Il Mulino: Saggi
Povertà, di che cosa? Risorse, opportunità, capacità
editore: Il Mulino
pagine: 213
Il primo degli obiettivi di sviluppo fissato dalle Nazioni Unite per il nuovo millennio si propone di dimezzare, entro il 2015, il numero di persone che nel mondo hanno un reddito inferiore a un dollaro al giorno e la quota di esseri umani che quotidianamente soffrono la fame. Nel dibattito economico e politico ha assunto grande rilevanza il tema dell'identificazione dei poveri e della misurazione della povertà ed è stato elaborato il concetto centrale di povertà multidimensionale: la deprivazione viene ormai riferita a una molteplicità di dimensioni della vita importanti per la realizzazione individuale. Secondo questa impostazione l'obiettivo si connette con altri quali l'eliminazione delle diseguaglianze di genere e il sostegno all'istruzione primaria. Ecco dunque che rispondere all'interrogativo posto dal libro consente di declinare le forme di povertà in diversi spazi di valutazione (dalle risorse alle libertà) e di apprezzare al meglio come la diversità umana imponga politiche differenziate di fuoriuscita dalla povertà.
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Giustizia globale. Le nuove frontiere dell'eguaglianza
di Isabel Trujillo
editore: Il Mulino
pagine: 208
L'esigenza di redistribuzione globale della ricchezza, la riduzione delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, la gestione dei flussi migratori, la protezione dai rischi ambientali, la lotta contro le reti transnazionali del terrorismo globale sono questioni che travalicano i confini nazionali e configurano quella che Habermas ha definito la "costellazione post-nazionale". Il fenomeno della globalizzazione sta trasformando i modi di pensare e di impostare i problemi di giustizia e la sfida che attende oggi un approccio di tipo normativo, è la necessità di riferirsi a criteri di giudizio e di valutazione etica non limitati a comunità chiuse ma validi al di là dei confini statali. Tuttavia, una convinzione molto diffusa vuole che la discussione sulla giustizia riguardi principalmente le relazioni tra cittadini di uno stato nazionale, non solo nelle classiche trattazioni filosofiche, da Platone a Rawls, ma anche nella comprensione comune. Il libro affronta in modo sistematico le questioni centrali attinenti la "giustizia globale", esaminando gli argomenti pro e contro, e analizzando le principali difficoltà di una giustizia non esclusivamente iscrivibile alla comunità politica locale, sia sul fronte teorico, sia dal punto di vista pratico.
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Il calabrone Italia. Ricerche e ragionamenti sulla peculiarità economica italiana
di Giacomo Becattini
editore: Il Mulino
pagine: 272
Con la sua ricerca innovativa sui "distretti industriali", Becattini apre una prospettiva nuova alla lettura dei fenomeni dello sviluppo economico, ponendo al centro dell'attenzione aspetti che la visione tradizionale, prigioniera dell'idea dell'inevitabile avanzamento del gigantismo industriale, lasciava in ombra. Con questa nuova chiave di lettura, il fulcro dello sviluppo torna a essere l'agente umano col suo impegno, la sua intelligenza, la sua creatività, nell'industria, nella ricerca scientifica, nella vita in generale. Il ruolo del progresso tecnico in senso stretto ne viene, conseguentemente, ridefinito e storicizzato. Quanto all'accumulazione e alla concentrazione del capitale, ne risulta evidenziata la duplice natura di alimento e di limite dello sviluppo socioeconomico. Nell'attuale dibattito sui dilemmi connessi ai segni del declino economico del nostro paese, l'autore si distacca dal pensiero dominante per sottolineare il ruolo di una politica industriale che sviluppi, qualificandoli, i tradizionali punti di forza del nostro export: Made in Italy e meccanica.
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Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca
di Paolo Pezzino
editore: Il Mulino
pagine: 294
Il 29 giugno 1944 a Guardistallo (Pisa), a seguito di uno scontro con i partigiani, i tedeschi effettuarono una rappresaglia uccidendo una sessantina di persone. Da allora il paese è diviso tra chi attribuisce ai partigiani la responsabilità prima dell'eccidio, e chi ne rivendica l'operato. Come andarono davvero le cose? Dall'indagine è nato questo libro. Ricostruendo l'accaduto Pezzino enuclea con chiarezza i tre nodi fondamentali: la responsabilità delle stragi tedesche; l'azione partigiana e le sue conseguenze sulla popolazione; la "lotta sulla memoria" ingaggiata tra difensori e detrattori della Resistenza nel dopoguerra. Quanto alle stragi, l'analisi mostra che erano frutto di decisione individuale e non di una direttiva generale all'esercito tedesco; quanto all'attività partigiana, essa collideva con una visione passiva e attendista, e originava forti tensioni fra partigiani e popolazione; quanto alla memoria Pezzino conclude che non potrà esistere di quegli anni di guerra una memoria comune e pacificata. La nuova edizione è completata da una lunga postfazione che fa il punto su quanto la storiografia degli ultimi dieci anni ha prodotto sul tema.
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Visibilmente crudeli. Malviventi, persone sospette e gente qualunque dal Medioevo all'età moderna
di Giacomo Todeschini
editore: Il Mulino
pagine: 309
Infedeli, malfattori, eretici, ebrei, usurai; ma anche coloro che esercitavano un mestiere vile o disonorevole come il boia, la prostituta, il servo; e ancora gli stranieri, le donne, i minori, le persone deformi, i poveri. In un crescendo di sospetti e inaffidabilità, il catalogo degli "infami", ovvero dei soggetti che per la loro natura ferina e criminale o semplicemente per la loro condizione sociale o fisica non potevano godere della pienezza dei diritti della "civitas christiana", si allunga a dismisura nel corso dei secoli fino a lambire pericolosamente l'intera popolazione. Attraverso quali pratiche e quali categorie prese forma il codice sociale dell'esclusione in Europa? Chi contribuì a disegnarne i contorni e quali ne furono le vittime? Questo volume propone paesaggi brulicanti di un'umanità periferica, come in un dipinto di Bosch o di Bruegel dove anche i tratti del volto e le vesti recano lo stigma di una specifica inferiorità morale e sociale. Un quadro arricchito dall'esame dei testi e delle scritture che venivano diffondendo la nozione di subalternità civica, sanzionando la debole cittadinanza di un popolo cristiano sempre a rischio di precipitare nella marginalità.
