fbevnts Saggi - tutti i libri della collana Saggi, Il Mulino - Librerie Università Cattolica del Sacro Cuore | Pagina 12
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Il Mulino: Saggi

Elezioni e democrazia. Un'analisi comparata

di Domenico Fisichella

editore: Il Mulino

pagine: 350

Al centro del volume, qui presentato in una nuova versione aggiornata, è uno dei temi ricorrenti del dibattito sulla democrazia: il ruolo dei cittadini rispetto alle istituzioni rappresentative e ai processi decisionali di governo. Un argomento tanto più cruciale in quanto l'avvenire dei regimi democratici deve sempre più confrontarsi con le trasformazioni prodotte dalla globalizzazione. La storia dei sistemi elettorali corre di pari passo con le vicende dell'ampliamento del suffragio, dello sviluppo industriale, della secolarizzazione, dunque della modernizzazione. Lungo un arco temporale che in talune democrazie raggiunge ormai i due secoli, l'ingegneria elettorale ha così costituito un fattore decisivo per l'orientamento del voto popolare, per l'espressione del consenso e del dissenso. In una prospettiva comparata di grande respiro, l'autore illustra l'interazione tra sistemi elettorali, sistemi partitici, rappresentanza politica. Ne emergono affinità, differenze, problemi. Con un interrogativo: quale potrà essere, oggi e ancor più domani, l'incidenza del collegio uninominale, del doppio turno, delle formule proporzionali per le democrazie entrate nella "seconda modernità"?
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Vite economiche. Valore di mercato e valore della persona

di Viviana A. Zelizer

editore: Il Mulino

pagine: 298

Un viaggio intorno alla scoperta di "economie dell'intimità": è quanto ci propone Viviana Zelizer in queste pagine. Una falsa idea di sfere separate ci induce a immaginare due distinte modalità di vita sociale: una, tipica delle organizzazioni economiche, orientata alla razionalità e all'efficienza; l'altra, tipica delle relazioni affettive, orientata ai sentimenti e alla solidarietà. Le due sfere funzionerebbero a dovere solo se tenute ben separate, poiché altrimenti la logica di mercato distruggerebbe l'intimità, e gli affetti a loro volta minerebbero l'efficienza. Al contrario, sostiene l'autrice, senza una profonda integrazione delle due dimensioni la vita sociale giungerebbe a uno stallo. Le persone reali, infatti, mescolano continuamente nelle loro azioni e comportamenti aspetti economici e aspetti affettivi. Un intreccio inestricabile che si riscontra in modo emblematico nella famiglia e nella coppia, ma anche in una serie di fenomeni - qui rivisitati in una luce nuova - come le assicurazioni sulla vita, i rapporti personali nelle organizzazioni, i codici etici d'impresa, le rimesse degli emigrati, il microcredito, il lavoro di cura.
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27,00

Darwin e la disputa sulla creazione

di Paolo Casini

editore: Il Mulino

pagine: 167

Nel 2009 l'"Origine della specie", l'opera in cui Charles Darwin formulò i principi della sua rivoluzionaria teoria sull'evoluzione umana, compie centocinquant'anni. La pubblicazione del libro nel 1859 suscitò uno scandalo enorme e un'accesa polemica negli ambienti scientifici e nell'opinione pubblica dell'età vittoriana (basti pensare che la prima edizione andò esaurita in un solo giorno!). Nel dibattito a più voci che ne scaturì emersero con forza le remore della coscienza religiosa tradizionale di fronte alle prove anatomiche, geologiche e fossili della selezione naturale. In questo volume Paolo Casini ricostruisce lo scenario di quella animata controversia, rievocando le critiche che la cultura etica e teologica del tempo mosse alla nuova teoria, e le argomentazioni scientifiche con le quali il grande naturalista e biologo inglese replicò nelle sue opere successive. Nell'ultimo capitolo l'autore mostra come l'odierno revival delle tesi creazioniste e dell'"lntelligent Design" non faccia che riproporre obiezioni del tutto analoghe a quelle del passato.
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16,00

La democrazia

di Charles Tilly

editore: Il Mulino

pagine: 308

Studioso lucido e poliedrico, capace di produrre vasti affreschi teorici ma anche raffinate ricerche empiriche, autore di oltre cinquanta libri e circa seicento articoli scientifici, Charles Tilly ha lasciato una traccia profonda nella storiografia e nelle scienze sociali contemporanee, offrendo contributi di rilievo in numerosi settori di indagine: movimenti e conflitti sociali, costruzione degli stati-nazione, rivoluzioni e controrivoluzioni, sviluppo delle città. L'insieme della sua opera è stato paragonato a una grandiosa architettura gotica, elegante negli innumerevoli dettagli, solida nella complessità. Pubblicato a pochi mesi dalla scomparsa dell'autore, questo volume raccoglie il frutto dell'"impegno di una vita", ovvero le ricerche e le riflessioni sul tema che ha tenuto insieme i suoi molteplici interessi: i processi di formazione e trasformazione delle democrazie. Un terreno che non sarà mai sufficientemente esplorato, perché "coloro che hanno a cuore il destino della democrazia non possono e non devono riposare sugli allori".
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30,00

