fbevnts Saggi - tutti i libri della collana Saggi, Il Mulino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 11
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Il Mulino: Saggi

Adultèri, delitti e filologia. Il caso della baronessa di Carini

di Alberto Varvaro

editore: Il Mulino

pagine: 160

Una storia di amore e morte si consuma nel 1563 in un paese vicino a Palermo: è il famoso caso della baronessa di Carini, narrato in un poemetto di tradizione popolare ma apparso a stampa solo alla fine dell'Ottocento, e molte volte ripreso, fino a Pasolini. La giovanissima baronessa cede al suo corteggiatore, è sorpresa e uccisa dal padre per lavare l'onore della famiglia. Solo dopo una durissima penitenza egli riuscirà ad ottenere il perdono divino. Così la poesia. La realtà risulta completamente diversa. Tutt'altro che irreprensibile, la baronessa aveva diversi figli, anche dall'amante. Il marito e il padre di lei facevano finta di non notare la tresca, di cui invece sapevano tutto. Il delitto fu premeditato e forse, più che di onore, fu questione di non pagare i debiti contratti con l'amante. Queste pagine ci restituiscono la vera storia del dramma di Carini, mostrando come il testo del 1870 e le riprese successive non siano altro che un falso, un'operazione di ricucitura di testi orali, a cui pure va riconosciuta una grande forza narrativa.
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Le città nell'economia globale

di Saskia Sassen

editore: Il Mulino

pagine: 286

La globalizzazione dell'economia, accompagnata dall'emergere di una cultura a sua volta globale, ha profondamente alterato il tessuto sociale, economico e politico degli stati-nazione, di vaste aree transnazionali e, non da ultimo, delle città. Nel volume vengono proposti nuovi strumenti concettuali e nuove strategie di ricerca per studiare le città come luoghi di intersezione tra globale e locale. È ormai evidente che numerose metropoli mondiali si sono sviluppate all'interno di mercati transnazionali e hanno ormai più caratteri in comune tra loro che con i rispettivi contesti regionali o nazionali.
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Avventure e disavventure della filosofia. Saggi sul pensiero italiano del Novecento

di Pietro Rossi

editore: Il Mulino

pagine: 378

Nella seconda metà del Novecento, tramontata l'egemonia idealistica, la filosofia italiana si è aperta a indirizzi di pensiero prima ignorati o poco conosciuti, importando nuove prospettive e cercando di adattarle all'ambiente culturale del nostro paese. Ciò è avvenuto per la fenomenologia e l'esistenzialismo, e più tardi per il marxismo, in misura minore per il neopositivismo e la filosofia della scienza. Il panorama filosofico italiano degli ultimi decenni appare così contraddistinto da una serie di "avventure" dagli esiti alterni, che in questo volume l'autore ripercorre offrendo valutazioni talvolta impietose. Alla breve stagione del "nuovo illuminismo", che ebbe come protagonisti Abbagnano, Bobbio, Geymonat, Preti e altri, ha fatto seguito una stagione più lunga in cui il confronto tra le posizioni teoriche si è trasformato in scontro ideologico, e poi ancora nelle diverse prospettive del periodo postmoderno, che dall'avversione al sapere scientifico pervengono a un comune esito profetizzante.
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La pena di morte. Le contraddizioni del sistema penale americano

di Franklin E. Zimring

editore: Il Mulino

pagine: 367

Dal 1976 più di mille persone sono state giustiziate negli Stati Uniti e più di tremila attendono l'esecuzione nei bracci della morte. Come possono convivere, se non schizofrenicamente, la cultura ipergarantista del giusto processo e quella della pena capitale? In questo volume Zimring, uno dei più noti penalisti americani, indaga sulle radici storiche e culturali di uno degli aspetti più inquietanti del sistema penale americano. Da un'ampia e appassionata ricerca condotta sul campo emerge come, a partire dagli ultimi 20 anni, la pena di morte non sarebbe più vissuta e percepita come un legittimo atto punitivo dello Stato, bensì come un servizio a conforto delle vittime del reato. Non a caso essa è più reclamata e praticata proprio negli stati americani del sud dove più forte è la cultura della giustizia privata, figlia dell'antica pratica del linciaggio, e più ricorrente l'utilizzo dei vigilantes. Se questo è davvero il fondamento della pena capitale, è anche l'argomento più forte per abolirla.
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L'immoralità necessaria. Citazioni e percorsi nei mondi della giustizia

