Politica e attualità
Il capitalismo contro il diritto alla città. Neoliberalismo, urbanizzazione, resistenze
di Harvey David
editore: Ombre corte
pagine: 124
Che cosa vuol dire "diritto alla città"? Questa domanda sembra inseparabile da una serie di altre questioni, quali ad esempio
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La città marcia
di Bianca Stancanelli
editore: Marsilio
pagine: 271
La Palermo degli anni Ottanta, in una Sicilia trasformata nella sede della più grande base di missili nucleari della Nato in E
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I mali della politica italiana
di Luigi Sturzo
editore: Armando editore
pagine: 160
Nel presente volume sono stati raccolti alcuni pensieri, tratti da sei tomi dell'opera di Luigi Sturzo "Politica di questi anni. Consensi e critiche". Tali pensieri sono stati ordinati alfabeticamente secondo l'argomento trattato e consentono di cogliere agevolmente quelli che per Sturzo costituivano i mali che affliggevano la vita politica Italiana.
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Il creatore di re. Storia vera di Jacob Fugger, banchiere, milionario, precursore del capitalismo, compratore di indulgenze, finanziatore di re e di papi
di Greg Steinmetz
editore: Baldini & Castoldi
pagine: 335
Fugger fu il primo plutocrate moderno
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Amnesty International. Rapporto 2015-2016. La situazione dei diritti umani nel mondo
editore: Infinito Edizioni
pagine: 608
Il Rapporto 2015-2016 di Amnesty International documenta la situazione dei diritti umani in 160 paesi e territori durante il 2
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Il marketing del terrore. Twitter e jahad: la comunicazione dell'Isis
editore: Mondadori
pagine: 249
"Da Raqqa a Parigi, da Mosul a Londra non ci sono più chilometri da percorrere o messaggeri da inviare per i nuovi guerrieri della jihad contemporanea. Non si attraversa più la frontiera tra Afghanistan e Pakistan, giorni di marcia fino al Khyber Pass per recapitare un messaggio, non ci si ritrova quasi mai nelle moschee del centro. Oggi la comunicazione jihadista viaggia attraverso migliaia di messaggi su Twitter, vive di sinistre chat private nel bel mezzo di un videogame. Si traduce in un diluvio di messaggi cifrati, e struttura il proprio racconto attraverso fotomontaggi cruenti, irresistibili video d'azione. Per combatterli, intercettare le mosse dei nuovi terroristi, capire come si struttura il loro pensiero folle, e - soprattutto - realizzare la portata e le implicazioni della sfida che abbiamo di fronte è indispensabile seguirli, passo dopo passo, proprio nella loro affollata comunità virtuale all'interno del web." Da queste riflessioni di Monica Maggioni parte "Il marketing del terrore", un saggio che raccoglie e rielabora una serie di interventi pubblicati dall'ISPI, l'istituto per gli studi di politica internazionale più importante d'Italia. Nove esperti di comunicazione e di Medio Oriente analizzano e spiegano la strategia di propaganda e consenso dell'lSIS, tra social media, riviste digitali, radio e manifesti. Una prospettiva fondamentale per comprendere le radici del califfato che minaccia l'ordine mondiale.
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La destra che non c'è (e che servirebbe all'Italia)
di Corigliano Giorgio
editore: Jouvence
pagine: 261
In Italia esistono diffusi malintesi sul concetto di Destra, per cui molti cittadini, che pure condividono i principali valori
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Il mondo di mezzo. Mafie e antimafie
di Antonio La Spina
editore: Il mulino
pagine: 207
Tutt'altro che unitario, l'universo delle mafie è composto da fenomeni disparati: dal grande contenitore delle Camorre a Cosa Nostra, dalla 'Ndrangheta, anche nelle sue articolazioni decentrate nel nostro paese o nel resto del mondo, a gruppi locali come la Stidda e i Cursoti, per giungere a entità autoctone completamente nuove come Mafia capitale. Ma, oltre che alle mafie, il plurale va applicato anche all'antimafia. Esistono un'antimafia istituzionale, un'antimafia sociale e da qualche tempo anche un'"antimafìa inautentica", o fasulla, come quella di personaggi che, pur mantenendo sottobanco un rapporto organico con i sodalizi mafiosi, ufficialmente aderiscono ad associazioni antimafia. Una realtà complessa, che l'autore esplora con grande energia intellettuale, nella convinzione che si possano combattere le mafie solo conoscendone in profondità le diverse dinamiche organizzative.