Microfinanza. Dare credito alle relazioni

editore: Il Mulino

pagine: 307

La microfinanza rappresenta una rivoluzione culturale più che economica, e antropologica ancor prima che politica. Si tratta di un sistema finanziario di supporto al processo di sviluppo sociale ed economico che prende le mosse da presupposti radicalmente differenti rispetto a quelli tradizionali e che si fonda su un processo di coinvolgimento bidirezionale che parte dal basso. Solo nella reciprocità, infatti, una relazione di sostegno può promuovere la fioritura delle potenzialità e non avvilire la dignità dei beneficiari. Su questo punto si gioca la sfida culturale del microcredito, sulla capacità di guardare al creditore come a un potenziale partner, un alleato e non un paria, uno sfortunato da aiutare o, nel peggiore dei casi, un opportunista pronto a prendere il denaro e a scappare. Una sfida che abbraccia dunque la prospettiva della libertà e riconosce nel credito e nei servizi finanziari dei potenti moltiplicatori di opportunità, degli strumenti di inclusione sociale ed economica, dei promotori dell'intraprendenza e delle capacità umane.
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26,00

Organizzare la cultura. Imprenditoria, istituzioni e beni culturali

di Paul DiMaggio

editore: Il Mulino

pagine: 277

Paul DiMaggio è oggi uno dei più innovativi e influenti sociologi americani. Ben noto in Italia come studioso delle organizzazioni, DiMaggio è però anche, e forse soprattutto, un finissimo conoscitore di processi e istituzioni culturali. In particolare, i suoi lavori sull'imprenditoria culturale, le classificazioni artistiche, i rapporti tra cultura e stratificazione sociale costituiscono da tempo riferimenti indispensabili per la sociologia della cultura, la storia culturale, l'economia della cultura, i cultural studies. I contributi raccolti in questo volume mostrano come la produzione di una gerarchia culturale abbia bisogno di un sapiente utilizzo di rituali e contrassegni, destinati a regolare le relazioni tra pubblico e opera d'arte. Così viene istituito, o addirittura sacralizzato, il confine tra cultura "alta" e "popolare"; così la produzione culturale si fa oggetto di imprenditorialità e management; così certi tipi di cultura diventano, in determinati luoghi ed epoche, un preziosissimo capitale, socialmente spendibile.
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26,00

Affari di famiglia. La parentela nella letteratura e nella cultura antica

di Maurizio Bettini

editore: Il Mulino

pagine: 381

Da sempre al centro della riflessione antropologica, lo studio delle forme della parentela consente di illuminare - come dimostrano queste pagine - il cuore stesso di una società. Le regole in base alle quali si stabiliscono filiazione e matrimonio, parentela paterna e parentela materna, il modo in cui si acquisiscono gli affini, e soprattutto il modo in cui ci si comporta nei confronti dei numerosi membri di un gruppo di parentela, costituiscono altrettante manifestazioni di "umanità". Questo volume illustra al lettore d'oggi la concezione antica, romana in particolare, della famiglia: dalla terminologia di parentela ai divieti matrimoniali, al contesto religioso, infine al ricorrere di temi parentali nella letteratura (Seneca, Ovidio, Virgilio, Sofocle), a riprova di come la parentela prenda forma, e nello stesso tempo funga da stimolo creativo, all'interno della cultura antica.
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28,00

I volti della grazia. Filosofia, arte e natura

di Raffaele Milani

editore: Il Mulino

pagine: 257

Intesa da Omero e dai lirici greci come potere d'incanto della poesia, la grazia predomina durante il medioevo nell'accezione religiosa del termine, per poi divenire nella stagione rinascimentale e, ancor di più, nel Settecento l'oggetto prediletto di una teorizzazione che ha ampliato ulteriormente la gamma dei suoi significati. Con la svolta del modernismo e del postmodernismo la nozione di grazia cade in bassa fortuna, ma resta comunque uno dei fondamenti del nostro modo di sentire e di conoscere. Alla grazia si può pensare lungo la storia come a un sorprendente congegno dell'immaginazione e dell'arte, un insieme di dispositivi retorici, compositivi, concettuali, mentali, sentimentali, dell'intuizione e dell'emozione, un apparato di iconologie e di atteggiamenti culturali.
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22,00

