Filosofia
Essere o vivere. Il pensiero occidentale e il pensiero cinese in venti contrasti
di François Jullien
editore: Feltrinelli
pagine: 300
Essere o vivere: due grandi prospettive, due modi di abitare il mondo, di accostarsi agli uomini e agli esseri che lo popolano. L'Europa guarda il mondo nella prospettiva dell'Essere, la Cina nella prospettiva del vivere. L'Europa vede cose, la Cina eventi. L'Europa pensa per individui, la Cina per situazioni. Noi pensiamo ad andare al di là, loro si preoccupano di stare "tra". Noi crediamo nella nostra libertà, la riaffermiamo in un confronto accanito con il mondo, loro scommettono sulla disponibilità di un contesto, si dispongono ad accompagnarne le tante trasformazioni possibili. Con questo libro, vera e propria summa di un lavoro trentennale, François Jullien ci accompagna in un viaggio affascinante attraverso venti tappe, venti incontri, venti coppie concettuali che, nella loro dissonanza, riaprono i giochi nelle nostre tranquille abitudini di pensiero. Perché Jullien non mira tanto a comparare e a scegliere, o magari a integrare e ricomporre le differenze tra Oriente e Occidente; mira piuttosto a produrre uno scarto, ad aprire un varco nello spazio grigio del pensiero globalizzato, a interrogare l'Europa dal punto di vista della Cina e la Cina dal punto di vista dell'Europa. A fare dell'una un'occasione e una risorsa per l'altra.
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Kallias. Grazia e dignità
di Friedrich Schiller
editore: Abscondita
pagine: 147
Vengono qui tradotte in lingua italiana in forma integrale le lettere che Schiller inviò tra gennaio e febbraio 1793 all'amico Körner con l'intento di raccogliere e discutere le idee per il progettato dialogo "Kallias o della bellezza: opera che mai, però, vide la luce. Esse accompagnano il lettore nel tormentato e ambizioso progetto schilleriano di presentare "quel concetto oggettivo del bello, di cui Kant dispera". La loro lettura si presenta, altresì, come un'adeguata introduzione al saggio "Grazia e dignità", pubblicato nello stesso anno, nel quale Schiller del resto chiaramente allude al dialogo incompiuto, laddove parla di "un'analitica del bello". "Grazia e dignità" è nella fattispecie il primo, e decisivo, dei saggi di estetica di Schiller, che molto deve alle riflessioni esposte all'amico Körner. In esso Schiller si confronta con il pensiero di Kant, ripensando e sottoponendo a sviluppi definitivi sia la prospettiva estetica della "Critica della facoltà di giudizio" sia la morale kantiana. In "Grazia e dignità" confluiscono, per trovare nuove strade e nuove aperture, tanto l'esperienza teatrale e poetica quanto i giovanili studi medici di Schiller.
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Destino, provvidenza, predestinazione. Dal mondo antico al Cristianesimo
di Aldo Magris
editore: Morcelliana
pagine: 656
Come si elabora, a partire dal mito greco, l'idea di destino? Destino è ciò che determina l'accadere e il senso degli eventi indipendentemente dalla volontà cosciente degli uomini. In che modo questo concetto trasmigra nella tragedia e nella riflessione filosofica, e in quale rapporto sta con quello di provvidenza e con quello, di origine giudaica e cristiana, di predestinazione? Sono le domande che guidano il libro, attento non solo alle fratture ma anche alle sorprendenti continuità che intervengono nella lunga formazione di queste categorie tra grecità, giudaismo e cristianesimo. Nell'analisi dei miti e dei tragici, dei presocratici, di Platone e Aristotele, degli stoici e dell'apocalittica giudaica, dello gnosticismo e di Agostino, l'autore mostra i molti volti assunti da un concetto nel quale si cela l'enigma dell'umano tra esperienza del male, significato della vita ed esistenza degli dèi o di Dio. Come se ciò che ancora dà a pensare fosse racchiuso in quelle antiche parole.
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Il mito della relazione
editore: Castelvecchi
pagine: 221
Tre grandi nomi della cultura, ebraica (Lévinas), cattolica (Marcel), e riformata (LaCocque), rendono omaggio a Martin Buber, figura prestigiosa dell'intellettualità del Novecento. Non si tratta di interventi d'occasione, ma di intrecci di pensiero tra uomini che si conoscono personalmente. I testi, presentati insieme per la prima volta, documentano un incontro fatto di consensi, dissensi, importanti rivisitazioni. Ora prevale la riflessione a più voci, ora la testimonianza e la discussione, ora il dialogo interculturale e la questione della radice ebraica del cristianesimo. Mentre la prima parte del libro presenta il Colloquio su Buber del 1966 e gli scambi diretti tra Buber, Marcel e Lévinas, la seconda parte mette a fuoco il tramonto del mito della relazione e il dibattito sulla responsabilità verso l'Altro.
