fbevnts Saggi - tutti i libri della collana Saggi, Il Mulino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 11
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Il Mulino: Saggi

Open Access. Conoscenza aperta e società dell'informazione

di Luciano Paccagnella

editore: Il Mulino

pagine: 199

Nella nostra società si confrontano due modelli di conoscenza. Quello "aperto", che ha le sue radici nell'affrancamento della scienza moderna dalla magia e dalla religione, trova oggi espressione nel successo di Internet e nella proposta del software libero e open source, ma anche in diverse altre esperienze: il rifiuto dell'Unione Europea di brevettare il software (come invece accade negli Stati Uniti), la legge italiana sui farmaci generici, la scelta di rendere pubblici i risultati della ricerca sul genoma umano. Il modello "chiuso" si è invece affermato negli ultimi tre decenni con l'industria del software, la privatizzazione della ricerca scientifica, l'estensione della proprietà intellettuale e in generale una visione della conoscenza come prodotto industriale. Tra questi due modelli sta a noi scegliere. Anche orfani, almeno dopo Kuhn, di una visione finalistica del sapere umano, rimaniamo infatti responsabili delle conseguenze che le nostre opzioni educative, morali e politiche avranno sulle generazioni future. Incentivare la cooperazione, lo scambio, l'imitazione creativa è cosa assai diversa dall'erigere barriere tecnologiche e legali attorno a forme di conoscenza pronte per l'uso, corredate da rassicuranti certificati di affidabilità rilasciati da autorità impersonali e remote.
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16,00 15,20

La Chiesa, il segreto, l'obbedienza

di Jacques Chiffoleau

editore: Il Mulino

pagine: 185

Il volume analizza la separazione del "foro interno", cioè il foro della coscienza, dal "foro esterno" cioè il foro giudiziario a partire dai secoli XII-XIII. Secondo l'adagio ben conosciuto dai canonisti medievali "La Chiesa non giudica le cose occulte", il campo d'azione lasciato al giudice era limitato e in seno a ogni individuo era riconosciuta, dalla stessa istituzione ecclesiastica - distinguendo tra "secretum", un sapere umano dissimulato, e "occultum", prodotto di forze sovraumane - una zona di esenzione completa, sottoposta solo allo sguardo di Dio. Il concilio Lateranense IV del 1215 tuttavia impose la confessione auricolare e con essa l'obbligo di rivelare anche gli "occulta cordis" da cui dipendeva la salvezza eterna, una misura che aprì la strada all'Inquisizione e alla sua volontà di ricercare anche i peccati di pensiero nascosti. Tale pratica giudiziaria comportò un'esigenza di trasparenza assoluta e una pubblicità della coscienza da cui si è sviluppata una casistica assai complessa che testimonia delle tensioni relative all'autonomia dell'individuo e alla faticosa e contrastata costruzione del soggetto a fronte del potere inquisitorio.
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18,00 17,10

America religiosa, Europa laica? Perché il secolarismo europeo è un'eccezione

editore: Il Mulino

pagine: 215

Secondo una prospettiva assai diffusa e radicata, la secolarizzazione sarebbe un portato inevitabile della modernità. Da questo punto di vista l'America, società moderna per definizione eppure profondamente religiosa, sarebbe un'eccezione tutta da spiegare. Questo libro rovescia completamente la prospettiva: è l'Europa l'eccezione rispetto al resto del mondo, che assiste oggi a una grande fioritura di movimenti religiosi cosiddetti "emozionali". Quello che va spiegato, dunque, è il radicale secolarismo delle società europee. Perché su questa sponda dell'Atlantico siamo convinti che per essere moderni occorra essere secolarizzati? La risposta non chiama in causa soltanto le coscienze, ma anche e soprattutto ragioni storico-istituzionali. Di qui un possibile insegnamento, che cozza contro il senso comune europeo: se vogliamo integrare le religioni nella società, meglio offrire loro accesso alla sfera pubblica. Per tale compito il nostro continente, con una storia improntata alla difesa "dalle" religioni, è meno attrezzato dell'America, la cui vicenda è ispirata alla difesa "delle" religioni.
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18,50 17,58

Confini e identità. La costruzione sociale dei diritti umani

di Willem Doise

editore: Il Mulino

pagine: 180

Ricerca, studio e vita si fondono in questo volume in cui Willem Doise ripercorre oltre mezzo secolo di psicologia sociale con uno sguardo biografico. I temi portanti di una intera vita di studioso - a partire dalle relazioni tra autoritarismo, dogmatismo e atteggiamento verso l'unificazione europea dei primi anni della carriera accademica fino ad arrivare agli ultimi studi su come ci rappresentiamo i diritti umani - vengono proposti dall'autore secondo una prospettiva del tutto unica: radicata nella società e al tempo stesso individuale. Ne risulta un'opera intima e originale dove vita e ricerca si fondono nel dare conto dei meccanismi e dei principi con cui l'uomo definisce se stesso, i propri confini sociali e costruisce i principi alla base della difesa della propria umanità.
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19,00 18,05