Finanza sregolata? Le dimensioni sociali dei mercati finanziari

di Antonio Mutti

editore: Il Mulino

pagine: 109

Oggetto di esaltazione nelle fasi di crescita borsistica e denigrazione nelle fasi di crisi, il mondo della finanza è ciclicamente percorso da oscillazioni che toccano picchi di euforia o di panico. La proliferazione di strumenti sempre più sofisticati, dai cosiddetti "derivati" (opzioni, futures, swaps) agli hedge funds, alle cartolarizzazioni di ogni sorta; la difficoltà di processare i dati; le condizioni di incertezza e razionalità limitata in cui agiscono gli operatori: tutto ciò favorisce l'opacità dei mercati finanziari, con il suo corteo di opportunismo, mancanza di chiarezza, manipolazione attiva sotto forma di comunicazione reticente, menzogna, mancato rispetto degli impegni. Per fornire risposte a tali problemi la teoria economica è chiamata oggi a tenere presente che il comportamento degli attori finanziari è condizionato da aspetti decisivi di carattere sociale, quali fiducia, sfiducia, reputazione. Queste forme di regolazione, complesse e sfumate, aprono interessanti prospettive di integrazione fra teoria sociologica e teoria economica.
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11,00

Lo sguardo di Giano. Saggi su Carl Schmitt

di Carlo Galli

editore: Il Mulino

pagine: 177

Carlo Galli torna ad occuparsi di Schmitt, circoscrivendo l'attenzione ad alcuni aspetti del suo universo intellettuale: le attitudini fondamentali di Schmitt verso lo Stato, la vasta gamma di significati che la nozione di "teologia politica" assume nel lungo svolgersi della sua riflessione, il confronto che lo impegna a più riprese con gli altri pensatori della politica (Machiavelli, Spinoza), la perdurante validità dei paradigmi schmittiani per la comprensione dell'età globale. Una approfondita analisi - quella contenuta in queste pagine - che illumina magistralmente uno dei più discussi protagonisti della cultura filosofica del Novecento, costantemente sospeso fra decostruzione e costruzione, tradizione e spregiudicatezza, prevedibilità e intuizione geniale, ideologia e dottrina, e tuttavia sempre capace di attingere alla struttura profonda della modernità.
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16,50

L'assedio del presente. Sulla rivoluzione culturale in corso

di Claudio Giunta

editore: Il Mulino

pagine: 149

Il modello di formazione che ha ispirato le generazioni passate si fondava sul valore del sapere disinteressato, sull'amore per la propria tradizione culturale e sul desiderio di conoscerla e trasmetterla ai posteri, sulla fiducia nel potere educativo dell'arte e della scienza, sulla fiducia cioè che un autentico progresso umano dovesse passare da questo genere di esperienza intellettuale. Tutto ciò sembra oggi volar via, solo che i valori considerati stantii non cedono il posto ad altri valori, ma a un vortice di idee e concetti nuovi che invecchiano prima di potersi fissare. Le ragioni di questa rivoluzione sono, in sostanza, due. La prima è che la soglia d'accesso alla cultura si è d'un tratto abbassata: a dover essere istruita non è più una ristretta élite di privilegiati, ma l'intera popolazione. La seconda è che i mass-media hanno ormai preso il posto delle agenzie educative tradizionali (famiglia, scuola, chiesa), e oggi sono loro a decidere i tempi e i modi dell'agenda culturale secondo le leggi del mercato.
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La forza del numero e la legge della ragione. Storia del principio di maggioranza

di Francesco Galgano

editore: Il Mulino

pagine: 275

Il potere è legittimo solo se sorretto del consenso della maggioranza. Risposta moderna ad una domanda antica, vale sia per il potere politico sia per il potere economico. La lotta per la conquista della maggioranza è nelle assemblee politiche come nelle assemblee societarie lotta per la legittimazione al comando. Il principio di maggioranza, basato sul criterio quantitativo della major pars, tocca il proprio culmine nell'800 in economia, in virtù della generalizzazione del modello della Compagnia delle Indie (la moderna società per azioni) e nel primo '900 in politica, con l'espansione del suffragio elettorale che diverrà poi universale. Nella seconda metà del XX secolo si assiste alla sua fase declinante: il managerialismo in economia, che esautora le assemblee societarie, e la tecnocrazia in politica, che vanifica le assemblee elettive, sono espressioni del graduale sopravvento del principio antagonista, basato sul criterio meritocratico della "sanior" o "valentior pars", che pure ha un cuore antico e origini insigni. Il libro ricostruisce l'origine, lo sviluppo storico, le vicende parallele nelle istituzioni politiche ed economiche, dei due principi. Quale sia, nel nostro tempo, la forza di queste opposte spinte storiche, e quale l'esito presumibile del conflitto fra esse ingaggiato, è l'interrogativo di fondo del libro.
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