di Massimo Nobili

editore: Il Mulino

pagine: 387

È dai dintorni che si scorge meglio il centro: spinto da tale convinzione, l'autore esce qui dagli steccati del diritto, per utilizzare materia diversa, tesaurizzata nell'arco di decenni. Pressoché accantonando i giuristi, la parola va piuttosto alla drammaturgia o alla narrativa, alle arti figurative o alla linguistica. Come sonde riposte negli strati più fondi, sono passi di Shakespeare quelli che mostrano certe verità giudiziarie, divenute tali solo per la violenza del potere. Goya è una guida costante, e una tela di Prud'hon inculca, nel 1808, un'ideologia napoleonica tuttora oggetto di liti (il rapporto organizzativo fra pubblici ministeri e giudici). Il problema dei verbali affiora in Anatole France e in Sandor Márai. "L'uomo senza qualità" e "I fratelli Raramàzov" offrono pagine decisive sulle perizie, mentre Karl Kraus e Francois Rabelais ci parlano delle prove falsificate. Dagli sconfinamenti escono rotti o vacillano molti fra i capisaldi delle moderne costituzioni e delle convenzioni internazionali. L'assai variegato repertorio dipana idee dure: la macchina della giustizia è indispensabile, eppure questo è il punto - resta fatta da congeniti (non già occasionali, momentanei), tremendi pericoli e da immoralità intrinseche, non eludibili.
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Dei suoni e dei sensi. Il volto fonico delle parole

di Federico Albano Leoni

editore: Il Mulino

pagine: 242

Frutto di una ricerca pluriennale sulla linguistica, in particolare sulla linguistica del parlato, il libro sfida l'ortodossia
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A cosa servono le Costituzioni. Dissenso politico e democrazia deliberativa

di Cass R. Sunstein

editore: Il Mulino

pagine: 343

La tesi che Sunstein sostiene in questo libro con argomenti forti e spregiudicati è la seguente: dal momento che spesso i conflitti relativi alla giustizia sono irriducibili, il compito più importante delle Costituzioni diventa quello di creare strutture capaci di promuovere la democrazia deliberativa. La democrazia del resto rappresenta la prima e indispensabile virtù di una Costituzione ben progettata. Ma che cosa significa "democrazia deliberativa"? Significa sostanzialmente far sì che, attraverso un dialogo e un confronto quanto più possibile estesi nell'arena pubblica, le differenze e i conflitti politici non siano soltanto fattori di divisione, ma si tramutino in altrettante occasioni costruttive. Paradossalmente, proprio nella diversità di opinione, non importa quanto lacerante e minacciosa, i processi democratici possono trovare la loro forza e le nazioni fondare la loro integrità politica. Una buona Costituzione fornisce a coloro che hanno convinzioni etiche e religiose opposte i mezzi per trovare un accordo, anche nel caso di questioni politicamente esplosive, come per esempio religione, aborto, omosessualità, corruzione.
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Massoneria e religioni civili. Cultura laica e liturgie politiche fra XVIII e XX secolo

di Fulvio Conti

editore: Il Mulino

pagine: 327

Nell'affrontare un nuovo capitolo di storia della massoneria, Conti concentra la propria attenzione non sulla vita interna delle logge, ma sulla loro proiezione nella sfera pubblica e su quell'insieme di liturgie che, nel nome del laicismo e del progresso, alimentarono una forma di vera e propria religione civile. Dopo un'analisi del rapporto fra la massoneria e la politica, la questione educativa e il movimento pacifista, sono descritti il suo irradiamento nei paesi del Mediterraneo e la sua penetrazione nel capitalismo imprenditoriale e finanziario; è quindi evidenziato il ruolo da essa svolto nella costruzione del mito del Risorgimento e in particolare del culto di Mazzini e Garibaldi. Infine, nella gestione della morte e dei rituali funebri di personaggi illustri, massoni e non, l'autore intravede una chiave di lettura per comprendere la nascita delle religioni politiche dell'età contemporanea.
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La seduzione della cultura nella storia tedesca

