Il Mulino: Saggi
Un'altra globalizzazione. La sfida delle migrazioni transnazionali
di Maurizio Ambrosini
editore: Il Mulino
pagine: 247
Molto è stato detto in questi anni sulla globalizzazione economica, politica, culturale. Si avverte anzi qualche stanchezza in un dibattito soggetto all'inevitabile ciclo delle mode intellettuali. Un aspetto, però, non è ancora stato approfondito come meriterebbe: mentre risulta ormai un luogo comune predicare la libera circolazione di capitali, merci, prodotti mediali e idee, si tende invece a pensare che i confini dovrebbero restare chiusi alle persone, o almeno a quelle che si spostano da sud a nord nella drammatica geografia della sperequazione planetaria. A questa chiusura si controbatte con l'idea dell'emigrazione come risposta dei diseredati alla globalizzazione prepotente degli interessi dominanti. Interpretazione suggestiva, che rischia tuttavia di lasciare nell'ombra il fatto che i migranti sono richiesti dalle economie sviluppate per colmare i vuoti nei "lavori delle cinque P": precari, pesanti, pericolosi, poco pagati, penalizzati socialmente. Questo studio assume un punto di vista che considera i migranti come attori della globalizzazione, esplorando la comoplessa trama di legami che travalicano le frontiere, influenzano le società di provenienza, riplasmano l'identità dei migranti stessi e anche quella dei paesi che li accolgono.
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Fascismo e storia d'Italia
di Roberto Vivarelli
editore: Il Mulino
pagine: 296
Al fascismo, alle sue origini e alla sua collocazione all'interno della storia nazionale Vivarelli ha dedicato la massima parte della sua opera di storico, mettendo anche in gioco qualche anno fa, in una sofferta testimonianza, le radici autobiografiche del suo impegno scientifico. Questo nuovo volume si concentra su due nodi centrali: la cultura del fascismo, cui è dedicato il saggio principale, e la guerra civile 1943-45 con le relative, accese controversie storiografiche cui Vivarelli prende parte con forte vigore polemico. Il volume è introdotto da un ampio saggio che, fra bilancio storiografico e autobiografia intellettuale, riflette sulle insufficienze dei conti che il nostro paese ha fatto con il suo passato fascista.
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Storici italiani del Novecento
di Giuseppe Galasso
editore: Il Mulino
pagine: 432
Giuseppe Galasso è tra i non molti storici italiani che ha sempre affiancato alla ricerca storica un'intensa opera di riflessione intorno alta storia, alla sua identità e ai suoi metodi, e intorno alla produzione storiografica. Questo libro raccoglie i maggiori saggi dedicati alla storiografia italiana del Novecento: una storiografia di cui Galasso rivendica l'assoluto valore a dispetto della scarsa risonanza che spesso essa ha avuto sul piano internazionale e qualche volta nel nostro stesso paese.
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Ideologia e politica nell'Islam
di Massimo Campanini
editore: Il Mulino
pagine: 186
Il mondo islamico vive oggi una profonda crisi delle istituzioni politiche e appare refrattario alla trasformazione democratica. Ciò può essere in parte attribuito ad alcune caratteristiche del pensiero politico islamico classico. Realizzatosi storicamente sin dall'epoca di Maometto a Medina, lo stato islamico nei secoli successici è stato oggetto di riflessione, cosicché si è sviluppato un rapporto fortemente dialettico fra l'esperienza storica concreta e il lavoro teorico politico sul modello statale islamico. Si è prodotta così una distorsione costante nella visuale politica, che invece di progettare il futuro preferisce ripiegarsi sul passato. Il volume ripercorre questa vicenda politica e culturale, a partire dall'elaborazione della mitologia dell'età dell'oro, attraverso la dottrina per certi versi esemplare di Ibn Khaldun (1332-1406) e fino all'età contemporanea, quando sul tema dell'Islam politico si sono articolate almeno due varianti: il nuovo dibattito sul califfato e la proposta del radicalismo sunnita e sciita. Alla luce di questa ricostruzione, Campanini indica alcune linee di un possibile sviluppo futuro dell'Islam politico.