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Il Califfato del terrore. Perché lo Stato islamico minaccia l'Occidente
di Maurizio Molinari
editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
pagine: 156
Decapitazioni di arabi e occidentali e attentati nel cuore di un'Europa incredula, donne schiavizzate, bambini trasformati in killer, pulizia etnica, fosse comuni e la richiesta di obbedienza assoluta. Da Aleppo a Baghdad lo Stato Islamico guidato dal Califfo Abu Bakr al-Baghdadi ridisegna la geografia del Medio Oriente e incombe minacciosamente su di noi. Ma da dove vengono i jihadisti che vogliono purificare il mondo dagli infedeli? Maurizio Molinari rivela in questo libro la genesi di un'ideologia religiosa totalitaria che evoca le brutalità di Hitler e Stalin, travolge l'Islam e genera violenze orrende. Comprese le stragi come quelle di Parigi, nella redazione del settimanale "Charlie Hebdo" e nel supermercato "Yper Cacher". Sono terroristi che nascono dall'odio per il prossimo, amano la morte, reclutati e addestrati per fare scempio di chiunque non la pensa come loro: musulmano, cristiano, ebreo o ateo poco importa. "Osama Bin Laden voleva sconvolgere l'America per spingerla a ritirarsi dal Medio Oriente" scrive Molinari, "al-Baghdadi ha trasformato la guerra santa in uno Stato con cui tutti dobbiamo fare i conti". Uno Stato che si basa su un buon sistema amministrativo perché a differenza di altri gruppi jihadisti, il Califfo sa che per consolidare il consenso l'arma migliore è quella di distribuire pane, acqua ed elettricità, facendo attenzione ad assumere gli ingegneri giusti per gestire dighe e pozzi petroliferi...
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L'immagine sinistra della globalizzazione. Critica del radicalismo liberale
di Paolo Borgognone
editore: Zambon editore
pagine: 1044
Una ridefinizione critica, da un punto di vista non convenzionale, della storia politica italiana ed europea successiva al 1968 e al 1989 e una confutazione, senza possibilità d'appello, dell'odierna "religione unica" del liberalismo assoluto come filosofia del disincanto e della "fine capitalistica della Storia". Questo libro rappresenta una posizione sì decisa, ma anche aperta al confronto, sui problemi di interpretazione connessi alla "fine del comunismo storico novecentesco", alla "conversione" al dogma neoliberale e al postmoderno della sinistra europea, al mutamento della struttura di classe nell'epoca del capitalismo "puro" e al giudizio sulle ipotesi dialettiche per la ricostruzione di alleanze politiche, su basi anticonformiste e di contrasto al colonialismo liberale contemporaneo.
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Una democrazia possibile. Politica e territorio nell'Italia contemporanea
di Marco Almagisti
editore: Carocci
pagine: 387
Quali sono le caratteristiche della democrazia italiana? Da quali sorgenti origina la sua particolare fisionomia? Come mai l'Italia è l'unica democrazia consolidata ad aver visto crollare l'intero sistema politico negli anni Novanta? E quali strade si stanno percorrendo per superare una crisi politica ormai ventennale? Il libro fa comprendere le dinamiche profonde del caso italiano con un approccio di politologia storica che collega la nascita e l'evoluzione delle istituzioni democratiche con le matrici culturali presenti nei contesti locali. Accanto ai grandi accadimenti storici, nelle pagine del volume, si riscopriranno i sentieri in cui si formano e cambiano le culture politiche diffuse, ossia quell'insieme di norme sociali condivise, linguaggi, riti, pratiche sociali, visioni del mondo che hanno contribuito a definire nel tempo l'identità di milioni di italiani. Ricostruendo le vicende dei partiti nell'Italia contemporanea e di due società locali emblematiche quali il Veneto "bianco" e la Toscana "rossa", il testo evidenzia come la politica italiana di oggi affondi le sue radici nei conflitti irrisolti della storia del paese.
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In viaggio con la Jihad. Afghanistan-Siria, un reportage di frontiera
di Giovanni Verga
editore: Alpine studio
pagine: 182
L'Afghanistan, il giardino dell'Asia Centrale, sogno di tutti i viaggiatori e meta del turismo hippy degli anni 70, è diventato luogo di terrore a causa del regime talebano. Da decenni nessuno vi entra, se non per motivi legati alla guerra. La jihad moderna, che lì è nata, ha poi cambiato luogo spostandosi in Siria. Questo paese, di cui Damasco e Aleppo sono diventate le nuove prede da conquistare, è sempre stato laico e rispettoso delle diversità religiose, ma, ormai da anni, si trova a combattere contro nuovi gruppi ribelli il cui unico obiettivo è la restaurazione di un califfato. Solo quando scende in campo pesantemente l'Isis dei tagliagole, l'Occidente si accorge - forse tardi - del conflitto siriano. "In viaggio con la Jihad" svela i meccanismi e le radici di queste guerre, che mostrano di avere origini lontane nel tempo quando, dopo la Prima Guerra Mondiale, gli occidentali decisero di spartirsi l'Impero Ottomano ignorando le differenze etniche e religiose delle popolazioni che lo componevano. Un nuovo viaggio a Damasco nel quarto anno di guerra cerca di spiegare le nuove trasformazioni anche attraverso la visita ai più grandi campi profughi siriani.
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