Arte
Scipione l'Africano. Un eroe tra Rinascimento e Barocco. Atti del Convegno di studi (Roma, 24-25 maggio 2012)
editore: Jaca Book
pagine: 367
Il tema di questo volume scaturisce dal gruppo di sei arazzi conservati nell'Academia Belgica di Roma, parziale riedizione della serie di 22 pezzi raffiguranti le gesta e il trionfo di Publio Cornelio Scipione, detto l'Africano, il vincitore di Annibale. Tessuti a Bruxelles su modelli di Giulio Romano, assistito da Gianfrancesco Penni, furono acquistati da Francesco I e bruciati durante la Rivoluzione francese per recuperarne i fili d'oro e d'argento. I sei pezzi dell'Academia Belgica, realizzati a Bruxelles verso la metà del XVI secolo, ne costituiscono una delle più antiche riedizioni, che appartenne a Ippolito d'Este. L'arazzo del Rinascimento e del Barocco è un artefatto che pone tante domande: chi ha dato la commissione per il tema specifico, Scipione l'Africano? Chi ha "inventato" il programma delle scene? Quali sono le fonti, antiche e moderne, dipinte e letterarie, che hanno ispirato il programma? Per quale motivo, con quali intenti, per quale "pubblico" fu scelto il tema? Come nasce il "mito" che si va costruendo intorno a Scipione? E che ne avviene nei secoli successivi? Il libro riflette questa molteplicità e varie discipline si danno la mano: storia dell'arte, storia antica e moderna, filologia, storia della letteratura e del teatro. E del cinema, giacché si conclude con il raffinato Scipione di Luigi Magni, regista scomparso nel 2013.
Fuori catalogo
La Biennale di Venezia. 14ª Mostra internazionale di architettura. Fundamentals. Catalogo della mostra (Venezia, 7 giugno-23 novembre 2014 )
editore: Marsilio
pagine: 572
A ciascun paese è stato chiesto di raccontare la propria storia negli ultimi 100 anni in relazione all'idea di modernità, acce
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Masques mascarades mascarons
editore: Officina libraria
pagine: 272
Fin dall'antichità, in Occidente, l'uomo si è sempre mascherato
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Il punto di vista del cavallo. Caravaggio
di Sgarbi Vittorio
editore: Bompiani
pagine: 158
Caravaggio è doppiamente contemporaneo
Fuori catalogo
Serapian Milano. Essere unici
editore: Compositori
pagine: 173
Il volume ricostruisce la storia della maison Serapian, fondata da Stefano Serapian all'inizio degli anni Trenta. Attraverso le vicende dell'azienda, da un laboratorio artigianale fino a diventare un brand internazionale, si legge l'evoluzione di un modello, culturale prima di essere industriale, che sta alla base del Made in Italy. Dagli accessori in pelle fino a un sistema di prodotti che la rendono "unica" nel mondo della moda. Ricerca, "fatto a mano", il passaggio da una generazione all'altra, senza mai dimenticare che i dettagli e gli aspetti artigianali di un prodotto rappresentano i valori sui quali si costruisce un'impresa.
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Massoneria. Simboli, segreti, significato
di Kirk W. MacNulty
editore: Mondadori Electa
pagine: 320
In sette capitoli, il volume offre un panorama accessibile, interessante e di facile comprensione dell'organizzazione massonica. Introduce in modo esauriente le origini e la storia dell'Ordine, commenta la filosofia che sottende i rituali dei gradi, descrive il rapporto mutevole tra Massoneria e società, compresi il ruolo della donna al suo interno e i nemici dell'istituzione. Affronta i misteri e gli enigmi associati alla Libera Muratoria e presenta infine alcuni dei principali personaggi che si sono distinti nel corso dei secoli e che sono appartenuti all'Ordine. Il quadro è completato dalla disamina minuziosa dei diversi Alti Gradi delle associazioni massoniche in tutto il mondo, tra i quali il Sacro Arco Reale, la Massoneria del Marchio e i Riti Scozzese e di York. Considerazioni approfondite si accompagnano a immagini che presentano una ricca galleria di oggetti e simboli massonici.