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Contro l'aldilà. Per una nuova cultura laica
di Franco Crespi
editore: Il Mulino
pagine: 124
L'aldilà contro cui prende posizione questo libro o qualcosa "di là da venire", ma che inevitabilmente verrà. Può essere un aldilà ultraterreno, come pure interno alla storia: da una parte, il dogmatismo delle religioni monoteistiche, con la sua carica di violenza; dall'altra, le utopie del "nuovo ordine sociale", la società perfetta del comunismo o i mille anni di felicità annunciati dal nazismo. La "malattia dell'aldilà", dunque, è dovuta alla pretesa di possedere, e imporre, una verità assoluta, sia essa di carattere religioso, come quella predicata da fondamentalismi e integralismi sempre più vigorosi, oppure di carattere mondano, come avveniva in passato con le idee di progresso inarrestabile e di necessità storica, oggi con l'esaltazione dell'identità etnica o nazionale. Avverso a ogni forma di autoritarismo teologico, politico o culturale, Crespi propone qui di ripensare laicamente le contraddizioni della "humana conditio", irriducibilmente connotata dalla gioia e dal dolore, dalla speranza e dall'angoscia, dalla capacità progettuale e dal senso del limite di ogni progetto.
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Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sospette e gente qualunque dal Medioevo all'età moderna
di Giacomo Todeschini
editore: Il Mulino
pagine: 309
Infedeli, malfattori, eretici, ebrei, usurai; ma anche coloro che esercitavano un mestiere vile o disonorevole come il boia, la prostituta, il servo; e ancora gli stranieri, le donne, i minori, le persone deformi, i poveri. In un crescendo di sospetti e inaffidabilità, il catalogo degli "infami", ovvero dei soggetti che per la loro natura ferina e criminale o semplicemente per la loro condizione sociale o fisica non potevano godere della pienezza dei diritti della "civitas christiana", si allunga a dismisura nel corso dei secoli fino a lambire pericolosamente l'intera popolazione. Attraverso quali pratiche e quali categorie prese forma il codice sociale dell'esclusione in Europa? Chi contribuì a disegnarne i contorni e quali ne furono le vittime? Questo volume propone paesaggi brulicanti di un'umanità periferica, come in un dipinto di Bosch o di Bruegel dove anche i tratti del volto e le vesti recano lo stigma di una specifica inferiorità morale e sociale. Un quadro arricchito dall'esame dei testi e delle scritture che venivano diffondendo la nozione di subalternità civica, sanzionando la debole cittadinanza di un popolo cristiano sempre a rischio di precipitare nella marginalità.
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Le regole dell'onestà. Etica, politica, amministrazione
di Bernardo G. Mattarella
editore: Il Mulino
pagine: 211
Si succedono a ritmo incalzante inchieste giornalistiche e giudiziarie aventi per oggetto casi di mala amministrazione: dai concorsi truccati, ai fascicoli dispersi nei tribunali, agli sprechi di risorse pubbliche, a pratiche tangentizie. Nel 2005 il costo della corruzione in Italia è stato calcolato pari a 70 miliardi di euro (2,5% del Pil) e spesso l'amministrazione pubblica ne è stata il luogo privilegiato, in particolare nella gestione di beni e servizi condivisa con privati. Sebbene la vita quotidiana delle istituzioni fornisca molti ammirevoli esempi di correttezza, secondo l'autore le regole di comportamento dei politici e degli impiegati risultano complessivamente inadeguate e lacunose, mentre i controlli sulla loro applicazione sporadici e inefficaci. Questo libro tratta dei doveri di quattro o cinque milioni di persone: tutti coloro che, in Italia, svolgono a vario titolo - in virtù di un rapporto di impiego, di un mandato politico, di una nomina o di un'attività professionale - funzioni nell'interesse della collettività. Dopo aver esaminato i possibili rimedi preventivi alla corruzione e le più significative esperienze straniere e internazionali, esso considera varie categorie di funzionari: i politici, con i loro conflitti di interessi; gli impiegati, con i loro codici di comportamento; i magistrati e, più in generale, gli organi di garanzia; ed anche i privati che svolgono funzioni pubbliche.
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Italo Calvino, le linee e i margini
di Mario Barenghi
editore: Il Mulino
pagine: 281
A partire dal folgorante esordio con "Il sentiero dei nidi di ragno" (1947) Italo Calvino è stato considerato per circa tre de
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Economisti ed economia. Per un'Italia europea: paradigmi tra il XVIII e il XX secolo
di Alberto Quadrio Curzio
editore: Il Mulino
pagine: 387
L'Italia ha avuto economisti che hanno promosso importanti iniziative e delineato paradigmi originali di pensiero e di azione. La raccolta di questi saggi, pubblicati da Alberto Quadrio Curzio a partire dal 1986 e qui presentati con alcune integrazioni e inquadrati in una sequenza coerente, rivisita sia figure di economisti - come Beccaria, Verri, Cattaneo, Einaudi, Vanoni, Saraceno, Vito, Demaria e Fuà -, sia il ruolo di enti (come l'Istituto Lombardo-Accademia di Scienze e Lettere e la Società Italiana degli Economisti) e di imprese (come la Società Edison, fondata da Giuseppe Colombo) che in diversi periodi hanno svolto un ruolo innovativo. L'autore ritiene che l'analisi di questo passato possa dare un contributo a un paradigma economico-politico di grande attualità, dove istituzioni, società, mercato si bilanciano e si valorizzano avendo sullo sfondo un'Italia con intonazione europeista e con un riconosciuto ruolo della cultura. Così, lungo tre secoli, l'autore arriva selettivamente al presente rivisitando personalità ed enti che ancora tramandano insegnamenti a un'Italia poco incline a capire e a valorizzare la propria identità e i propri meriti storici.
