Il Mulino: Saggi
Globalizzazione e istruzione
di Antonio Cobalti
editore: Il Mulino
pagine: 290
La seconda metà del secolo scorso è stata caratterizzata da trasformazioni e fenomeni che hanno fatto parlare dell'avvento di una "nuova" società. Fra questi, la globalizzazione - intesa come crescente interdipendenza tra le regioni del mondo - ha assunto un posto di primo piano, anche nell'immaginario collettivo. I sistemi scolastici nazionali non sono rimasti immuni dal cambiamento, che ha portato alla ribalta concetti quali "competizione tra scuole", "buoni scuola", "capitalismo accademico", "privatizzazione scolastica". Ma in che modo i due versanti del mutamento in corso globalizzazione e istruzione - sono collegati fra loro? Secondo l'autore di questo volume la risposta è da ricercare in un insieme potente di idee, riconducibili al cosiddetto neoliberismo, che hanno plasmato i processi di globalizzazione economica, di trasformazione dello stato e di riforma dei sistemi scolastici. L'influenza di tali idee è rafforzata da alcune istituzioni internazionali, come l'Organizzazione mondiale del commercio e la Banca mondiale, che ne sono diventate gli alfieri, anche in campo educativo.
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Capitalismo famigliare
di Andrea Colli
editore: Il Mulino
pagine: 155
Ancora oggi le imprese controllate e gestite da famiglie sono una presenza diffusa e mostrano un elevato grado di efficienza. Nel Novecento l'avvento della grande impresa integrata ha provocato in alcuni sistemi economici l'affermazione della publie company e la decisa separazione fra proprietà e controllo dell'impresa; in altri invece l'incremento nelle dimensioni non solo si è risolto nel mantenimento di una concentrazione proprietaria nelle mani di singoli o gruppi famigliari, ma anche in una sorprendente capacità gestionale. Attraverso un'ampia comparazione, il volume propone un'analisi articolata dell'emergere e del persistere del family business nel corso del processo di industrializzazione delle economie contemporanee, insieme a un'indagine dei fattori che concorrono a plasmarne le molteplici fisionomie nel corso del tempo e in diversi contesti geografici e sociali.
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Sentieri interrotti della legalità. La decostruzione del diritto amministrativo
di Fabio Merusi
editore: Il Mulino
pagine: 183
Questo saggio si interroga sullo stato del principio di legalità (quello che informa l'attività della pubblica amministrazione ed è il pilastro del diritto amministrativo) nella vita del nostro ordinamento. L'autore individua alcuni "attentati" a quel principio, in particolare nel rapporto fra potere legislativo e potere esecutivo, dove il primo tende a sostituirsi al secondo. Dovendo distribuire risorse rese scarse dai patti di stabilità comunitari, il Parlamento cede spesso e volentieri alla tentazione delle leggi-provvedimento, destina cioè direttamente le risorse saltando l'intermediazione della PA, venendo meno al principio della imparzialità amministrativa. Costretto a privatizzare sempre per rispettare i patti di stabilità, il Parlamento cerca di non perdere la "presa" su organizzazioni che, almeno formalmente, ha privatizzato, inventandosi il "diritto privato speciale", una sorta di riserva di potere ancora pubblico nascosto sotto apparenti rinvii all'autonomia privata. Ulteriori attacchi alla legalità amministrativa, e perciò alla garanzia del cittadino, vengono ormai da più parti: oltre che dal legislatore, dagli interpreti che teorizzano improponibili sistemi alternativi o che dissimulano dietro teorie "più avanzate" la ricomparsa di poteri liberi, e perciò arbitrari, e anche da qualche giudice (con particolare frequenza quello penale), che anziché ergersi a custode della legalità preferisce sostituirla con una sua "legalità" alternativa.
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Stagioni filosofiche. La filosofia del Novecento tra Torino e l'Italia
di Carlo A. Viano
editore: Il Mulino
pagine: 246
Il Novecento ha rappresentato per la storia della filosofia italiana un secolo di grande interesse. Ciò vale soprattutto per il periodo seguito alla seconda guerra mondiale, al termine della quale, con la caduta del fascismo, occorreva porre rimedio alla chiusura nazionalistica che la cultura italiana aveva conosciuto in tutti i campi, filosofia compresa. Proprio quel nuovo inizio valse a inaugurare la stagione più ricca di fermenti, idee e dibattiti, che riuscirono a traghettare la cultura filosofica del paese fuori dell'isolamento indotto dal fascismo e dall'idealismo imperante. Prestando particolare attenzione alla visione d'insieme ma anche ai singoli apporti di autori o scuole, Carlo Augusto Viano ripercorre in questo volume alcuni momenti della vicenda filosofica italiana del secolo scorso, approfondendo il ruolo che in essa hanno avuto figure come quelle di Croce, Banfi, Abbagnano, Bobbio, importanti tradizioni cittadine (tra tutte, quella torinese) e le principali correnti di pensiero (dall'idealismo all'esistenzialismo e al neoilluminismo).