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Fare una mostra
di Hans-Ulrich Obrist
editore: Utet
pagine: 252
Come nasce una mostra? Qual è il ruolo del curatore? Perché possiamo considerarci tutti curatori? Intrecciando ricordi personali e professionali legati alla sua poliedrica attività in ambito artistico, Hans Ulrich Obrist spiega che curare, in fondo, è "un tentativo d'impollinazione fra culture, o un modo di disegnare mappe, che schiude percorsi nuovi attraverso una città, un popolo o un mondo". Magneticamente sospeso tra la narrazione autobiografica e la riflessione sulla curatela come pratica culturale nient'affatto limitata ai musei, l'impresario teatrale Sergej Djagilev, fondatore dei Ballets Russes ed eroe personale di Obrist, fu un curatore eccezionale per il suo talento nel coinvolgere sensibilità artistiche differenti, "Fare una mostra" è un libero viaggio tra incontri e conversazioni, illuminanti e mai convenzionali, con gli artisti, gli scrittori e gli intellettuali che più hanno ispirato Obrist. Rimbalzando vivacemente tra mostre, festival internazionali, continenti e secoli, ci restituisce il profilo di una professione tutt'altro che chiusa in se stessa, fino a suggerirci che la proliferazione di idee, informazioni e oggetti che qualifica il mondo contemporaneo non lascia alternativa: selezionare al meglio, curare i nostri contenuti è un esercizio irrinunciabile della quotidianità, un gesto di sopravvivenza che ci riguarda tutti. Scritto con Asad Raza. Con un "Ritratto di Hans Ulrich Obrist" di Gianluigi Ricuperati Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.
Fuori catalogo
Gerolamo. Gli affreschi in San Francesco a Montefalco
di Rapino Valentina
editore: San paolo edizioni
pagine: 64
Un percorso di arte e di fede sulla figura di San Gerolamo, a cui sono dedicati gli affreschi della cappella di Montefalco (Pe
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Anish Kapoor. Dirty Comer. Ediz. italiana e inglese
editore: Skira
pagine: 400
Attraverso la pubblicazione di schizzi, dipinti, maquette di opere architettoniche e sculture, realizzati dal 1974 ad oggi, Di
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Romanino e la «Sistina dei poveri» a Pisogne
di Reale Giovanni
editore: Bompiani
pagine: 441
Per comprendere Romanino bisognava intendere il senso e la portata della rottura da lui operata nei confronti del paradigma cl
Fuori catalogo
Santo jullàre Franzesco (Lu)
di Dario Fo
editore: Einaudi
pagine: 104
Allestito con le scenografie dipinte dallo stesso Dario Fo ormai quindici anni fa e tornato a calcare le scene in una nuova forma al Teatro Duse di Bologna nel febbraio del 2014, "Lu santo jullàre Franzesco" prende spunto da leggende popolari, testi canonici del Trecento e documenti riscoperti negli ultimi tre secoli. A emergere è il lato umano del santo che amava definirsi "jullàre al servizio di Dio": la personalità multiforme, la capacità di comunicare l'idea di un Dio aperto al dialogo con l'uomo peccatore, il carisma e l'abilità istrionica che lo hanno reso universale patrimonio dell'umanità e non solo della Chiesa. In questa riscrittura Fo dedica l'incipit del testo a papa Francesco, a un possibile cambiamento di rotta della Chiesa (più un auspicio che una scommessa a tutti gli effetti) e alla decisione di Bergoglio di chiamarsi, appunto, Francesco. Un nome che nessun papa aveva osato scegliere prima, per un santo che il potere ecclesiastico aveva a lungo cercato di "addomesticare", riuscendoci solo dopo la sua morte con l'imposizione di una biografia autorizzata e l'eliminazione di qualsiasi riferimento al Francesco sovversivo della prima cronaca.
Fuori catalogo
Copie originali. Iperrealismi tra pittura e cinema
di Censi Rinaldo
editore: Johan & levi
pagine: 75
Copiare, descrivere, liberarsi dall'angoscia dell'influenza, non dire nulla
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