempre più difficile comprendere le possibili vie d'uscita dall'impasse italiana. In molti si diffonde un senso di malcelata rassegnazione per un Paese bloccato, anzi in arretramento, mentre nel contempo aumentano le occasioni per l'autocommiserazione, l'astio reciproco e una rissosa indisponibilità al confronto. Affidandosi alle analisi penetranti che Edmondo Berselli è venuto via via pubblicando sul "Mulino", questo volume propone una breve storia dell'Italia repubblicana da Tangentopoli al crepuscolo del berlusconismo, e ricostruisce le vicende portanti della crisi del Paese. Senza sconti per nessuno, ma anche senza rassegnazione. Nella certezza che l'Italia sia molto meglio di come viene rappresentata. Alla fine e nonostante tutto.
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15,00 €

Famiglie comuniste. Ideologie e vita quotidiana nell'Italia degli anni Cinquanta

di Maria Casalini

editore: Il Mulino

pagine: 333

Nel dopoguerra italiano, cattolici e comunisti avevano quanto meno un'idea in comune sulla famiglia: che essa fosse la cellula
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26,00 €

Storia linguistica dell'Italia disunita

di Pietro Trifone

editore: Il Mulino

pagine: 205

Un ritratto ironico e leggero della grammatica e del vocabolario della disunione italiana, a cominciare dalle aggressive formule usate da italiani contro altri italiani. Che non risparmiano neppure il nome del paese, apertamente deriso attraverso parole come "Italietta", "italioti", "italico", "italiesco" o locuzioni come "Italia alle vongole" e "all'italiana". Di questi e di tanti altri stereotipi negativi (da "terrone2 a "polentone", da "sudici" a "lumbard", da "beduino" nel senso di 'meridionale' a "baluba" nel senso di 'settentrionale') è ricostruita una storia divertente oltre che istruttiva. Il libro discute anche della faziosità attribuita a Dante; confronta i problemi linguistici della giovane Italia unita del 1861 con quelli di oggi, spiegando perché gli italiani non capiscono le parole dell'inno nazionale; descrive Roma come capitale "alla matriciana", anzi come "capoccia"; tratteggia le diverse immagini del paese che emergono dai neologismi di origine dialettale.
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Veleno. Credenze, crimini, saperi nell'Italia moderna

di Alessandro Pastore

editore: Il Mulino

pagine: 254

Secondo il giudizio comune l'Italia del Rinascimento è un paese di intrighi, complotti e violenze; le sue piccole corti turbolente dove fioriscono le arti, scrisse nell'Ottocento il grande storico Burckhardt, sono abitate da uomini "nei quali la scelleratezza è portata al colmo, e che commettono il delitto per il delitto". L'Italia del Rinascimento è l'Italia dei Borgia "spietati e scellerati", il paese del pugnale e del veleno. Del veleno, soprattutto. Esperto ad un tempo di storia della giustizia e storia della medicina, Pastore nel suo nuovo libro pone dunque sotto la lente questo tema molto italiano, studiandolo nei più diversi aspetti. In primo luogo mette in luce come si sia venuta creando nel corso del tempo questa immagine dell'Italia come terra di avvelenatori poi, uscendo dal mondo delle corti e degli intrighi politici, studia come il delitto di veneficio sia trattato dai giuristi, ne riscontra casi concreti nelle carte dei tribunali, illustra le posizioni e le ricerche della medicina sia sull'identificazione dei veleni sia sulla preparazione degli antidoti.
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La governance tra politica e diritto

di Maria Rosaria Ferrarese

editore: Il Mulino

pagine: 218

La governance indica un metodo di governo aperto ad un numero e tipologia di attori molto più estesi di quelli della democrazia rappresentativa: non solo stati e pubblici poteri, ma anche organizzazioni internazionali, corti, gruppi di esperti, associazioni professionali, parti sociali, società civile, imprese, Ong. È la risposta nei fatti alla crisi del modello taylor-fordista delle imprese capitalistiche e del modello burocratico delle amministrazioni pubbliche,che ha rivelato quanto la risoluzione dei problemi collettivi attraverso strutture verticali di autorità fosse ormai un meccanismo inefficace e inefficiente. Il nuovo modello di governo rischia ora di soppiantare completamente tutto l'armamentario teorico-concettuale che fa capo alla democrazia rappresentativa: la legge della maggioranza, la divisione dei poteri, la preminenza del legislativo sul giudiziario, il rigore delle procedure, la certezza del diritto. Politica e diritto si trovano a vivere una nuova stagione, fatta di ridefinizioni, di logiche della deroga e di obiettivi da raggiungere, di soluzioni pattizie, approdando verso norme e regole che implicano obblighi o impegni ma non li accompagnano con sanzioni e mirano al raggiungimento di effetti pratici.
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18,00 €

La ragione e la passione. Le forme della politica nell'Europa contemporanea

di Paolo Pombeni

editore: Il Mulino

pagine: 715

Paolo Pombeni, uno dei massimi e più accreditati studiosi di storia politica oggi in Italia, in questo volume ha inteso sintetizzare il suo ormai lungo lavoro di ricerca centrato sull'evoluzione della politica nell'Ottocento e nel Novecento in Italia e in Europa. Diviso in tre parti, il volume studia dapprima il sistema costituzionale europeo dell'Ottocento, con l'emersione di quell'istituto fondamentale della politica moderna che è il partito; la seconda parte mette a fuoco il caso italiano, analizzandone (sempre nel quadro dei paralleli sviluppi europei) le fasi essenziali: l'impianto, il consolidamento e la crisi del costituzionalismo liberale fra l'Unità e il fascismo, la fase della dittatura mussoliniana, e il nuovo costituzionalismo affermatosi con la ricostruzione. La terza parte infine si misura con alcuni nodi emersi con la crisi contemporanea della politica: il rapporto fra autorità politica e autorità sociale, il populismo, la questione del leader carismatico e la più generale questione della leadership politica.
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Open Access. Conoscenza aperta e società dell'informazione

di Luciano Paccagnella

editore: Il Mulino

pagine: 199

Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello "aperto", che ha le sue radici nell'affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell'Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello "chiuso" si è invece affermato negli ultimi tre decenni con l'industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l'estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Tra questi due modelli sta a noi scegliere. Anche orfani, almeno dopo Kuhn, di una visione finalistica del sapere umano, rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future. Incentivare la cooperazione, lo scambio, l'imitazione creativa è cosa assai diversa dall'erigere barriere tecnologiche e legali attorno a forme di conoscenza pronte per l'uso, corredate da rassicuranti certificati di affidabilità rilasciati da autorità impersonali e remote.
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