Il Mulino: Saggi
Cinquecento italiano. Religione, cultura e potere dal Rinascimento alla Controriforma
di Gigliola Fragnito
editore: Il Mulino
pagine: 453
Il tormentato passaggio dal Rinascimento alla Controriforma avrebbe condizionato, oltre alla vita degli individui, anche gli assetti politici, la società e la cultura della penisola, contribuendo nel lungo periodo a costruire, nel bene e nel male, la nostra fisionomia identitaria. Le trasformazioni epocali del Cinquecento italiano sono il filo conduttore delle indagini storiche di Gigliola Fragnito, che il volume ricapitola mettendone in risalto al tempo stesso la ricchezza e la lunga coerenza. Organizzato secondo i temi forti delle istituzioni ecclesiastiche, delle corti cardinalizie romane, del dissenso religioso, del rapporto fra i letterati e la Chiesa e da ultimo della censura, "Cinquecento italiano" offre così, in un percorso fra religione, cultura e potere, un'illuminante e originale lettura di quell'evoluzione del cattolicesimo romano e della sua presa sulla società che impronta di sé l'ingresso dell'Italia nell'età moderna.
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Martiri che uccidono. Il terrorismo suicida nelle nuove guerre
di Domenico Tosini
editore: Il Mulino
pagine: 193
Le lamiere divelte degli autobus israeliani, l'ecatombe delle Torri gemelle, la metropolitana di Londra sventrata, il sangue nelle strade di Kabul e nei mercati di Baghdad. Chi sono i giovani che si immolano quasi ogni giorno in Afghanistan, in Iraq e in Pakistan, massacrando innumerevoli civili inermi, e che sognano di fare altrettanto nelle capitali dell'odiato Occidente? Cosa li induce a una scelta così cruenta, di cui saranno essi stessi le prime vittime? Chi li incoraggia? Quali sono i gruppi armati che li mandano in "missione"? Questo libro ricostruisce con cura origini e sviluppi del fenomeno, decifra le idee che fanno di un suicida assassino un eroe e un martire, mette in luce le condizioni politiche, economiche e culturali che agevolano i gruppi terroristici e favoriscono l'arruolamento dei kamikaze. Infine, spalanca la "scatola nera" delle esperienze, delle motivazioni e delle emozioni che spingono gli attentatori al tragico paradosso di annientare se stessi e altri innocenti in nome di valori religiosi e ideali di giustizia.
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Come Giuda. La gente comune e i giochi dell'economia all'inizio dell'età moderna
di Giacomo Todeschini
editore: Il Mulino
pagine: 311
Fin dai primordi dell'era cristiana l'aspetto più inquietante della figura di Giuda è l'inadeguatezza della sua scelta economica, più ancora del suo tradimento: che tipo d'uomo era colui che aveva potuto scambiare l'infinito valore del Cristo per la misera somma di trenta denari? Giuda diventa così il prototipo negativo di chi non sa riconoscere il vero valore delle cose, e, a poco a poco, di chi non riesce a comprendere le regole del mercato e dell'economia che si vennero definendo tra medioevo ed età moderna. Di contro, la figura della Maddalena, che "sperpera" un prezioso unguento per ungere il capo del Signore, diventa emblematica dell'agire economico lungimirante e corretto, del sapere distinguere fra il gretto calcolo privato e l'uso sociale della ricchezza. Le conseguenze di questa contrapposizione si riflettono nel codice di esclusione sociale che caratterizza la modernizzazione economica europea e alimenta lo stigma della gente comune di cui Giuda rappresenta la maschera.
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Capitalismo e finanza. Il futuro tra rischio e fiducia
di Francesco Vella
editore: Il Mulino
pagine: 144
Per comprendere pienamente la crisi finanziaria di fine decennio contano tanto le emozioni quanto i modelli matematici
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Il nano-mondo che verrà. Verso la società nanotecnologica
di Federico Neresini
editore: Il Mulino
pagine: 193
La convergenza tra nanotecnologie, biotecnologie, neuroscienze e informatica avrà un impatto rivoluzionario non solo sul nostro mondo, ma su noi stessi. Queste tecnologie, infatti, "hanno cominciato a fondersi con la nostra mente, i nostri ricordi, il nostro metabolismo, la nostra personalità, la nostra progenie e forse anche la nostra anima". Le nanotecnologie consentono di manipolare la materia "atomo per atomo": farlo con le mani sarebbe come afferrare una capocchia di spillo con una gru larga un chilometro. Eppure oggi è possibile. Delle ricadute si parla con un linguaggio che pare quello di "Star Trek"; elettronica molecolare e computer quantistici, celle solari superefficienti e biosensori, uomini potenziati sull'esempio di Oscar Pistorius. E non è lontano il giorno dei nano-farmaci e del nano-dosaggio, né quello in cui ci saranno iniettati nano-robot capaci di "riparare" le cellule difettose o sostituirle una per una. Il "viaggio allucinante" raccontato da un vecchio film è già quasi realtà.