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Povertà, di che cosa? Risorse, opportunità, capacità
editore: Il Mulino
pagine: 213
Il primo degli obiettivi di sviluppo fissato dalle Nazioni Unite per il nuovo millennio si propone di dimezzare, entro il 2015, il numero di persone che nel mondo hanno un reddito inferiore a un dollaro al giorno e la quota di esseri umani che quotidianamente soffrono la fame. Nel dibattito economico e politico ha assunto grande rilevanza il tema dell'identificazione dei poveri e della misurazione della povertà ed è stato elaborato il concetto centrale di povertà multidimensionale: la deprivazione viene ormai riferita a una molteplicità di dimensioni della vita importanti per la realizzazione individuale. Secondo questa impostazione l'obiettivo si connette con altri quali l'eliminazione delle diseguaglianze di genere e il sostegno all'istruzione primaria. Ecco dunque che rispondere all'interrogativo posto dal libro consente di declinare le forme di povertà in diversi spazi di valutazione (dalle risorse alle libertà) e di apprezzare al meglio come la diversità umana imponga politiche differenziate di fuoriuscita dalla povertà.
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Giustizia globale. Le nuove frontiere dell'eguaglianza
di Isabel Trujillo
editore: Il Mulino
pagine: 208
L'esigenza di redistribuzione globale della ricchezza, la riduzione delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, la gestione dei flussi migratori, la protezione dai rischi ambientali, la lotta contro le reti transnazionali del terrorismo globale sono questioni che travalicano i confini nazionali e configurano quella che Habermas ha definito la "costellazione post-nazionale". Il fenomeno della globalizzazione sta trasformando i modi di pensare e di impostare i problemi di giustizia e la sfida che attende oggi un approccio di tipo normativo, è la necessità di riferirsi a criteri di giudizio e di valutazione etica non limitati a comunità chiuse ma validi al di là dei confini statali. Tuttavia, una convinzione molto diffusa vuole che la discussione sulla giustizia riguardi principalmente le relazioni tra cittadini di uno stato nazionale, non solo nelle classiche trattazioni filosofiche, da Platone a Rawls, ma anche nella comprensione comune. Il libro affronta in modo sistematico le questioni centrali attinenti la "giustizia globale", esaminando gli argomenti pro e contro, e analizzando le principali difficoltà di una giustizia non esclusivamente iscrivibile alla comunità politica locale, sia sul fronte teorico, sia dal punto di vista pratico.
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Il calabrone Italia. Ricerche e ragionamenti sulla peculiarità economica italiana
di Giacomo Becattini
editore: Il Mulino
pagine: 272
Con la sua ricerca innovativa sui "distretti industriali", Becattini apre una prospettiva nuova alla lettura dei fenomeni dello sviluppo economico, ponendo al centro dell'attenzione aspetti che la visione tradizionale, prigioniera dell'idea dell'inevitabile avanzamento del gigantismo industriale, lasciava in ombra. Con questa nuova chiave di lettura, il fulcro dello sviluppo torna a essere l'agente umano col suo impegno, la sua intelligenza, la sua creatività, nell'industria, nella ricerca scientifica, nella vita in generale. Il ruolo del progresso tecnico in senso stretto ne viene, conseguentemente, ridefinito e storicizzato. Quanto all'accumulazione e alla concentrazione del capitale, ne risulta evidenziata la duplice natura di alimento e di limite dello sviluppo socioeconomico. Nell'attuale dibattito sui dilemmi connessi ai segni del declino economico del nostro paese, l'autore si distacca dal pensiero dominante per sottolineare il ruolo di una politica industriale che sviluppi, qualificandoli, i tradizionali punti di forza del nostro export: Made in Italy e meccanica.
