Il Nuovo Melangolo: Opuscula
Nobiltà e sofferenza. Musica, religione e filosofia in F. Nietzsche
di Domenico Venturelli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 212
Nietzsche fu veramente il filosofo ateo e nichilista che una certa vulgata dipinge? Venturelli procede alla decostruzione di questo stereotipo ripercorrendo le vie molteplici del pensiero nietzschiano, guidato da due fili armoniosamente intrecciati: la musica e la religione. Sullo sfondo del nulla, quale inaggirabile tema del pensiero nietzschiano, Venturelli tenta di ricostruire la "filosofia di Nietzsche" dando largo spazio al tema di una religiosità che, sebbene sofferta, resta pur sempre cifra del suo pensiero tragico nel senso proprio della parola, indissolubilmente legato allo spirito della tragedia e alla sua musica.
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Il ritratto dell'artista, in generale
di Philippe Lacoue-Labarthe
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 105
Philippe Lacoue-Labarthe ci pone di fronte a nove autoritratti fotografici di Urs Lüthi per interrogare l'arte: e nell'interrogazione mostrare che, in verità, non si possono rivolgere domande all'arte, tanto più se filosofiche, perché è l'arte stessa - nella forma sua singolarissima di riguardarci - a interrogarci, silenziosamente, facendo vacillare le nostre certezze, cancellando le nostre risposte, e facendoci esperire, proprio così, inermi e come davanti alla morte o alla nascita ammutoliti, il nostro non-sapere.
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Morfologie del moderno. Saggi di ermeneutica dell'immagine
di Federico Vercellone
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 208
Qualora questo libro fosse davvero venuto a capo del problema fondamentale che esso si pone, s'intitolerebbe Ermeneutica e morfologia. S'intitola invece Morfologie del moderno a indicare la preoccupazione teorica principale che impegna questi saggi che vanno dal romanticismo a Nietzsche per venire ad alcuni momenti dell'estetica contemporanea. La tesi centrale è che l'ermeneutica, la moderna teoria filosofica dell'interpretazione sia sorta dalla fine traumatica della teleologia della natura, di una finalità ad essa intrinseca che si proponga anche come complessivo senso dell'essere. In questa prospettiva l'ermeneutica è volta alla costruzione del senso dopo che la sua evidenza è venuta meno.
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Sopralluoghi. Croce, Gentile e oltre
di Aldo Trione
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 95
... Questi "sopralluoghi" hanno permesso di individuare una complessa fenomenologia di forme, le quali, sottraendosi al "controllo" dell'evidenza, tendono di continuo a inventare nuovi rapporti di senso, nell'orizzonte di quella filosofia di cui parla Merleau-Ponty, che non cerca "un immediato abolito per confondersi in esso: quello che essa vuole è trasportarsi [...] sul cerchio di fuoco del visibile, del nominabile, del pensabile, dove il vedere, il parlare, il pensare attuali riannodano il legame con tutte le visioni, tutte le parole, tutti i pensieri". (Dalla Premessa)
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L'«Opuscolo della contesa» di Falaquera. Introduzione alla filosofia ebraica medioevale. Ediz. italiana ed ebraica
di Steven Harvey
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 268
Steven Harvey, docente di Filosofia ebraica medioevale presso l'Università di Bar Ilan (Israele), presenta in questo libro l'e
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Contro i manichei
di Alessandro di Licopoli
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 87
Il filosofo Alessandro di Licopoli, vissuto tra la fine del III secolo e l'inizio del IV secolo dopo Cristo, appartenne alla scuola neoplatonica di Alessandria d'Egitto. L'unica sua opera pervenutaci, il trattato "Contro i Manichei", costituisce il primo tentativo di critica sistematica al manicheismo, la grande religione tardoantica che proprio in quei secoli si stava diffondendo in tutto il vicino Oriente, grazie a una intensa attività missionaria. Venuto a contatto con i diretti discepoli di Mani, Alessandro ripercorre con lucidità le vicende del mito manicheo, che abbraccia l'intera storia universale, annunciando ad ogni uomo il proprio messaggio di salvezza attraverso la conoscenza.
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Vie d'uscita. L'identità umana come programma stazionario metafisico
di Eugenio Mazzarella
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 187
Oggi la vita non è più un presupposto indiscusso. È oggetto di biopolitica. Il che vuol dire che si tratta di decidere se e quale forma della vita si voglia tutelare o promuovere. La sussistenza dell'identità della vita, la sua resistenza a se stessa, non è più un dato dell'agire ma un compito per il pensiero. La filosofia non può sottrarsi a questa sfida, se vuole continuare ad essere azione storica, storia, sapere che se ne intende di un fenomeno e lo prosegue. D'altro canto una specie che si è posta al vertice della creazione o al centro della scala naturae perché dovrebbe evolvere fuori di sé? E pure è proprio questo paradossale voler trascendere la propria essenza, che talora abita l'immaginario dell'uomo tecnologico.
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L'«errore filosofico» di Martin Heidegger
di Angelino Carlo
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 55
"L'errore filosofico di M. Heidegger" affonda le sue radici nella presupposizione della verità da cui, fin dalle sue origini, ha preso le mosse il progetto di una comprensione e interpretazione dell'Essere a partire dal tempo. Ogni filosofia, al suo inizio e alla sua fine, non fa che dispiegare il proprio presupposto. Infatti il presupposto della filosofia non è qualcosa che sta prima e al di fuori di essa, e che entra in gioco di tanto in tanto, e possibilmente in modo occulto. E', anzi, l'apertura dell'Intero stesso, proprio ciò che c'è da principio, costantemente, fino alla fine e che permane nel dispiegamento.
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L'essere, che può essere compreso, è linguaggio. «Omaggio a H. G. Gadamer»
editore: Il Nuovo Melangolo
pagine: 128
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