Ombre e figure. Longhi, Arcangeli e la critica d'arte

di Ezio Raimondi

editore: Il Mulino

pagine: 126

C'è un territorio misteriosamente comune che avvicina la critica d'arte allo studio della letteratura, una regione di confine che è da sempre al centro delle riflessioni di Ezio Raimondi. Come testimoniano gli scritti qui raccolti, il dialogo fra questi due universi è radicato nel profondo della storia intellettuale del grande italianista bolognese, fin da quando, studente universitario appena ventenne, ebbe l'incontro folgorante con un maestro della storia dell'arte come Roberto Longhi. E il dialogo continua poi con gli eredi bolognesi del magistero longhiano, a cominciare da Francesco Arcangeli e dalla sua intelligenza appassionata della modernità. Mai a proprio agio fra le formule interpretative correnti, di Longhi e della sua scuola Raimondi propone una lettura in più sensi sorprendente, che avvalora in primo luogo la passione conoscitiva di un'indagine delle forme come segni dell'umano, sempre animata da un rapporto diretto e vivo con le inquietudini del presente. In questa luce, alla fine, anche per il critico letterario l'esperienza delle figure e dei colori conduce veramente, come voleva lo stesso Longhi, a "far ribattere il proprio polso" al ritmo molteplice di quello dei secoli e delle culture.
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13,00 12,35

Il diritto della paura. Oltre il principio di precauzione

di Cass R. Sunstein

editore: Il Mulino

pagine: 280

A fronte del crescente clima di paura e delle sempre più frequenti domande sociali di protezione, i governi dei paesi occidentali e la legislazione comunitaria fanno ricorso nelle loro normazioni al cosiddetto principio di precauzione, inteso come un insieme di misure cautelative verso pericoli e rischi potenziali. Se, inizialmente, il principio era la corretta espressione dello stato di protezione delle democrazie avanzate, in tempi recenti tende ad essere invocato anche in assenza di evidenze empiriche di pericolosità, o nell'indifferenza degli effetti secondari magari più perniciosi, o delle violazioni ai principi democratici per perseguire scopi politici altri. I governi tendono infatti ad ingigantire smodatamente certuni rischi per assecondare determinate lobbies (come nel caso della Sars) o peggio ancora creano allarme sociale per incassare consenso su politiche altrimenti non condivise (come la guerra in Iraq).
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28,00 26,60

Famiglie comuniste. Ideologie e vita quotidiana nell'Italia degli anni '50

di Maria Casalini

editore: Il Mulino

pagine: 333

Nel dopoguerra italiano, cattolici e comunisti avevano quanto meno un'idea in comune sulla famiglia: che essa fosse la cellula prima della società, da fare oggetto della più grande attenzione. Basato sulla lettura e l'analisi di una quantità sterminata e non di rado divertente di testimonianze, memorie, pubblicistica dell'epoca, questo saggio racconta la posizione elaborata dal Pci sulla famiglia e la situazione concretamente vissuta dai militanti. Trasformatosi alla fine della guerra da partito di rivoluzionari di professione in partito di massa, il Pci abbracciò un modello di famiglia e una morale del tutto tradizionali. Al tempo stesso però la supremazia dell'identità politica poneva limiti precisi al privato: la famiglia veniva dopo il partito. Nel corso del decennio tuttavia, come l'autrice mostra rileggendo in particolare il settimanale dell'Udi "Noi donne", emerge un intenso dibattito soprattutto in merito alla posizione della donna (sul divorzio, il controllo delle nascite, il lavoro femminile) che in parte prepara la strada a quella critica della famiglia che segnerà il Sessantotto.
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26,00 24,70

Adultèri, delitti e filologia. Il caso della baronessa di Carini

di Alberto Varvaro

editore: Il Mulino

pagine: 160

Una storia di amore e morte si consuma nel 1563 in un paese vicino a Palermo: è il famoso caso della baronessa di Carini, narrato in un poemetto di tradizione popolare ma apparso a stampa solo alla fine dell'Ottocento, e molte volte ripreso, fino a Pasolini. La giovanissima baronessa cede al suo corteggiatore, è sorpresa e uccisa dal padre per lavare l'onore della famiglia. Solo dopo una durissima penitenza egli riuscirà ad ottenere il perdono divino. Così la poesia. La realtà risulta completamente diversa. Tutt'altro che irreprensibile, la baronessa aveva diversi figli, anche dall'amante. Il marito e il padre di lei facevano finta di non notare la tresca, di cui invece sapevano tutto. Il delitto fu premeditato e forse, più che di onore, fu questione di non pagare i debiti contratti con l'amante. Queste pagine ci restituiscono la vera storia del dramma di Carini, mostrando come il testo del 1870 e le riprese successive non siano altro che un falso, un'operazione di ricucitura di testi orali, a cui pure va riconosciuta una grande forza narrativa.
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16,00 15,20