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Gaetano Salvemini
di Gaetano Quagliariello
editore: Il Mulino
pagine: 313
Il volume offre una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico fra i più influenti del Novecento italiano. Sono prese in considerazione le varie fasi del suo percorso intellettuale: dal distacco dal socialismo degli anni giovanili all'impegno antigio-littiano, all'interventismo, alla stagione antifascista, per giungere infine al polemista acceso del sistema repubblicano. Un profilo, tracciato da Quagliariello a partire da uno scandaglio rigoroso delle fonti, che rappresenta un deciso rinnovamento negli studi salveminiani, mettendo a fuoco tematiche poco studiate del pensiero del professore di Molfetta - dal rapporto con il totalitarismo a quello con il gobettìsmo - o proponendo una nuova lettura di aspetti già diversamente valutati, come ad esempio l'anticlericalismo, la cui analisi certamente non mancherà di suscitare discussioni.
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I giovani, i morti. Sfide al Rinascimento
di Giovanni Ricci
editore: Il Mulino
pagine: 203
In questo libro, che ha a oggetto la Ferrara cinquecentesca, Ricci fissa l'attenzione su due categorie che nel corso del secolo gettano ombre sull'immagine di solare serenità che si associa all'epoca rinascimentale: i giovani e i morti. Relativamente ai primi, Ricci ricostruisce le violenze rituali cui essi usavano abbandonarsi in occasioni come le cerimonie solenni di ingresso in città di grandi personaggi, il conflitto che esse generarono con il potere, e il disciplinamento cui gradualmente vennero sottoposte; quanto ai secondi, Ricci studia il discorso sulla morte che viene articolandosi sul finire del Rinascimento fissando l'attenzione su alcuni testi rari che trattano del problema delle sepolture, ma anche su testimonianze curiose come quella sul fantasma di Alfonso II d'Este che si aggira a cavallo per Ferrara.
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Leggere e scrivere nell'Europa contemporanea
di David Vincent
editore: Il Mulino
pagine: 273
Questo volume fornisce uno studio comparato della crescita e dell'impatto dell'alfabetizzazione di massa in Europa fra il 1750 e il 1950. Vincent considera l'evoluzione nei secoli dei metodi di insegnamento e di apprendimento, esamina la relazione fra alfabetismo e crescita economica, discute il mutamento nella domanda e nell'offerta di cose da leggere, e nel rapporto fra modalità orali e scritte del produrre e consumare tanto informazioni quanto opere di fantasia.
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Parlamenti democratici
editore: Il Mulino
pagine: 248
Esistono nella letteratura politologica numerosi studi di singoli parlamenti, nonché volumi collettanei con capitoli dedicati a una serie di assemblee legislative nazionali. Il valore aggiunto di questo lavoro consiste nella prospettiva comparata, che permette di valutare in maniera trasversale analogie e discrepanze tra differenti istituzioni parlamentari, spiegandone la varietà dei funzionamenti. A questo scopo sono stati prescelti e studiati cinque parlamenti di altrettanti sistemi politici democratici, tutti rilevanti e per molti versi "paradigmatici", che rappresentano diverse forme di governo o loro varianti significative: quella presidenziale (Stati Uniti), quella semi-presidenziale (Francia della Quinta Repubblica) e quelle parlamentari (governo di Gabinetto in Gran Bretagna, cancellierato in Germania e parlamentarismo tradizionale in Italia).
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Sonavan le quiete stanze. Sullo stile dei «Canti» di Leopardi
di Pier Vincenzo Mengaldo
editore: Il Mulino
pagine: 174
Appassionato studioso di poesia italiana, Mengaldo mette a frutto le sue conoscenze di filologia, storia della lingua, linguis
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I confini del mondo. Storia del cosmopolitismo dall'antichità al Settecento
di Luca Scuccimarra
editore: Il Mulino
pagine: 453
Negli ultimi anni il termine "cosmopolitismo" sembra essere divenuto una parola-chiave del dibattito politologico e sociologico: attraverso di esso si indaga il senso complessivo di una nuova era, caratterizzata dalla progressiva dissoluzione dei confini e delle tradizionali distinzioni nazionali-statali. Il volume ricostruisce la complessa vicenda dell'ideale cosmopolitico dal punto di vista della storia del pensiero, tentando di far emergere i diversi livelli di senso che nel corso dei secoli si sono succeduti, intersecati e sovrapposti nella definizione del suo composito contenuto pratico-politico.
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Religioni forti. L'avanzata dei fondamentalismi sulla scena mondiale
editore: Il Mulino
pagine: 335
Sono qui sintetizzati i risultati di un'ampia ricerca sui fondamentalismi delle diverse confessioni religiose, condotta nell'arco di oltre un decennio su 75 studi di caso e pubblicata in inglese in cinque volumi. Tutte le grandi religioni - cristianesimo cattolico e protestante, ebraismo, islam, induismo, buddismo - ospitano movimenti fondamentalisti: sono spesso reazioni ai processi di secolarizzazione, si scontrano con la globalizzazione e il mercato, creano "enclaves di veri credenti" che si prefiggono il ritorno alla "purezza originaria".
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