di Wolf Lepenies

editore: Il Mulino

pagine: 302

Come notava Norbert Elias, mentre generalmente in Europa la "cultura" può applicarsi all'economia, alla politica, alla tecnologia, allo sport così come ai fatti morali e sociali, in ambito tedesco essa si riferisce essenzialmente ai fatti spirituali, artistici e religiosi. Cultura insomma come dominio dell'espressività e dell'orgoglio nazionale; politica e Stato come mortificazione e mancanza di libertà. Un atteggiamento rivelatore di una tendenza apolitica o addirittura antipolitica. Al centro delle eleganti riflessioni proposte da Lepenies sta quella che egli chiama la "seduzione tedesca", vale a dire la propensione a vedere nella cultura un sostituto della politica, se non una politica affatto migliore. Affermando la propria identità nelle conquiste e nelle aspirazioni culturali, fra classicismo goethiano e idealismo romantico, esaltando una pretesa di superiorità della nazione tedesca come Kulturnation, la Germania ha lasciato crescere - nota Lepenies quell'apatia e quel cinismo sociale che hanno aperto la strada alle teorie razziali e all'Olocausto.
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Elezioni e democrazia. Un'analisi comparata

di Domenico Fisichella

editore: Il Mulino

pagine: 350

Al centro del volume, qui presentato in una nuova versione aggiornata, è uno dei temi ricorrenti del dibattito sulla democrazia: il ruolo dei cittadini rispetto alle istituzioni rappresentative e ai processi decisionali di governo. Un argomento tanto più cruciale in quanto l'avvenire dei regimi democratici deve sempre più confrontarsi con le trasformazioni prodotte dalla globalizzazione. La storia dei sistemi elettorali corre di pari passo con le vicende dell'ampliamento del suffragio, dello sviluppo industriale, della secolarizzazione, dunque della modernizzazione. Lungo un arco temporale che in talune democrazie raggiunge ormai i due secoli, l'ingegneria elettorale ha così costituito un fattore decisivo per l'orientamento del voto popolare, per l'espressione del consenso e del dissenso. In una prospettiva comparata di grande respiro, l'autore illustra l'interazione tra sistemi elettorali, sistemi partitici, rappresentanza politica. Ne emergono affinità, differenze, problemi. Con un interrogativo: quale potrà essere, oggi e ancor più domani, l'incidenza del collegio uninominale, del doppio turno, delle formule proporzionali per le democrazie entrate nella "seconda modernità"?
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Vite economiche. Valore di mercato e valore della persona

di Viviana A. Zelizer

editore: Il Mulino

pagine: 298

Un viaggio intorno alla scoperta di "economie dell'intimità": è quanto ci propone Viviana Zelizer in queste pagine. Una falsa idea di sfere separate ci induce a immaginare due distinte modalità di vita sociale: una, tipica delle organizzazioni economiche, orientata alla razionalità e all'efficienza; l'altra, tipica delle relazioni affettive, orientata ai sentimenti e alla solidarietà. Le due sfere funzionerebbero a dovere solo se tenute ben separate, poiché altrimenti la logica di mercato distruggerebbe l'intimità, e gli affetti a loro volta minerebbero l'efficienza. Al contrario, sostiene l'autrice, senza una profonda integrazione delle due dimensioni la vita sociale giungerebbe a uno stallo. Le persone reali, infatti, mescolano continuamente nelle loro azioni e comportamenti aspetti economici e aspetti affettivi. Un intreccio inestricabile che si riscontra in modo emblematico nella famiglia e nella coppia, ma anche in una serie di fenomeni - qui rivisitati in una luce nuova - come le assicurazioni sulla vita, i rapporti personali nelle organizzazioni, i codici etici d'impresa, le rimesse degli emigrati, il microcredito, il lavoro di cura.
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Darwin e la disputa sulla creazione

di Paolo Casini

editore: Il Mulino

pagine: 167

Nel 2009 l'"Origine della specie", l'opera in cui Charles Darwin formulò i principi della sua rivoluzionaria teoria sull'evoluzione umana, compie centocinquant'anni. La pubblicazione del libro nel 1859 suscitò uno scandalo enorme e un'accesa polemica negli ambienti scientifici e nell'opinione pubblica dell'età vittoriana (basti pensare che la prima edizione andò esaurita in un solo giorno!). Nel dibattito a più voci che ne scaturì emersero con forza le remore della coscienza religiosa tradizionale di fronte alle prove anatomiche, geologiche e fossili della selezione naturale. In questo volume Paolo Casini ricostruisce lo scenario di quella animata controversia, rievocando le critiche che la cultura etica e teologica del tempo mosse alla nuova teoria, e le argomentazioni scientifiche con le quali il grande naturalista e biologo inglese replicò nelle sue opere successive. Nell'ultimo capitolo l'autore mostra come l'odierno revival delle tesi creazioniste e dell'"lntelligent Design" non faccia che riproporre obiezioni del tutto analoghe a quelle del passato.
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