Il Nuovo Melangolo: Nugae
La gamba sinistra
di Theodore F. Powys
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 160
Il fattore Mew dalla vita desidera una cosa soltanto: possedere tutto Madder, il villaggio in cui abita, abitanti compresi
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Ho sognato l'ospedale
di Lalla Romano
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 80
Il libro è il racconto di un'esperienza di vita. "Quindici giorni in ospedale. Doveva essere un'esperienza suprema e invece fu un seguito di piccole avventure irrilevanti, più che altro comiche. In un sogno la rivelazione: curiosa."
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Le parole
di Vercors
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 84
Scritto nei mesi immediatamente successivi alla liberazione della Francia appare soltanto nel 1947. Lo spunto viene dalla testimonianza di Georges Duhamel sull'eccidio compiuto dai tedeschi in un piccolo paese. Nascosto nella legnaia della sua casa, il protagonista osserva l'ufficiale tedesco mentre dipinge lo splendido paesaggio della campagna, nel medesimo lasso di tempo i soldati passano per le armi l'intera popolazione e incendiano ogni casa. Il quadro è terminato, lo sterminio consumato e il protagonista, terrorizzato e inorridito, ma anche attratto dalla capacità creatrice del soldato, sente nascere in sé, non chiamate, le parole. E saranno proprio le parole che permetteranno di ridare un senso all'orrore e una possibilità al futuro.
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Favole dopo le favole
di Ljudmila Petrusevskaja
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 96
Le ultime favole dell'autrice di "Dopo le favole". Da Lear al Gadda del Primo libro delle favole, da Carrol al Bierce di Fantastic fables, includendo anche il Gogol dei Racconti di Pietroburgo, i riferimenti a quella letteratura che si muove tra il fantastico, il surreale e il nonsense sono molti.
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A spasso sui cornicioni
di Aleksej Remizov
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 256
Scritto tra il '24 e il '28 e pubblicato nel '29, nel testo si realizza quella congiunzione tra memoria personale e memoria storica che caratterizza le opere dello scrittore moscovita. Vi si raccontano fatti intimi e quotidiani il cui valore va al di là dell'interesse psicologico, illuminati dal pensiero magico e irrazionale dello scrittore. La narrazione è organizzata a incastro di frammenti e spazia dalla caccia al "favoloso" macaone tra i giardini e gli orti di un quartiere di Mosca al tempo dell'infanzia, all'insicurezza, alla povertà, alle piccole umiliazioni della vita di emigrato nella Parigi degli anni Venti. Attraverso le difficili vicende dell'esistenza l'autore dà vita a un narratore-protagonista che si muove come gli eroi delle fiabe popolari russe.
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Quercia e cane. Romanzo in versi (1937). Testo originale a fronte
di Raymond Queneau
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 152
Non si può dire che sia un vero romanzo perché non possiede le caratteristiche del genere, ma neppure è possibile definirlo un'autobiografia nel senso stretto del termine. E' un romanzo in versi, come specifica l'autore. Una composizione dal linguaggio familiare, in cui prendono forma personaggi comuni, sentimenti "bassi", ossessioni sessuali. Pur parlando di sé, dei suoi genitori, del suo ambiente bottegaio, piccolo borghese, della sua esperienza psicoanalitica, l'autore lancia una serie di sfide ai miti dell'infanzia, della Belle Epoque, della psicoanalisi, dei surrealismi, dei pudori e dei tabù, in ultima istanza dei generi tradizionali. Queneau mescola il tragico e la beffa per dare corpo alla sua storia, e offrire un autoritratto dai toni burleschi.
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Il taccuino rosso
di Paul Auster
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 111
Tredici bravi racconti di storie vere. Auster sottolinea, in apertura e in chiusura, questa caratteristica irrinunciabile e fondamentale della sua ispirazione. Certo, gli accidenti, i casi, le combinazioni, le coincidenze hanno dell'incredibile, se non del favoloso. Ma non è soltanto la spettacolarità del caso ad avvincerci, di fatto le vicende narrate influenzano in maniera decisiva i destini dei protagonisti, si presentano come una sorta di "provvidenza laica" alla quale non sappiamo attribuire un significato univoco e certo.
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Memorie di un giovane re. Racconti dall'infanzia
di Heinrich Böll
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 168
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Tre favole dell'ansia e dell'ombra
di Francesca Sanvitale
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
"Fanciulla e il Gran Vecchio", "La bella principessa Rosalinda" e "Bambina" narrano di epoche passate, di realtà sospese nella magia del fantastico e di figure di donne che sembrano racchiudere nei loro sogni o nei loro incubi, tutto il mistero del mondo, della vita e della morte. Francesca Sanvitale costruisce come un gioco di scatole cinesi la trama di ogni fiaba, che ne racchiude un'altra che a sua volta ne svela un'altra ancora e così via, lasciando socchiusa la porta dell'interpretazione, ma non indicando mai il momento esatto per varcarla.
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In difesa di me stesso
di Fëdor Dostoevskij
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 96
Il 23 aprile 1849 Dostoevskij venne arrestato con l'accusa di appartenere al circolo "intellettual-politico" fondato da Petrasevskij. Dostoevskij rimase nella fortezza di San Pietro e Paolo a Pietroburgo per otto mesi. Condannato a morte, ebbe commutata la pena capitale in 4 anni di lavori forzati e 4 anni di servizio militare obbligatorio. Sono qui riprodotti due documenti: una specie di memoria scritta (databile 6 maggio 1849) che la commissione d'inchiesta pretese dopo un primo interrogatorio e il verbale d'interrogatorio del giugno dello stesso anno. Gli inquirenti tentarono di provare l'esistenza di una setta segreta, ma non ci riuscirono e dovettero concludere che si trattava di una "congiura di idee" e di qui la grazia concessa a tutti i condannati.
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Monte Ignoso
di Paola Masino
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 226
Emma, la protagonista, vaga di notte per la grande casa, illuminando con una candela i quadri di soggetto biblico appesi alle pareti. Alla tragedia e alle figure che tormentano la sua vita ossessionata dal sesso vissuto solo come violenza, Emma contrappone la purezza della sua maternità, unica realtà di cui è fiera, ma che le sarà negata con la morte dell'unica figlioletta Barbara, anch'essa vinta dalle visioni della madre. La Masino, accusata dal regime fascista di non saper pensare come una donna, per anni considerata solo come la custode dell'opera del suo compagno Bontempelli, oggi torna a far parlare di sé come di un'autentica scrittrice.
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