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Enigma del senso. Apologia della libertà nella filosofia di Emmanuel Lévinas
di Lopiparo Federico
editore: Castelvecchi
pagine: 141
Emmanuel Lévinas è un pensatore lituano-francese che con le sue riflessioni etico-politiche ha segnato in maniera indelebile i
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Il problema dei fondamenti. Da Aristotele a Tommaso d'Aquino all'ontologia formale
editore: Cantagalli
pagine: 288
Questo libro ha lo scopo di ampliare verso fondamenti metafisici l'orizzonte scientifico superando il riduzionismo per tentare la formalizzazione di un impianto logico e metafisico di impostazione aristotelico-tomistico.
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Filosofia della tradizione
di Giuseppe Riconda
editore: La scuola
pagine: 82
Nella situazione filosofica contemporanea si danno le condizioni per una nuova attenzione alla "tradizione", contro la quale si è svolta una linea ben determinata del pensiero moderno. Recuperato il concetto di "tradizione", il pensiero tradizionale sviluppa, confrontandosi con la modernità, una visione dell'uomo - nel suo rapporto essenziale con la Trascendenza, in un orizzonte di mistero, e nella sua situazione di peccato - alternativa a quella del pensiero moderno, che tende a definirlo unicamente per il suo rapporto con il mondo, ora esaltandone le capacità di dominio ora riassorbendolo in esso (il pensiero forte e il pensiero debole). Il testo affronta gli aspetti fondamentali del pensiero tradizionale (il nesso verità-libertà, il problema sociopolitico e il rapporto fra persona, corpo e natura) svolti sulla base della sua definizione dell'uomo.
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Perdono giustizia crudeltà. Figure dell'indecostruibile in Jacques Derrida
di Moroncini Bruno
editore: Cronopio
pagine: 117
La decostruzione, ossia la rigorosa messa in discussione della pretesa degli apparati di dominio di legittimare il loro potere
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Etica e politica
di Benedetto Croce
editore: Bibliopolis
pagine: 563
Si è riprodotto il testo dell'edizione ne varietur di "Etica e politica" (Bari, Laterza, 1945) correggendone ope codicum errori di stampa e refusi. L'apparato delle varianti esclude i testi apparsi come anticipazioni parziali sulla stampa quotidiana, di cui si dà opportuna notizia in nota, per le ovvie ragioni correlate alla prassi redazionale consueta a questo tipo di documenti, in cui sono incerti il controllo e la sorveglianza diretta dell'autore. Considerata la struttura testuale del volume, che raccoglie e riorganizza in una cornice unitaria quattro singole opere apparse indipendentemente tra il 1918 e il 1928 e poi nuovamente scorporate nelle ristampe del "Contributo alla critica di me stesso" successive al 1931 (anno dell' editio princeps dell'opera) e nella selezione antologica "Filosofia, poesia e storia: pagine tratte da tutte le opere" (Ricciardi Milano-Napoli, 1951), si è proceduto alla raccolta di un'appendice di testi (Avvertenze, Note e Postille) che documentano questo multiforme percorso editoriale.
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Kant e la scienza (1755-1760). Vol. 1
di Grillenzoni Paolo
editore: Aracne
pagine: 580
L'opera prende in esame la produzione scientifica kantiana tra il 1755 e il 1760
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Lo spazio denudato dell'essere-con. Bataille, Blanchot e Nancy
di Benedetta Ducci
editore: Clinamen
pagine: 87
Il tema della comunità impegna da tempo il dibattito filosofico in una indagine che dopo l'esperienza del totalitarismo fascista e del totalitarismo comunista si è fatta controversa o è stata esiliata nell'oblio. In questo quadro, la soluzione che Jean-Luc Nancy propone mostra connotati originali intorno al problema comunitario, attraverso la decostruzione dei tradizionali modelli e ponendosi "all'ascolto del non detto" della comunità stessa. Il presente lavoro ripercorre la riflessione di Nancy sviluppatasi nell'arco di un trentennio, nel costante confronto con le posizioni di Bataille e di Blanchot.
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Il ritmo della vita e il tempo della musica. Saggio su Jankélévitch
di Zanobetti Silverio
editore: Clinamen
pagine: 109
La musica agisce, non ricorda; porta con sé le note passate senza fermarsi a ricordarle, altrimenti sarebbe la sua morte
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