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Globalizzazione e istruzione
di Antonio Cobalti
editore: Il Mulino
pagine: 290
La seconda metà del secolo scorso è stata caratterizzata da trasformazioni e fenomeni che hanno fatto parlare dell'avvento di una "nuova" società. Fra questi, la globalizzazione - intesa come crescente interdipendenza tra le regioni del mondo - ha assunto un posto di primo piano, anche nell'immaginario collettivo. I sistemi scolastici nazionali non sono rimasti immuni dal cambiamento, che ha portato alla ribalta concetti quali "competizione tra scuole", "buoni scuola", "capitalismo accademico", "privatizzazione scolastica". Ma in che modo i due versanti del mutamento in corso globalizzazione e istruzione - sono collegati fra loro? Secondo l'autore di questo volume la risposta è da ricercare in un insieme potente di idee, riconducibili al cosiddetto neoliberismo, che hanno plasmato i processi di globalizzazione economica, di trasformazione dello stato e di riforma dei sistemi scolastici. L'influenza di tali idee è rafforzata da alcune istituzioni internazionali, come l'Organizzazione mondiale del commercio e la Banca mondiale, che ne sono diventate gli alfieri, anche in campo educativo.
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Capitalismo famigliare
di Andrea Colli
editore: Il Mulino
pagine: 155
Ancora oggi le imprese controllate e gestite da famiglie sono una presenza diffusa e mostrano un elevato grado di efficienza. Nel Novecento l'avvento della grande impresa integrata ha provocato in alcuni sistemi economici l'affermazione della publie company e la decisa separazione fra proprietà e controllo dell'impresa; in altri invece l'incremento nelle dimensioni non solo si è risolto nel mantenimento di una concentrazione proprietaria nelle mani di singoli o gruppi famigliari, ma anche in una sorprendente capacità gestionale. Attraverso un'ampia comparazione, il volume propone un'analisi articolata dell'emergere e del persistere del family business nel corso del processo di industrializzazione delle economie contemporanee, insieme a un'indagine dei fattori che concorrono a plasmarne le molteplici fisionomie nel corso del tempo e in diversi contesti geografici e sociali.
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Sentieri interrotti della legalità. La decostruzione del diritto amministrativo
di Fabio Merusi
editore: Il Mulino
pagine: 183
Questo saggio si interroga sullo stato del principio di legalità (quello che informa l'attività della pubblica amministrazione ed è il pilastro del diritto amministrativo) nella vita del nostro ordinamento. L'autore individua alcuni "attentati" a quel principio, in particolare nel rapporto fra potere legislativo e potere esecutivo, dove il primo tende a sostituirsi al secondo. Dovendo distribuire risorse rese scarse dai patti di stabilità comunitari, il Parlamento cede spesso e volentieri alla tentazione delle leggi-provvedimento, destina cioè direttamente le risorse saltando l'intermediazione della PA, venendo meno al principio della imparzialità amministrativa. Costretto a privatizzare sempre per rispettare i patti di stabilità, il Parlamento cerca di non perdere la "presa" su organizzazioni che, almeno formalmente, ha privatizzato, inventandosi il "diritto privato speciale", una sorta di riserva di potere ancora pubblico nascosto sotto apparenti rinvii all'autonomia privata. Ulteriori attacchi alla legalità amministrativa, e perciò alla garanzia del cittadino, vengono ormai da più parti: oltre che dal legislatore, dagli interpreti che teorizzano improponibili sistemi alternativi o che dissimulano dietro teorie "più avanzate" la ricomparsa di poteri liberi, e perciò arbitrari, e anche da qualche giudice (con particolare frequenza quello penale), che anziché ergersi a custode della legalità preferisce sostituirla con una sua "legalità" alternativa.
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