Classici
I beati Paoli
di Luigi Natoli
editore: Newton compton
pagine: 671
Un'epica storia corale, tessuta di inganni e travestimenti e capovolgimenti e cospirazioni, e insieme (e soprattutto) la storia della rivincita personale di Blasco di Castiglione, intricata e perigliosa quanto quella dumasiana del Conte di Montecristo. Questo e molto altro è "I Beati Paoli", il capolavoro di Luigi Natoli. Tra riverberi di lame nell'oscurità dei vicoli palermitani (nella città settecentesca, ricca di miserie e di sfarzi, mirabilmente ritratta in un vivido contrasto di luci e di ombre), prende le mosse una tragica vicenda di amore e odio, di vendetta e di rivalsa sociale. Qui, nel cuore della Sicilia barocca, illuminate da fioche candele, hanno luogo le riunioni della misteriosa setta dei Beati Paoli: hanno sempre indosso un cappuccio, perché neanche tra loro devono riconoscersi, tanto è alto l'ideale di giustizia che li anima. Cari alle fantasticherie del popolo, questi figuri intendono imporre con ogni mezzo le loro sentenze, animate da una mistica volontà di ristabilire un ordine superiore in favore dei deboli e degli oppressi. Per la ricchezza dell'intreccio e la felice leva sulle ambizioni e le passioni dei lettori, il romanzo ebbe successo sin dalla sua prima pubblicazione, a puntate, tra il 1909 e il 1910.
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Le 95 tesi
di Lutero Martin
editore: Garzanti Libri
pagine: 32
Le 95 tesi di Lutero sono uno dei testi fondamentali della cristianità
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La fonte sacra
di Henry James
editore: Neri Pozza
pagine: 265
"'La fonte sacra' è il solo romanzo lungo in cui James si serve di una voce narrante in prima persona [...]. Leon Edel ha riassunto in due righe la trama del romanzo: 'un acuto e ipersensibile osservatore passa un fine settimana in una casa di campagna studiando ciò che ritiene essere il modo in cui due coppie si svuotano a vicenda'. La 'sacra fonte' che dà il titolo al libro è quella da cui ciascuno dei quattro, secondo il narratore, attinge vita, intelligenza e giovinezza, che passa poi all'altro, alternativamente svuotandosi e riempiendosi. Ciò che - attraverso una fitta trama di ipotesi e di smentite, di indizi e di controprove, che fanno assomigliare il romanzo a una detective-story senza delitto - il narratore si studia di comprendere è da quale donna - da quale fonte - Gilbert Long, notoriamente sciocco, ha tratto improvvisamente la sua intelligenza e bevendo a quale sorgente la quarantenne signora Brissenden ha riacquistato la giovinezza che suo marito, anagraficamente più giovane, ha invece perduto [...]. Nessuna delle risposte che di volta in volta egli crede di dover dare - Lady John, May Server, forse la stessa signora Brissenden - trova conferma [...]. La fonte sacra è, in questo senso, l'esperimento supremo dell'arte di Henry James [...]: ciò che alla fine il narratore - e con lui il lettore - contempla è un'ispirazione pura e senza oggetto, una Musa senza volto e senza nome." (dalla prefazione di Giorgio Agamben)
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Fuoco fatuo
di Pierre Drieu La Rochelle
editore: Passigli
pagine: 125
Agli inizi di novembre del 1929, a poco più di trent'anni, si suicidava Jacques Rigaut. Lo scrittore stava ancora tentando di disintossicarsi dall'alcool e dagli stupefacenti, ma il suo suicidio era un destino cui pareva impossibile sottrarsi. In altri tempi aveva ancora potuto scrivere: "Non ci sono ragioni per vivere, ma neppure per morire. La sola maniera che ci resta per testimoniare il nostro sdegno verso la vita è accettarla". Ma il tempo per lui era ormai venuto, e il suo suicidio venne eseguito con estrema cura, dalla scelta dei vestiti, alla cravatta intonata e ben annodata, allo scrupolo di non commettere errori prendendo le misure con un righello per essere sicuro che la pallottola centrasse il cuore. Drieu La Rochelle era amico di Rigaut e quella morte fu per lui un colpo molto profondo. Rigaut era già entrato nelle opere di Drieu quando ancora era vivo, nel racconto "La valigia vuota" del 1921; dopo la sua morte, divenne il protagonista dell'abbozzo narrativo "Adieu à Gonzague", ma, soprattutto, costituì il modello del romanzo "Fuoco fatuo" (1931), che resta probabilmente il suo capolavoro. Rigaut torna qui nei panni di Alain, drogato, scrittore fallito, dandy perennemente squattrinato; il romanzo ne segue l'ultima parabola, nell'arco di un giorno e di una notte, un breve, intensissimo pellegrinaggio per le vie di una città sempre più deserta, alla ricerca disperata di un appiglio per continuare a vivere.