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Primi fra pari. Egemonia, guerra e ordine internazionale
di Marco Clementi
editore: Il Mulino
pagine: 358
Quello internazionale è un sistema politico particolare: l'assenza di un governo mondiale comporta una situazione di sostanziale anarchia, in cui contano i puri rapporti di forza. Una costante minaccia per i più deboli, esposti al potere dei più forti e privi di metodi efficaci e permanenti per limitarlo. In questo contesto, qual è il ruolo dell'egemonia? Diversa dalle altre forme di concentrazione del potere internazionale, l'impero e il dominio, essa esaspera l'anarchia o facilita la coesistenza? In questa originale disamina di un problema antico - stabilire se l'ordine internazionale può reggersi esclusivamente sulla paura e la minaccia - si sostiene che l'egemonia è in grado di svolgere alcune funzioni che all'interno degli stati sono affidate al governo. Una tesi messa alla prova su quattro casi di straordinario interesse: l'Italia del '400, il sistema degli stati europei tra '700 e '800, la Guerra fredda, il sistema globale contemporaneo dopo il 1989.
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Diritti e civiltà. Storia e filosofia del diritto internazionale
di Gustavo Gozzi
editore: Il Mulino
pagine: 396
Il volume mette in luce, nell'ambito della storia del diritto internazionale, le origini del progetto coloniale dell'Occidente e i suoi tentativi di civilizzare il mondo extra-europeo. In una ricostruzione che va dalla prima metà del Cinquecento all'epoca contemporanea, vengono illustrate le ideologie che hanno giustificato le conquiste coloniali, legittimando l'idea della "superiorità" dei paesi occidentali: dapprima la superiorità dei popoli cristiani (sec. XVI), poi dei popoli "civili" (see. XIX), poi dei popoli "sviluppati" (sec. XX) e ora dei popoli democratici e della loro dottrina dei diritti. L'autore mette in discussione il presunto universalismo della concezione occidentale dei diritti umani e del diritto internazionale, sottolineando le analoghe pretese universalistiche del mondo musulmano e sostenendo conseguentemente la necessità di una visione relativistica e l'importanza di assumere una prospettiva "inter-civiltà" contro ogni ipotesi di scontro di civiltà.
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L'Italia, nonostante tutto
di Edmondo Berselli
editore: Il Mulino
pagine: 224
Con il susseguirsi dei fatti e dei misfatti della politica, appare sempre più difficile comprendere le possibili vie d'uscita dall'impasse italiana. In molti si diffonde un senso di malcelata rassegnazione per un Paese bloccato, anzi in arretramento, mentre nel contempo aumentano le occasioni per l'autocommiserazione, l'astio reciproco e una rissosa indisponibilità al confronto. Affidandosi alle analisi penetranti che Edmondo Berselli è venuto via via pubblicando sul "Mulino", questo volume propone una breve storia dell'Italia repubblicana da Tangentopoli al crepuscolo del berlusconismo, e ricostruisce le vicende portanti della crisi del Paese. Senza sconti per nessuno, ma anche senza rassegnazione. Nella certezza che l'Italia sia molto meglio di come viene rappresentata. Alla fine e nonostante tutto.