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Anatomia di un massacro. Controversia sopra una strage tedesca
di Paolo Pezzino
editore: Il Mulino
pagine: 294
Il 29 giugno 1944 a Guardistallo (Pisa), a seguito di uno scontro con i partigiani, i tedeschi effettuarono una rappresaglia uccidendo una sessantina di persone. Da allora il paese è diviso tra chi attribuisce ai partigiani la responsabilità prima dell'eccidio, e chi ne rivendica l'operato. Come andarono davvero le cose? Dall'indagine è nato questo libro. Ricostruendo l'accaduto Pezzino enuclea con chiarezza i tre nodi fondamentali: la responsabilità delle stragi tedesche; l'azione partigiana e le sue conseguenze sulla popolazione; la "lotta sulla memoria" ingaggiata tra difensori e detrattori della Resistenza nel dopoguerra. Quanto alle stragi, l'analisi mostra che erano frutto di decisione individuale e non di una direttiva generale all'esercito tedesco; quanto all'attività partigiana, essa collideva con una visione passiva e attendista, e originava forti tensioni fra partigiani e popolazione; quanto alla memoria Pezzino conclude che non potrà esistere di quegli anni di guerra una memoria comune e pacificata. La nuova edizione è completata da una lunga postfazione che fa il punto su quanto la storiografia degli ultimi dieci anni ha prodotto sul tema.
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Gaetano Salvemini
di Gaetano Quagliariello
editore: Il Mulino
pagine: 313
Il volume offre una biografia intellettuale di Gaetano Salvemini (1873-1957), storico e uomo politico fra i più influenti del Novecento italiano. Sono prese in considerazione le varie fasi del suo percorso intellettuale: dal distacco dal socialismo degli anni giovanili all'impegno antigio-littiano, all'interventismo, alla stagione antifascista, per giungere infine al polemista acceso del sistema repubblicano. Un profilo, tracciato da Quagliariello a partire da uno scandaglio rigoroso delle fonti, che rappresenta un deciso rinnovamento negli studi salveminiani, mettendo a fuoco tematiche poco studiate del pensiero del professore di Molfetta - dal rapporto con il totalitarismo a quello con il gobettìsmo - o proponendo una nuova lettura di aspetti già diversamente valutati, come ad esempio l'anticlericalismo, la cui analisi certamente non mancherà di suscitare discussioni.
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I giovani, i morti. Sfide al Rinascimento
di Giovanni Ricci
editore: Il Mulino
pagine: 203
In questo libro, che ha a oggetto la Ferrara cinquecentesca, Ricci fissa l'attenzione su due categorie che nel corso del secolo gettano ombre sull'immagine di solare serenità che si associa all'epoca rinascimentale: i giovani e i morti. Relativamente ai primi, Ricci ricostruisce le violenze rituali cui essi usavano abbandonarsi in occasioni come le cerimonie solenni di ingresso in città di grandi personaggi, il conflitto che esse generarono con il potere, e il disciplinamento cui gradualmente vennero sottoposte; quanto ai secondi, Ricci studia il discorso sulla morte che viene articolandosi sul finire del Rinascimento fissando l'attenzione su alcuni testi rari che trattano del problema delle sepolture, ma anche su testimonianze curiose come quella sul fantasma di Alfonso II d'Este che si aggira a cavallo per Ferrara.
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Leggere e scrivere nell'Europa contemporanea
di David Vincent
editore: Il Mulino
pagine: 273
Questo volume fornisce uno studio comparato della crescita e dell'impatto dell'alfabetizzazione di massa in Europa fra il 1750 e il 1950. Vincent considera l'evoluzione nei secoli dei metodi di insegnamento e di apprendimento, esamina la relazione fra alfabetismo e crescita economica, discute il mutamento nella domanda e nell'offerta di cose da leggere, e nel rapporto fra modalità orali e scritte del produrre e consumare tanto informazioni quanto opere di fantasia.
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Parlamenti democratici
editore: Il Mulino
pagine: 248
Esistono nella letteratura politologica numerosi studi di singoli parlamenti, nonché volumi collettanei con capitoli dedicati a una serie di assemblee legislative nazionali. Il valore aggiunto di questo lavoro consiste nella prospettiva comparata, che permette di valutare in maniera trasversale analogie e discrepanze tra differenti istituzioni parlamentari, spiegandone la varietà dei funzionamenti. A questo scopo sono stati prescelti e studiati cinque parlamenti di altrettanti sistemi politici democratici, tutti rilevanti e per molti versi "paradigmatici", che rappresentano diverse forme di governo o loro varianti significative: quella presidenziale (Stati Uniti), quella semi-presidenziale (Francia della Quinta Repubblica) e quelle parlamentari (governo di Gabinetto in Gran Bretagna, cancellierato in Germania e parlamentarismo tradizionale in Italia).
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