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Un amore di Swann
di Marcel Proust
editore: Elliot
pagine: 189
Madame Verdurin è l'animatrice di uno dei salotti parigini più alla moda, frequentato tra gli altri da Odette De Crécy, una sc
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In America. Ediz. anastatica
di Edmondo De Amicis
editore: Delfino Carlo Editore
pagine: 175
Un intenso reportage di fine Ottocento che affronta il tema dell'emigrazione italiana in America.
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Vent'anni
di Corrado Alvaro
editore: Bompiani
pagine: 216
Luca Fabio e Attilio Bandi hanno vent'anni e sono sottotenenti dell'esercito italiano. I due ragazzi sono inviati al fronte nel maggio del 1915, in occasione dell'entrata in guerra dell'Italia. Fabio è un convinto interventista, Attilio è nipote di un eroe del Risorgimento, ma la guerra si rivela molto diversa da come se la aspettavano. Raggiunto il Carso scoprono infatti l'impreparazione dell'esercito italiano e la terribile vita nelle trincee. Scritto nel 1930 e qui riproposto nella sua versione originale, "Vent'anni" è un romanzo fortemente autobiografico sulla giovinezza, la disillusione e la follia della guerra. Una storia che dice molto sulla generazione che, tornata dalle trincee, si appresterà ad acclamare e sostenere il fascismo.
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La legge e la signora
di Collins Wilkie
editore: Fazi
pagine: 401
La legge e la signora, opera della maturità di Wilkie Collins, oltre a presentare diversi elementi della moderna letteratura d
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Sorelle
di Ada Negri
editore: Elliot
pagine: 128
Si è data un nome, Eddie, un diminutivo da uomo, ma gli altri la chiamano la Cacciatora, per i suoi stivaloni e la sua tenuta tipicamente maschile. Plautilla invece è una signora minuta, vedova, povera, che gli altri chiamano "zietta". Lionarda sbatte tappeti e pulisce scale, energica e volitiva, l'ultima figlia che le è rimasta è minacciata da un male buio. Nella chiesa del Duomo, tra nubi d'incenso e passi lenti, c'è una donna in ginocchio, pugni chiusi, capo a terra. E infine la madre del piccolo Fosco, elegante, distinta: per sbaglio qualcuno ha sparato al figlio. Scene di donne, ritratti netti, poetici, sospesi. In "Sorelle" Ada Negri mette a nudo la complessità dell'identità femminile e illumina le scene rurali dell'Italia del primo Novecento.
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Finalmente tutto finì
di Leonardo Borgese
editore: Archinto
pagine: 60
Due testi. Una lettera al padre, Giuseppe Antonio Borgese, del 30 agosto 1945 fra le macerie della guerra e della rinascita, e il racconto di un viaggio da Ponte in Valtellina a Roma, nel luglio del 1943, perché convocato dalla Commissione Centrale dei Danni di Guerra per ricevere un rimborso "milionario". Come scrive Claudio Magris nella sua Prefazione, "le poche pagine di questo 'Milione' sono uno straordinario viaggio in Italia in uno dei suoi momenti più tragici, più indecorosi e più eroici. Borgese attraversa il suo Paese con l'occhio critico della moralità offesa ma anche con l'umanissima bonarietà di chi sa sorridere della pasticciona commedia della vita". Il "pezzo forte" di questo libro è tuttavia la lettera al padre "... una delle grandi 'Lettere al padre' del secolo scorso... È toccante, è commovente - pur nell'asciuttezza del tono - sentire come Leonardo abbia bisogno che il padre lontano (meritorio maestro non investito direttamente dalla tragedia, nella sua esistenza in America) conosca quello che egli ha fatto, l'animo con cui egli ha affrontato e superato le difficoltà, la dirittura e il coraggio che lo hanno sorretto, e che hanno sorretto la sua famiglia, in quegli anni così difficili. Ha bisogno che il grande padre lo stimi e conosca il dramma della sua esistenza e anche la dignità di quest'ultima."
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