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Storia linguistica dell'Italia disunita
di Pietro Trifone
editore: Il Mulino
pagine: 205
Un ritratto ironico e leggero della grammatica e del vocabolario della disunione italiana, a cominciare dalle aggressive formule usate da italiani contro altri italiani. Che non risparmiano neppure il nome del paese, apertamente deriso attraverso parole come "Italietta", "italioti", "italico", "italiesco" o locuzioni come "Italia alle vongole" e "all'italiana". Di questi e di tanti altri stereotipi negativi (da "terrone2 a "polentone", da "sudici" a "lumbard", da "beduino" nel senso di 'meridionale' a "baluba" nel senso di 'settentrionale') è ricostruita una storia divertente oltre che istruttiva. Il libro discute anche della faziosità attribuita a Dante; confronta i problemi linguistici della giovane Italia unita del 1861 con quelli di oggi, spiegando perché gli italiani non capiscono le parole dell'inno nazionale; descrive Roma come capitale "alla matriciana", anzi come "capoccia"; tratteggia le diverse immagini del paese che emergono dai neologismi di origine dialettale.
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Veleno. Credenze, crimini, saperi nell'Italia moderna
di Alessandro Pastore
editore: Il Mulino
pagine: 254
Secondo il giudizio comune l'Italia del Rinascimento è un paese di intrighi, complotti e violenze; le sue piccole corti turbolente dove fioriscono le arti, scrisse nell'Ottocento il grande storico Burckhardt, sono abitate da uomini "nei quali la scelleratezza è portata al colmo, e che commettono il delitto per il delitto". L'Italia del Rinascimento è l'Italia dei Borgia "spietati e scellerati", il paese del pugnale e del veleno. Del veleno, soprattutto. Esperto ad un tempo di storia della giustizia e storia della medicina, Pastore nel suo nuovo libro pone dunque sotto la lente questo tema molto italiano, studiandolo nei più diversi aspetti. In primo luogo mette in luce come si sia venuta creando nel corso del tempo questa immagine dell'Italia come terra di avvelenatori poi, uscendo dal mondo delle corti e degli intrighi politici, studia come il delitto di veneficio sia trattato dai giuristi, ne riscontra casi concreti nelle carte dei tribunali, illustra le posizioni e le ricerche della medicina sia sull'identificazione dei veleni sia sulla preparazione degli antidoti.
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La governance tra politica e diritto
di Maria Rosaria Ferrarese
editore: Il Mulino
pagine: 218
La governance indica un metodo di governo aperto ad un numero e tipologia di attori molto più estesi di quelli della democrazia rappresentativa: non solo stati e pubblici poteri, ma anche organizzazioni internazionali, corti, gruppi di esperti, associazioni professionali, parti sociali, società civile, imprese, Ong. È la risposta nei fatti alla crisi del modello taylor-fordista delle imprese capitalistiche e del modello burocratico delle amministrazioni pubbliche,che ha rivelato quanto la risoluzione dei problemi collettivi attraverso strutture verticali di autorità fosse ormai un meccanismo inefficace e inefficiente. Il nuovo modello di governo rischia ora di soppiantare completamente tutto l'armamentario teorico-concettuale che fa capo alla democrazia rappresentativa: la legge della maggioranza, la divisione dei poteri, la preminenza del legislativo sul giudiziario, il rigore delle procedure, la certezza del diritto. Politica e diritto si trovano a vivere una nuova stagione, fatta di ridefinizioni, di logiche della deroga e di obiettivi da raggiungere, di soluzioni pattizie, approdando verso norme e regole che implicano obblighi o impegni ma non li accompagnano con sanzioni e mirano al raggiungimento di effetti pratici.
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La ragione e la passione. Le forme della politica nell'Europa contemporanea
di Paolo Pombeni
editore: Il Mulino
pagine: 715
Paolo Pombeni, uno dei massimi e più accreditati studiosi di storia politica oggi in Italia, in questo volume ha inteso sintetizzare il suo ormai lungo lavoro di ricerca centrato sull'evoluzione della politica nell'Ottocento e nel Novecento in Italia e in Europa. Diviso in tre parti, il volume studia dapprima il sistema costituzionale europeo dell'Ottocento, con l'emersione di quell'istituto fondamentale della politica moderna che è il partito; la seconda parte mette a fuoco il caso italiano, analizzandone (sempre nel quadro dei paralleli sviluppi europei) le fasi essenziali: l'impianto, il consolidamento e la crisi del costituzionalismo liberale fra l'Unità e il fascismo, la fase della dittatura mussoliniana, e il nuovo costituzionalismo affermatosi con la ricostruzione. La terza parte infine si misura con alcuni nodi emersi con la crisi contemporanea della politica: il rapporto fra autorità politica e autorità sociale, il populismo, la questione del leader carismatico e la più generale questione della leadership politica.
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