Il Nuovo Melangolo: Nugae
Libri d'oggi per ragazzi d'oggi
di Gianni Rodari
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 70
Si leggeva di più nel passato o più oggi? Perché i giovani non sembrano amare la lettura? Quale funzione deve svolgere la scuo
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La pigrizia come verità effettiva dell'uomo
di Kazimir Malevic
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 64
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Boccacce
di Marco Lodoli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 112
Tema e sfondo di questa raccolta di racconti brevi è il mondo editoriale. Le figure canoniche, i ruoli codificati per eccellenza di questo brulicante universo che sembra ruotare unicamente intorno alla propria orbita, vengono sezionati con spietata impassibilità. L'esordiente, il libraio, l'editore, la traduttrice improvvisata, il filologo, il critico stroncatore, l'autore "maledetto", i premi letterari, l'ufficio stampa, tutto viene visto attraverso l'humour di chi, pur consapevole di appartenere a quell'ambiente, non rinuncia a posarvi uno sguardo distaccato e ironico, talvolta amaro fino allo struggimento.
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Il principio dell'iceberg
Intervista sull'arte di scrivere e narrare
di Hemingway Ernest
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 72
In questa intervista sulla "scienza dello scrivere" emergono una tale metodicità nel lavoro, una tale attenzione a non interro
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Muchtar
di Israil M. Metter
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 150
Le avventure di un cane che, abbandonato dalla padrona diventa per caso poliziotto. Ambientato a Leningrado, a cavallo degli anni cinquanta e sessanta, Muchtar racconta il rapporto che nasce tra l'addestratore e il cane, il quale da violento e selvatico si fa generoso e fedele mettendo in risalto le sue doti di tenacia e intelligenza. Sarà proprio il suo vecchio addestratore a salvarlo dalla morte quando una burocrazia che non bada ai sentimenti vorrà eliminarlo perché, ormai vecchio, Muchtar non è più che un "costo aggiuntivo".
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Bargan se ne infischia e altri racconti inediti
di Bertolt Brecht
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 207
La scrittura di Brecht si accende all'eco della tradizione, integrandola, disarticolandola, rovesciandola, opponendo al mito la storia, alla posa statuaria il gesto del quotidiano in cui balenano i rapporti sociali. In questa raccolta di racconti (che include gli anni dal 1913 al 1940) tale pratica di sabotaggio letterario trova forse la sua prima radice visibile, in ciò vi è un sicuro motivo di interesse: la possibilità di osservare allo stato nascente certi temi che diverranno tipici del drammaturgo tedesco. Appresi i rudimenti dell'arte del raccontare, Brecht non ha mancato di arricchire il suo contenuto istruttivo; ecco che l'astuzia sorniona del narratore riesce a trasformare il luogo della chiacchiera piccolo-borghese in osservatorio affacciato sul mondo.
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