Le città nell'economia globale

di Saskia Sassen

editore: Il Mulino

pagine: 286

La globalizzazione dell'economia, accompagnata dall'emergere di una cultura a sua volta globale, ha profondamente alterato il tessuto sociale, economico e politico degli stati-nazione, di vaste aree transnazionali e, non da ultimo, delle città. Nel volume vengono proposti nuovi strumenti concettuali e nuove strategie di ricerca per studiare le città come luoghi di intersezione tra globale e locale. È ormai evidente che numerose metropoli mondiali si sono sviluppate all'interno di mercati transnazionali e hanno ormai più caratteri in comune tra loro che con i rispettivi contesti regionali o nazionali.
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30,00 28,50

Avventure e disavventure della filosofia. Saggi sul pensiero italiano del Novecento

di Pietro Rossi

editore: Il Mulino

pagine: 378

Nella seconda metà del Novecento, tramontata l'egemonia idealistica, la filosofia italiana si è aperta a indirizzi di pensiero prima ignorati o poco conosciuti, importando nuove prospettive e cercando di adattarle all'ambiente culturale del nostro paese. Ciò è avvenuto per la fenomenologia e l'esistenzialismo, e più tardi per il marxismo, in misura minore per il neopositivismo e la filosofia della scienza. Il panorama filosofico italiano degli ultimi decenni appare così contraddistinto da una serie di "avventure" dagli esiti alterni, che in questo volume l'autore ripercorre offrendo valutazioni talvolta impietose. Alla breve stagione del "nuovo illuminismo", che ebbe come protagonisti Abbagnano, Bobbio, Geymonat, Preti e altri, ha fatto seguito una stagione più lunga in cui il confronto tra le posizioni teoriche si è trasformato in scontro ideologico, e poi ancora nelle diverse prospettive del periodo postmoderno, che dall'avversione al sapere scientifico pervengono a un comune esito profetizzante.
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29,00 27,55

La pena di morte. Le contraddizioni del sistema penale americano

di Franklin E. Zimring

editore: Il Mulino

pagine: 367

Dal 1976 più di mille persone sono state giustiziate negli Stati Uniti e più di tremila attendono l'esecuzione nei bracci della morte. Come possono convivere, se non schizofrenicamente, la cultura ipergarantista del giusto processo e quella della pena capitale? In questo volume Zimring, uno dei più noti penalisti americani, indaga sulle radici storiche e culturali di uno degli aspetti più inquietanti del sistema penale americano. Da un'ampia e appassionata ricerca condotta sul campo emerge come, a partire dagli ultimi 20 anni, la pena di morte non sarebbe più vissuta e percepita come un legittimo atto punitivo dello Stato, bensì come un servizio a conforto delle vittime del reato. Non a caso essa è più reclamata e praticata proprio negli stati americani del sud dove più forte è la cultura della giustizia privata, figlia dell'antica pratica del linciaggio, e più ricorrente l'utilizzo dei vigilantes. Se questo è davvero il fondamento della pena capitale, è anche l'argomento più forte per abolirla.
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32,00 30,40

L'immoralità necessaria. Citazioni e percorsi nei mondi della giustizia

di Massimo Nobili

editore: Il Mulino

pagine: 387

È dai dintorni che si scorge meglio il centro: spinto da tale convinzione, l'autore esce qui dagli steccati del diritto, per utilizzare materia diversa, tesaurizzata nell'arco di decenni. Pressoché accantonando i giuristi, la parola va piuttosto alla drammaturgia o alla narrativa, alle arti figurative o alla linguistica. Come sonde riposte negli strati più fondi, sono passi di Shakespeare quelli che mostrano certe verità giudiziarie, divenute tali solo per la violenza del potere. Goya è una guida costante, e una tela di Prud'hon inculca, nel 1808, un'ideologia napoleonica tuttora oggetto di liti (il rapporto organizzativo fra pubblici ministeri e giudici). Il problema dei verbali affiora in Anatole France e in Sandor Márai. "L'uomo senza qualità" e "I fratelli Raramàzov" offrono pagine decisive sulle perizie, mentre Karl Kraus e Francois Rabelais ci parlano delle prove falsificate. Dagli sconfinamenti escono rotti o vacillano molti fra i capisaldi delle moderne costituzioni e delle convenzioni internazionali. L'assai variegato repertorio dipana idee dure: la macchina della giustizia è indispensabile, eppure questo è il punto - resta fatta da congeniti (non già occasionali, momentanei), tremendi pericoli e da immoralità intrinseche, non eludibili.
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27,00 25,65

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