La "Veglia di Venere", carme latino giuntoci anonimo, è un'esaltazione della figura di Venere, nell'imminenza di una sua celebrazione notturna. Sebbene a tutt'oggi se ne discuta datazione e paternità, il Pervilegium è divenuto nel corso dei secoli il simbolo culturale di una fine e di un inizio: la poesia latina offrirebbe qui uno dei suoi ultimi fiori, preludendo al contempo a una nuova e già moderna sensibilità. Fino alla conclusione, infatti, il carme sembrerebbe muoversi nei modi oggettivi di forme classiche, ma, negli ultimi versi, alle fantasie corali di vergini e ninfe, si sostituisce un'accesissima individualità: il poeta rivela di vivere in un presente infelice, invoca un futuro di gioia e lamenta la propria condanna al silenzio.
La veglia di Venere. Pervigilium Veneris. Testo latino a fronte
| Titolo | La veglia di Venere. Pervigilium Veneris. Testo latino a fronte |
| Curatore | A. Cucchiarelli |
| Argomento | Narrativa Classici |
| Collana | Classici greci e latini |
| Editore | BUR Biblioteca Univ. Rizzoli |
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| Pagine | 167 |
| Pubblicazione | 2003 |
| ISBN | 9788817106351 |
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